Petrolio in Basilicata, è record: 5,4 milioni di tonnellate

Tra 2019 e 2021 è previsto un aumento del 63,6% delle estrazioni

In questo 2020 di crisi profondissima, che vedrà il peggiore crollo del Pil dal Dopoguerra, quasi sicuramente superiore al 10% dopo la seconda ondata di Covid, di notizie positive ne troviamo poche, soprattutto in economia. Un’eccezione viene dal petrolio. Quest’anno segnerà un record nelle estrazioni di greggio nel nostro Paese, si raggiungeranno i 5,8 milioni di tonnellate. Si tratta di un livello cui l’Italia non è mai arrivata. Superiore non solo ai 4,3 del 2019, ma anche ai picchi di estrazione degli anni precedenti.

Quanto petrolio in Basilicata

È chiaro, sono briciole di fronte agli equilibri mondiali. Rappresenta tra lo 0,1% e lo 0,2% della produzione globale, e solo una frazione anche di quella europea. Ed è poco anche per il consumo italiano di energia, che ovviamente deve basarsi sulle importazioni, ma moltissimo per una piccola regione come la Basilicata. È da qui che infatti proviene la gran parte del greggio estratto in Italia, il 76,7% nel 2019, quando il petrolio lucano è arrivato a 3,3 milioni di tonnellate, il 79,3% si prevede nel 2020, quando raggiungerà le 4,6 milioni, e addirittura l’85,7% nel 2021, quando si stima si toccheranno i 5,4 milioni di tonnellate.

La produzione italiana di petrolio

Di fatto tutto l’aumento di produzione del nostro Paese, 2 milioni di tonnellate, verrà solo dai giacimenti della Basilicata, dove si verificherà una crescita del 63,6% delle estrazioni di greggio. Si tratta di un dato in controtendenza rispetto alla diminuzione dei consumi energetici che caratterizza quest’anno l’Italia a causa della crisi, e anche rispetto all’aumento di importanza delle altre fonti di energia nel mondo, per cui da tempo si profetizza la fine del petrolio.

Petrolio in Basilicata

Dal petrolio in Basilicata un beneficio per la bolletta

I giacimenti sono due in Basilicata, Val d’Agri e Tempa Rossa, il primo di Eni e il secondo della francese Total. Ed è Tempa Rossa che ha portato all’aumento che a fine 2020 e 2021 sarà evidente anche nelle statistiche ufficiali. Dopo anni di contestazioni delle associazioni ambientaliste la produzione nella concessione della Total è iniziata a fine 2019 e ha più che compensato il calo dell’attività del giacimento Eni, il quale tuttavia dovrebbe tornare a regime nel 2021, provocando l’ulteriore incremento delle estrazioni l’anno prossimo.

I consumi di petrolio caleranno del 20%

Secondo Nomisma i consumi di petrolio in Italia nel 2020 caleranno invece del 20% arrivando a 50 milioni di tonnellate. Vuol dire che se a questo si aggiunge l’aumento delle estrazioni, supereremo il 10% del fabbisogno nazionale con la produzione interna. Considerando i prezzi che continuano a rimanere bassi a livello mondiale, l’esito sarebbe un risparmio complessivo di circa 1,4 miliardi per le famiglie e soprattutto le imprese che in Italia già pagano una bolletta energetica mediamente più alta di quella degli altri Paesi.

L’aumento delle estrazioni servirà poi alla Basilicata anche a parare il colpo della riduzione dei prezzi del petrolio a livello globale che ha inevitabilmente ridotto le royalties che riceve rispetto ai tempi in cui si superavano i 100 dollari al barile.

Le royalties per l’estrazione di petrolio

Le royalties, che si riferiscono ai dati del 2019, quest’anno sono previste in discesa di circa il 16%. Frutteranno 110 milioni alla regione, più la quota spettante del Fondo sviluppo economico. Nel 2021 tuttavia con l’incremento della produzione previsto nel 2020 dovrebbero aumentare a circa 133 milioni, e forse poi anche di più se proseguirà non solo la crescita della produzione, ma anche quella del prezzo del greggio sui mercati.

Una boccata di ossigeno per le finanze pubbliche così duramente colpite dall’emergenza pandemica.

I dati si riferiscono al 2019-2021

Fonte: Nomisma Energia

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