Ikea e Leroy Merlin in testa. Le italiane fatturano tutte meno di un miliardo
Non solo moda, lusso, automobili da corsa e vini pregiati. Quando nel mondo si parla di Made in Italy il pensiero va subito anche al mondo dell’arredamento e della progettazione dell’arredo casa e ufficio. Ma quali sono le aziende del nostro Paese di maggiore successo per fatturato? Considerando tutte le imprese, ovvero sia quelle che si occupano di arredamento che quelle che si occupano della progettazione dell’arredo per casa e ufficio il risultato può apparire deludente ai sostenitori dell’italianità dell’industria. Come si vede infatti dalla nostra infografica ai primi posti per ricavi ci sono le controllate locali di due grandi multinazionali del settore: Ikea e Leroy Merlin
Ikea ha fatturato 1,6 miliardi nel 2020
In base ai bilanci del 2020 Ikea Italia Retail Srl, in particolare, ha realizzato un fatturato di un miliardo e 699 milioni. Si tratta della società, con sede a Carugate (Milano) che gestisce le vendite dei prodotti del colosso svedese nel nostro Paese, dove ha 28 store, inclusi i punti Ikea Planning Studio e Ikea Progetta e Arreda. Questi ultimi sono quelli in cui vengono aiutati i clienti non solo nella scelta dei mobili, ma anche nella progettazione dell’arredo casa.
L’azienda ha avuto successo come rappresentante principale, nel mondo dell’arredamento, della tendenza al low cost. Si tratta di quella che ha fatto breccia tra i consumatori di tutto il mondo a partire dai primi anni del nuovo millennio. Alla pari dei voli Ryanair o Easjet e del fast fashion, Ikea è riuscita a diventare un brand di riferimento soprattutto per una generazione, quella più giovane, con redditi decisamente più ridotti di quelli dei genitori. Costituisce, inoltre, un’icona, probabilmente più popolare di altre multinazionali globali presenti sul mercato.
Il calo del fatturato a causa della pandemia
Tuttavia non è rimasta esente dalla crisi che ha colpito tutta l’economia nel 2020, l’anno in cui, ricordiamolo, il Pil italiano è crollato di ben l’8,9%. Ikea Italia Retail Srl ha perso il 10,1% del fatturato, che nel 2018 era arrivato a un miliardo e 797 milioni di euro e nel 2019 a un miliardo e 891 milioni. Le chiusure dei negozi a causa delle restrizioni anti-Covid hanno ovviamente ridotto le vendite, che si sono dovute concentrare solo nei mesi di apertura. La società è però rimasta in attivo. Ha realizzato un utile netto di 10,9 milioni, per quanto molto inferiore ai 56,8 del 2019 e ai 32 milioni del 2018.
Progettazione arredo casa, al secondo posto: Leroy Merlin
Dopo Ikea Italia Retail è Leroy Merlin Italia a ricoprire la seconda posizione nella classifica di aziende di arredamento e progettazione arredo per la casa con maggior fatturato nel nostro Paese. La filiale della multinazionale francese ha avuto un miliardo e 387 milioni di ricavi nel 2020, e anche nel suo caso vi è stato un inevitabile calo rispetto ai risultati del periodo precedente alla pandemia, quando le entrate erano ammontate a un miliardo e 458 milioni.
La riduzione del 4,9%, è stata, tuttavia, inferiore a quella sofferta dagli svedesi. Rispetto a Ikea, Leroy Merlin ha una diffusione più capillare, grazie all’acquisizione nel 2014 di un marchio storico come Castorama. Ha, inoltre, negozi più piccoli, e punta sulla vendita non solo di mobili, ma anche di oggettistica, utensili, prodotti per arredare il giardino. Forse è stato anche questo posizionamento ad averla favorita durante la crisi, ovvero la minore focalizzazione su acquisti di minore importo.

La prima italiana è solo terza in classifica
In tanti hanno osservato in questi anni come proprio in un mercato così cruciale per la nostra economia come quello dell’arredamento e della progettazione dell’arredo per casa e ufficio gli imprenditori italiani si siano fatti battere da imprese straniere basate in Paesi che non hanno la stessa nostra tradizione.
La realtà è che a livello strutturale l’industria del Belpaese ha sempre puntato più su produzioni di qualità e di eccellenza, e sul B2B, piuttosto che sul retail e sul low cost. A fare eccezione negli ultimi anni sono state solo poche realtà. Tra queste quella che riesce più di altre a sfidare Ikea e Leroy Merlin è Mondo Convenienza. Con sede a Roma, afferma apertamente come slogan che “la nostra forza è il prezzo”, trovandosi quindi a competere in modo diretto con svedesi e francesi nel mercato del consumo di massa.
Mondo Convenienza ha resistito bene al lockdown
Ci è riuscita abbastanza bene, almeno fino alla pandemia. Il fatturato della società proprietaria del brand, Iris Mobili Srl, nel 2019 era arrivato a un miliardo e 169 milioni, in crescita del 7,3% rispetto all’anno precedente. Nel 2020 per effetto delle chiusure forzate dei negozi ha registrato un calo del 9%, superiore a quello di Leroy Merlin, ma inferiore a quello di Ikea, e i suoi ricavi sono stati di un miliardo e 64 milioni.
Friul Intagli Industries è quarta
Come è facile intuire dal nome si torna nel Nord Italia con Friul Intagli Industries Spa, quarta realtà del settore per fatturato. Azienda familiare, rappresenta un’eccellenza del Made in Italy che dalle origini, nel 1968, ha sempre innovato utilizzando l’alta tecnologia per rimanere tra i leader del suo settore. Si occupa, infatti, non tanto di vendite al dettaglio ma della produzione sia di pezzi di arredamento che di rivestimenti, laccature, singole componenti come ante o telai per terzi. In particolare è specializzato in soluzioni tecnologiche per la progettazione dell’arredo casa e ufficio, nonché in mobili su misura e in kit, ovvero da montare.
Perché conviene essere fornitori dei colossi
Quest’ultima caratteristica l’ha resa la fornitrice ideale per Ikea, che oggi è, non a caso, il principale cliente di Friul Intagli e ne ha determinato le fortune negli anni recenti. Il fatto di essere un’impresa prevalentemente B2B, che non dipende direttamente dalle aperture dei negozi retail, ha poi probabilmente aiutato, nel 2020, a non subire gli effetti della recessione. In quell’anno, anzi, le entrate sono aumentate. Il fatturato dell’azienda di Pordenone, infatti, dopo essere passato dai 577,9 milioni di euro di fatturato del 2018 ai 607 del 2019 ha raggiunto i 625,2 milioni di ricavi due anni fa.
Poltronesofà aumenta il fatturato e allunga su Natuzzi
Dopo Friul Intagli in questa classifica dei protagonisti del mercato dell’arredamento in Italia seguono due realtà probabilmente molto più note al grande pubblico come Poltronesofà e Natuzzi (Divani &Divani). Entrambe hanno puntato molto sulla comunicazione verso il cliente e la pubblicità, posizionandosi in un segmento ancora di massa, e tuttavia superiore, a livello di qualità percepita, a Ikea o Mondo Convenienza.
A livello di fatturato negli ultimi anni è stata la prima, Poltronesofà, ad avere avuto maggiore successo. Il suo fatturato nel 2020 è stato di 459,2 milioni di euro. Il dato saliente è però che si tratta di numeri in aumento. Nonostante la crisi, i lockdown, le chiusure, i ricavi sono saliti rispetto al 2019, quando erano stati di 439,7 milioni. Nell’anno più duro della pandemia l’azienda nata a Forlì è riuscita a proseguire quella crescita notevole in atto da tempo. È quella che aveva consentito in precedenza, tra il 2018 e il 2019, un incremento delle entrate di ben il 23,8%.
Diversa la traiettoria di Natuzzi: l’impresa pugliese proprio tra quei due anni aveva perso il 10,4% dei ricavi, scendendo a 332,4 milioni di euro, e nel 2020 la riduzione è proseguita, anche se a ritmo più lieve, nonostante il Covid. Due anni fa il suo fatturato, infatti si è fermato a 328 milioni.
Il mercato della progettazione dell’arredo casa migliora nel 2022
Queste variazioni mostrano come il settore dell’arredamento e della progettazione dell’arredo per casa e ufficio, seppur tradizionale e per certi versi maturo, rimanga molto dinamico. Con la crisi pandemica ha subìto una generale contrazione, a livello di entrate, dell’11,9%, in linea con quella del mercato italiano, ma secondo le stime di Cerved nel 2021 ha messo a segno un rimbalzo del 7%, di poco superiore alla media del 6%. Anche nel 2022 questo comparto dovrebbe sovraperformare, crescendo del 4,9%.
Cruciali, probabilmente, sono anche i sussidi e gli interventi come il Superbonus, che hanno dato una spinta alle spese per la casa. Come queste saranno indirizzate, però, a quali produttori e rivenditori, rimarrà una questione di scelta del consumatore. Su ciò si giocherà l’agguerrita competizione tra i player che abbiamo visto.
I dati si riferiscono al 2018-2020
Fonte: Bilanci delle imprese e Cerved
Leggi anche: La classifica delle prime 10 aziende italiane per fatturato
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