
Finiscono le quote fisse. Per l’Italia sarà dura resistere alla guerra dei prezzi
Il mercato dello zucchero in Europa è regolato da un prezzo di riferimento (404,4 euro per tonnellata, linea rossa nel grafico) e un prezzo minimo garantito per i coltivatori, che sono obbligati però a rispettare precise quote di produzione.
Il grafico mostra anche (linea blu) il prezzo di mercato dello zucchero bianco, quello raffinato, che ha avuto un picco fra 2012 e 2013 per poi invertire la rotta e scendere, oggi, a 428 euro per tonnellata, più o meno in linea con il prezzo di mercato nel mondo, 423 euro (linea nera continua), pari a 476 dollari (linea nera tratteggiata).
Senza “quote” sarà tutti contro tutti
Fra un anno, però, la situazione cambierà: a settembre del 2017, infatti, verranno abolite le quote dello zucchero che Bruxelles ha messo a disposizione di ogni singola nazione e da gennaio del 2018 sarà una vera guerra di prezzi. Come andrà? Competere sarà difficile per i più piccoli, e noi siamo tra questi.
Per l’Italia una fine amara nella guerra della barbabietola
I “colossi della barbabietola” sono Germania, Francia, Gran Bretagna e Olanda, paesi dove si concentra il 67% della produzione continentale.

L’Italia è invece scesa dal podio: se dieci anni fa erano in funzione 19 stabilimenti da cui uscivano 1,4 milioni di tonnellate di zucchero, pari al 17% della produzione europea e al 75% del fabbisogno nazionale, oggi tutto è cambiato e restano al lavoro solo due impianti, uno in Veneto e l’altro in Emilia, con una capacità produttiva di 300mila tonnellate l’anno, l’80% in meno rispetto al 2006.
I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Commissione Europea
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