
Gli investimenti nel settore petrolifero sono crollati al livello di 70 anni fa
Non si fanno più perforazioni petrolifere per cercare nuovi pozzi di petrolio. Segno che l’era dell’oro nero se non è finita, certamente è avviata a un lento, ma a quanto pare, inarrestabile declino degli investimenti nel settore petrolifero.
Calano gli investimenti nel settore petrolifero
Secondo la International Energy Agency (Iea) il livello di investimento delle compagnie petrolifere nella ricerca di nuovi pozzi è crollato allo stesso livello di 70 anni fa, nel 2016. Dai nuovi pozzi, infatti, sono stati estratti, sempre nel 2016, 2,4 miliardi di barili di petrolio rispetto ai 9 miliardi di 15 anni fa.
In pratica le compagnie hanno deciso di sfruttare al massimo i pozzi già esistenti senza impegnarsi in nuove perforazioni. I motivi della scarsità di investimenti? Il principale è il prezzo del petrolio, che continua a non riprendersi.

Il secondo motivo riguarda i rischi geopolitici di molti Paesi produttori come, ad esempio, il Venezuela. Il terzo riguarda l’America e i forti investimenti che questa sta impiegando nella tecnologica dello shale gas, i cui costi sono diminuiti del 50% dal 2014. Questa tecnologia produce materia prima a costi più bassi rispetto al petrolio che, perciò, non ha più un mercato di sbocco assicurato come erano gli Stati Uniti.
Ma la domanda di petrolio cresce
Il grafico sopra mostra la produzione attuale dei pozzi esistenti (istogrammi blu) e l’apporto alla produzione globale del petrolio “scoperto” con nuove perforazioni petrolifere in quell’anno. Come si vede nel 2016 entrambi gli indicatori sono al livello più basso dal 2000 nonostante che la Iea preveda una domanda mondiale di petrolio in crescita di 1,2 miliardi di barili l’anno. Che è tanto, ma è troppo poco per convincere gli operatori del settore a lanciarsi in nuove esplorazioni. Tanto è vero che sempre la Iea prevede che il calo degli investimenti da parte delle società petrolifere continui anche per tutto il 2017, per il terzo anno consecutivo.
I dati si riferiscono al: 2000-2017
Fonte: Iea
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