Prezzo del cacao salito del 358% in un anno

Cala la produzione mondiale: -11%. Ecco quali sono i Paesi più danneggiati

I prezzi dei contratti di fornitura di cacao hanno stracciato ogni record, mentre l’organizzazione mondiale del cacao prevede un calo della produzione dell’11% nel 2024. Ad aprile 2024 sul mercato di New York (l’altro mercato dei cocoa futures è quello di Londra) una tonnellata di cacao è scambiata al prezzo di 10.120 dollari, solo un anno prima (ad aprile del 2023) costava 2.823 dollari. L’aumento è del +358%, a titolo di paragone il cacao ora costa più del rame. Infatti il metallo chiave per la transizione energetica si ferma, ad aprile 2024, a un prezzo di scambio di 9.651 dollari alla tonnellata.

Prezzo del cacao, le ragioni dell’aumento record

Il prezzo del cacao è destinato a salire ancora, perché la bolla speculativa è al suo massimo. Il fattore scatenante dell’incredibile rialzo del prezzo del cacao è la difficoltà che richiede la sua produzione a causa degli eventi meteorologici, improvvisi ed estremi, causati dal cambiamento climatico. Tuttavia c’è altra ragione, molto più circoscritta del climate change, e che obbliga la filiera mondiale che produce la materia prima con cui si fa il cioccolato (la fava di cacao) a una profonda riflessione che implica diritti, equità e visione di lungo periodo. Questa ragione è aver sottovaluto l’importanza del cacao e dei suoi agricoltori. Nel grafico in apertura i principali produttori mondiali di fave di cacao, in questi Paesi l’aumento del prezzo del cacao non corrisponde necessariamente a una ricaduta positiva sull’economia.

fave di cacao

Mercato mondiale del cacao, giro d’affari da 200 miliardi annui

Il cambiamento climatico ha dato il colpo finale, ma la produzione di cacao era da decenni a rischio di shock. La ragione è che il cacao grezzo (frutto di una pianta che ha bisogno di cure come la vite con cui si fa il vino) è stato venduto dagli agricoltori locali a prezzi troppo bassi per favorire gli investimenti necessari alla cura dei terreni e alla sostituzione degli alberi vecchi. Ma, soprattutto, la ricchezza globale del settore è stata distribuita sempre in maniera iniqua. L’industria mondiale del cacao vale 200 miliardi di euro annui, l’Africa occidentale (primo produttore di cacao al mondo) riceve le briciole di questa fortuna, 10 miliardi all’anno. 

Mercato del cacao, ai produttori solo 7 centesimi per ogni euro di cioccolato

Detto altrimenti, chi commercia il prodotto finale guadagna 80 centesimi per ogni euro speso per una tavoletta di cioccolato, il guadagno di un coltivatore è invece di soli 7 centesimi. Troppo poco per poter investire nelle sostituzione delle piantagioni che sono invecchiate, hanno prodotto sempre meno frutti e infine si sono pure ammalate. Il cacao swollen shoot virus, chiamato addirittura aids del cacao, ogni anno distrugge il 17% delle produzione di Costa d’Avorio e Ghana, primi produttori al mondo. Il cambiamento climatico, quindi, ha trovato la porta già spalancata e forti acquazzoni alternati a periodi di siccità hanno dato il colpo di grazia alle piantagioni di cacao.

Crisi del cacao, i principali produttori di cioccolato licenziano in massa

L’aumento del prezzo del cacao non porta bene a nessuno, gli stabilimenti di cioccolato stanno reagendo all’impennata dei costi con licenziamenti di massa. I profitti annuali di Hershey (il più grande produttore di cioccolato degli Stati Uniti) sono diminuiti dell’11,5% durante il quarto trimestre 2023. L’azienda, scrive l’Economist, ha annunciato che taglierà il 5% della sua forza lavoro. Barry Callebaut, il produttore svizzero primo al mondo nella produzione di prodotti a base di cacao, ha dichiarato che licenzierà 2.500 dipendenti, il 18% della sua forza lavoro.

Perché il mercato del cioccolato è in crisi

Anche per gli agricoltori dei principali paesi produttori, Costa d’Avorio, Ghana e Indonesia, l’aumento improvviso del prezzo all’ingrosso non porta vantaggi. Il prezzo delle fave di cacao infatti è stabilito e bloccato a inizio stagione (il cacao ha due stagioni di raccolto a ottobre e marzo) e quindi tutti gli aumenti a stagione iniziata non toccano gli agricoltori. Non solo, l’aumento per chi produce è uno svantaggio perché porta a una diminuzione della richiesta e all’impossibilità di fissare un prezzo più alto che rimanga stabile nel lungo periodo.

Prezzo del cacao: il calo della domanda globale è del 5%

La diminuzione della richiesta si è già verificata, lo dichiara il direttore del  Conseil Cafe-Cacao (l’ente regolatore del commercio di cacao e caffè della Costa d’Avorio) che ha sottolineato, come riporta Bloomberg, che alcuni importanti acquirenti stanno ritardando gli acquisti e che fanno pressione sul mercato all’ingrosso per avere degli sconti. Cosa che non possono fare le realtà più piccole della filiera, che sono anche quelle in prima linea nel commercio equo e solidale del cacao, per loro la prospettiva più probabile se i prezzi continuano a salire è quella di chiudere. L’organizzazione mondiale del cacao prevede che la domanda globale nel 2024 diminuirà del 5%.

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