L’Italia è più accogliente di Spagna e Francia

Nel 2018 abbiamo detto sì al 32% delle richieste. Il 56,6% ha un’istruzione bassissima

Ecco i dati (ragionati) sulle richieste di asilo nel 2018. Soltanto il 32% dei migranti ottiene una forma di protezione internazionale in Italia. E tutti gli altri? C’è chi fa ricorso e riesce a dimostrare il proprio diritto ad essere protetto e chi, invece, deve (o almeno dovrebbe) essere espulso dal nostro Paese.

Le richieste di asilo in Ue

Il grafico sopra mostra la percentuale di richieste di asilo accettate o respinte in Europa nel 2018. Lo Stato più “accogliente” è di gran lunga l’Irlanda: qui vengono accettate l’86% delle domande (presentate da cittadini extra-Ue), mentre solo il 14% riceve un rifiuto. Seguono il Lussemburgo (72% di richieste di asilo accolte) e il Portogallo (60%). In totale le richieste approvate superano quelle negate solo in 8 Paesi europei, in tutti gli altri (Italia compresa) lo scenario è ribaltato.

È per questo che in media in Europa le richieste di asilo accolte in prima istanza (quindi prima di eventuali ricorsi) sono solo il 37% del totale. Contribuiscono ad abbassare molto questa soglia i Paesi in coda alla classifica, cioè Spagna e Lettonia, dove ricevono l’ok solo il 24% delle domande, e Polonia e Repubblica Ceca dove le domande accettate superano di poco la soglia del 10%.

I migranti “italiani” sono i meno istruiti

Richieste di asilo a parte, per capire quale può essere il contributo positivo (in termini economici e di forza lavoro) dell’immigrazione in Europa bisogna guardare ai livelli di istruzione di chi arriva sulle nostre coste. Il grafico sotto mostra di quale titolo di studio sono in possesso i cittadini extra-Ue con età compresa fra i 25 e i 54 anni ora residenti nei vari Paesi europei.

La media dei 28 Stati membri sembra essere molto equilibrata: il 34,8% dei migranti ha al massimo la licenza media (livello Isced 0-2), il 34% ha frequentato le superiori, il 31,2% è laureato o è in possesso persino di un dottorato. Se si guarda ai singoli Paesi, però, questi dati variano molto. Ad esempio, l’Irlanda è lo Stato europeo con il più alto numero di migranti laureati (67,97%), seguito da Bulgaria (59,18%) e Polonia (57%).

In Croazia, invece, il 63,7% dei cittadini extra-Ue ha frequentato solo le superiori. Situazione simile in Lettonia, Lituania e Slovenia. E l’Italia? Il nostro Paese, seguito a stretto giro da Spagna e Grecia, ha il primato peggiore: la maggior parte dei migranti (54,6%) ha un livello di istruzione molto basso (nessuna scolarizzazione, elementari o al massimo scuole medie).

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Eurostat

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