I posti vacanti al 2%: chi cerca persone e non le trova

Nell’istruzione e nelle costruzioni il tasso è al 3%, bene finanza e assicurazioni, 1%

Il mercato del lavoro in Italia funziona? Bella domanda. Intanto il tasso di disoccupazione è arrivato al record positivo del 6,5% a luglio (sono aumentati gli occupati, sono diminuiti i disoccupati e sono rimasti sostanzialmente stabili gli inattivi) ma bisogna tener conto anche di un altro indicatore: molto importante: la percentuale di posti vacanti.

Che cosa vuol dire “posti vacanti”

I posti vacanti si riferiscono alle ricerche di personale che, alla data di riferimento (l’ultimo giorno del trimestre), sono iniziate e non ancora concluse. Sono i posti di lavoro retribuiti per i quali il datore di lavoro cerca attivamente un candidato. Quindi per “posti vacanti” si intende il rapporto percentuale fra il numero di posti vacanti e le posizioni lavorative occupate. Ovviamente se scende il tasso di posti vacanti, come è successo tra il primo e il secondo trimestre del 2024, le interpretazioni possono essere diverse. La migliore è che le imprese hanno poca difficoltà a trovare il personale adatto, la peggiore è che le stesse imprese non hanno difficoltà a trovare il persona perché… non lo cercano.

Ma prima di vedere i dati italiani, diamo un’occhiata a quelli europei che si riferiscono, in ogni caso, sempre al terzo trimestre del 2024. Il tasso medio nell’eurozona è stato del 2,6% in calo sia rispetto ai tre mesi precedenti che allo stesso periodo del 2023. La maggior percentuale di posti vanti è in Belgio, Paesi Bassi e Austria e i più bassi in Romania, Bulgaria, Polonia e Spagna. L’aumento più importante è stato in Grecia mentre i cali maggiori in Germania, Austria e Svezia.

I posti vacanti nel secondo trimestre 2024

Veniamo all’Italia. Nel secondo trimestre del 2024, il mercato del lavoro italiano ha mostrato un leggero calo per quanto riguarda il tasso di posti vacanti. Il tasso di posti vacanti destagionalizzato per le imprese con dipendenti è sceso di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 2%. Ci sono alcune importanti differenze, però tra i vari settori economici e li vedremo tra un attimo ma diciamo subito che la diminuzione complessiva è principalmente imputabile al settore industriale, che ha registrato una variazione negativa di 0,2 punti percentuali. Il settore dei servizi ha compensato parzialmente questa flessione, con un aumento di 0,1 punti percentuali nel tasso di posti vacanti. Questo dato suggerisce una maggiore dinamicità nei servizi, dove la domanda di lavoro continua a crescere.

posti vacanti

Ma andiamo più in profondità dando un’occhiata al grafico interattivo sopra che mostra in quali macro settori c’è più domanda insoddisfatta di persone. Ebbene, i macrosettori nei quali il rapporto è superiore sono l’istruzione, le professioni scientifiche, alloggio e ristorazione e costruzioni. Mentre, per esempio, il tasso di posti vacanti è pari a 1% nei servizi assicurativi o di trasporto.

I posti vacanti nelle imprese con più di 10 dipendenti

L’Istat informa, inoltre, che per le imprese con almeno 10 dipendenti, il tasso di posti vacanti si è mantenuto stabile all’1,7%, sebbene anche in questo caso si registri una flessione nel settore industriale. Le aziende di dimensioni maggiori sembrano quindi subire meno l’effetto del calo della domanda di lavoro rispetto alle piccole imprese, ma il dato industriale conferma una tendenza di contrazione che potrebbe riflettere decisioni aziendali più caute in fase di assunzione.

Il caso dei prof che mancano

Un’area dove la mancanza di lavoratori è particolarmente intensa è quella della scuola dove, secondo l’ufficio studi della Cisl, mancherebbero ben 18mila persone, 17.739 per la precisione, distribuiti nelle scuole di ogni ordine e grado. E questo all’inizio dell’anno scolastico non è un bel segnale anche perché i concorsi per le assunzioni non sono terminati in tempo utile per assegnare tutti, o almeno una parte, di posti vacanti.

La soluzione sono i precari: ai dati che parlano di ben 250mila precari nella scuola diffusi dai sindacati il ministro Valditara afferma che i precari, cioè i supplenti, sono “solo” 165mila. E aggiunge che entro la fine dell’anno dei 18mila posti scoperta, almeno 10mila saranno assegnati a professori di ruolo. Resta comunque impressionate il fatto che nel primo trimestre del 2019 (cioè prima della pandemia che ha rimescolato tutte le carte) il tasso dei posti vacanti nella scuola era appena dell’1,5%.

I dati si riferiscono al: secondo trimestre 2024

Fonte: Istat

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