Il Pil dell’Italia crescerà del 6%: tutte le previsioni

Quelle delle Banca d’Italia sono le più pessimiste. Per l’Ocse ci sarà un +5,9%

Il Pil dell’Italia nel 2021 crescerà del 6%. Lo ha scritto nero su bianco il governo Draghi aggiornando il Def (Documento di economia e finanza). Nel Nadef (Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza) che verrà approvata oggi dal consiglio dei ministri ha scritto che il Prodotto Interno Lordo avrà un rimbalzo superiore a quello preventivato prima dell’estate: invece del 4,5%, il 6%. Non è accaduto spesso, anzi: una vera rarità che le previsioni sulla crescita del Pil italiano vengano corrette verso l’alto, ovvero che a fronte delle stime degli anni o anche solo dei mesi precedenti la realtà si dimostri più rosea dal punto di vista economico.

Il Pil dell’Italia nel 2021

È quello che però sta succedendo quest’anno. Nel Def del Governo redatto in aprile, l’esecutivo vedeva come probabile un aumento del Prodotto interno lordo italiano del 2021 del 4,5%, ma successivamente le altre istituzioni che hanno pubblicato prognosi sul recupero della nostra economia hanno ipotizzato incrementi dell’attività economica sempre più grandi man mano che passava il tempo.

In giugno l’Istat ha pronosticato un +4,7% seguito da altri previsori internazionali, solitamente molto più prudenti dei nostri governi quando si parla di crescita. Standard & Poor’s, una della maggiori agenzie di rating a livello internazionale, in giugno si è spinta a ipotizzare un +4,9%, così come il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) in luglio. Nelle Summer Ecopnomic Forecast, appuntamento estivo delle previsioni stagionali della Commissione Europea Bruxelles è andata oltre, vedendo una progressione del Pil dell’Italia nel 2021 del 5%.

L’andamento del Pil italiano nel 2021

Banca d’Italia si è poi accodata, in agosto, stimando un +5,1%, ma già nei circoli politici ed economici si parlava informalmente di un possibile +6%, anche perché l’ultimo report dell’Istat sui dati reali del 2021 certificavano un crescita già acquisita del Pil dell’Italia nella prima metà dell’anno del 4,7%. Ovvero anche se poi nei secondi sei mesi, da luglio a dicembre, l’economia fosse rimasta ferma, il Prodotto Interno Lordo sarebbe aumentato del 4,7%.

Le previsioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio

Visto che chiaramente la ripresa sarebbe proseguita, salvo imprevisti, era logico che le previsioni sarebbero dovute essere aggiustate ulteriormente verso l’alto per incorporare queste nuove evidenze. E così sempre in agosto l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) della Camera ha pubblicato i propri calcoli che contenevano una stima di crescita del 5,8%. Non si trattava di un azzardo, evidentemente, perché l’Ocse ai primi di settembre ha preparato uno speciale report sull’Italia, anticipando quanto avrebbe scritto nell’Outlook generale di poche settimane dopo, ovvero una progressione per la nostra economia del 5,9%.

Pil Italia 2021, l’ottimismo di Standard & Poor’s

Ciliegina sulla torta, molto recentemente Standard & Poor’s ha aggiornato i propri pronostici, mettendo nero su bianco quel +6% di cui da qualche mese si discuteva e su cui del resto Governo e mondo delle imprese contavano. È singolare che a essere più ottimista sia proprio una delle agenzie di rating che spesso nel passato ha più redarguito l’Italia sulle sue carenze ammonendola sui difetti strutturali dell’economia prevedendo aumenti del Prodotto Interno Lordo inferiori a quelli “venduti” dai governi. Ma del resto non è un periodo ordinario quello che stiamo attraversando.

pil Italia 2021

Il Pil nell’anno della pandemia di Covid

La pandemia di Covid che ha colpito il mondo nel 2020 e l’Italia come prima tra i Paesi Occidentali ha provocato la peggiore recessione dal Dopoguerra a oggi, più profonda anche di quella seguita al crollo di Lehman Brothers. Il Pil italiano nel 2020 è crollato dell’8,9%, mettendo a segno una delle performance più negative a livello europeo, superata solo da quelle di pochi altri Paesi, come Spagna e Regno Unito, dove il calo è stato rispettivamente dell’11% e del 9,9%.

Il Prodotto interno lordo e i consumi nel 2021

Nonostante negli ultimi anni la crescita economica in Italia fosse stata sempre asfittica se paragonata a quella del resto del Continente, solo dello 0,4% per esempio nel 2019, il dato del 2020 ha rappresentato comunque un’anomalia assoluta. I consumi delle famiglie sono scesi del 10,7%, gli investimenti del 9,2%, le esportazioni del 14%.

In un trimestre il Pil è salito del 17,3%

Di fronte a tale scenario estremo, provocato dal blocco quasi totale di alcuni settori in alcuni mesi, come quello della ristorazione, del turismo, del commercio, le riaperture del 2021 o comunque le restrizioni più blande applicate nei primi mesi dell’anno hanno provocato una ripresa delle attività che ha generato un rimbalzo del Pil. Che nel secondo trimestre è stato addirittura del 17,3% rispetto a quello corrispondente del 2020, quello del lockdown più duro.

Le componenti del Pil italiano nel 2021

Anche se naturalmente non saranno possibili incrementi tendenziali della stessa grandezza gli altri trimestri, che si confronteranno con quelli del 2020 in cui la vita economica era meno soggetta a chiusure, è chiaro come tale rimbalzo proseguirà. E secondo tutti gli analisti sarà in particolare trascinato dagli investimenti, come è stato nella prima parte dell’anno.

Già Banca d’Italia, nel report in cui prevedeva una crescita dell’economia italiana del 4,1% quest’anno, prevedeva che questi sarebbero saliti molto di più, del 15,2%, a fronte per esempio di un recupero dei consumi delle famiglie solo del 3,3%. A incidere, si pensa, saranno le somme spese per esempio nel campo dell’edilizia, che si sta riprendendo più degli altri dopo anni di crisi, anche sulla scorta degli incentivi, ma anche i capitali che le aziende stanno immettendo e immetteranno nel mercato fiduciosi per una ripresa innescata dai fondi del Next Generation Eu.

Il Pil cresce anche grazie alla domanda privata

L’Ocse, che nel complesso pronostica un balzo ancora più grande del Pil dell’Italia nel 2021, del 5,9%, non presenta numeri molto diversi per quanto riguarda gli investimenti. Per l’organismo internazionale aumenteranno del 15,9%, e probabilmente il maggior ottimismo deriva invece dalla stima dell’incremento della domanda privata, che vede più forte, del 4,7%.

Anche le esportazioni, come già avvenuto nel passato recente del nostro Paese, dovrebbero dare un contributo superiore alla media, salendo del 12% per l’Ocse, e dell’11% per Banca d’Italia.

La crescita economica negli altri Paesi

Tra le stime complete, quelle che includono i pronostici sulla ripresa delle economie anche degli altri Paesi industrializzati, le più recenti sono quelle dell’Ocse di settembre. Che per il 2021 vedono proprio il nostro essere il Paese con il più ampio miglioramento delle previsioni di crescita rispetto al report di maggio. Almeno se ci si riferisce alle economie più importanti. Il Pil dell’Italia nel 2021 dovrebbe aumentare dell’1,4% in più di quanto preventivato solo quattro mesi prima, del 5,9% contro il 4,5%. In Germania invece vi è un peggioramento del 0,2% delle stesse stime. La ripresa dovrebbe essere essere solo del 2,9% quest’anno.

Ma Spagna e Francia crescono più di noi

Al contrario sia il Pil spagnolo che il Pil francese cresceranno più di noi, rispettivamente del 6,8% e del 6,3%. Ancora meglio andrà nel Regno Unito, dove l’economia si espanderà del 6,7%, più che negli Usa, dove l’incremento sarà del 6%. Nessuno naturalmente raggiungerà i livelli di Cina e India, dove si parla di aumenti del Pil dell’8,5% e del 9,7%. Sempre che il Covid non riservi ulteriori sorprese.

Prevedere l’andamento dell’economia dell’Italia negli anni futuri, infatti, è esercizio sempre difficile e che si presta normalmente a moltissimi errori. Non a caso i governi italiani hanno sempre dovuto ritrattare i numeri scritti sui vari Def (Documento di economia e finanza) e Nadef (Nota di aggiornamento al Def stessi) il cui significato, soprattutto quando si tentava di immaginare i due o tre anni successivi, assomigliava molto a un oroscopo. In questa congiuntura così atipica questo è ancora più vero.

Le previsioni sul Pil dell’Italia nel 2022

Per il 2022 finora le previsioni non sono cambiate molto rispetto a quelle dei primi mesi dell’anno. Il Def, quello che vedeva una crescita del Pil dell’Italia nel 2021 del 4,1%, ipotizzava per il 2022 un incremento maggiore, del 4,8%. Gli altri organismi, avendo anticipato al 2021 parte della ripresa, hanno ridotto le stime del Pil per l’anno successivo, anche se non di molto. Per l’Istat la crescita sarà del 4,4%, per la Commissione Europea del 4,2%, come per l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, per l’Ocse del 4,1%. Per Standard & Poor’s, che tra tutti è stata quella che si è espressa più di recente, l’economia si espanderà del 4,4% nel 2022.

La crescita del Pil e il Pnrr

Secondo un po’ tutti gli analisti il Prodotto Interno Lordo italiano  tornerà ai livelli pre-pandemici, quelli del 2019, proprio nella prima parte dell’anno prossimo. Come ha detto pubblicamente di recente il Presidente del Consiglio Mario Draghi, una volta che sarà finito l’effetto rimbalzo la sfida sarà avere una crescita del Pil strutturalmente più alta di quella del passato, che era la più bassa d’Europa. E in questo senso decisivo sarà l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund e l’applicazione del Pnrr varato questa primavera.

I dati si riferiscono al 2020-2022

Fonte: Banca d’Italia, Ocse, Istat, Standard & Poor’s, Camera dei Deputati, Fmi

Leggi anche: Il Pnrr farà aumentare il Pil dell’Italia del 3,1%

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