
Nel 2014 gli immigrati iscritti al welfare britannico sono stati 768mila. Troppi
La crisi tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea è stata analizzata da mille punti di vista: politici, sociali, culturali ed economici. Ma nessuno ha detto quali sono i veri numeri che stanno alla base della richiesta del premier David Cameron di esentare dall’iscrizione al sistema di welfare inglese non solo gli abitanti immigrati in Gran Bretagna provenienti da Paesi extra europei, ma anche i cittadini della Ue.
Gli inglesi sono razzisti?
Sembra una richiesta dettata dal supposto tradizionale isolazionismo inglese, ma i numeri dicono qualcosa di diverso e confermano che, visto dal punto di vista inglese, il problema è reale. Il sistema attuale prevede, infatti, che chiunque entri in Gran Bretagna possa accedere al National Security quando vuole a patto che abbia un reddito che non gli permette di provvedere a sé o alla sua famiglia. Si può trattare di uno studente (in questo caso può avere un’occupazione, ma solo part time), un libero professionista (che ha abbastanza reddito) e una persona senza lavoro.
Nel grafico è indicato l’andamento trimestrale delle nuove iscrizioni al National Security Office inglese da parte degli immigrati in Gran Bretagna divisi per comunitari ed extracomunitari. E’ da tener presente che le iscrizioni possono avvenire dopo settimane, mesi e, in alcuni casi, anche anni rispetto al momento in cui una persona mette piede in Gran Bretagna.
Quanti abitanti immigrati ha la Gran Bretagna
Le cifre sono, in effetti, impressionanti. Considerando solo il dato annuale, nel 2014 gli immigrati in Gran Bretagna che si sono iscritti sono stati 768mila con un aumento rispetto al 2013 del 151%.

La stragrande maggioranza di queste persone sono comunitarie: 591mila, in aumento del 34% sul 2013. E la maggior parte di persone comunitarie che hanno avuto accesso alla National Insurance vengono da due Stati: Romania e Bulgaria da dove sono arrivate, sempre nel 2014, ben 187mila iscrizioni, in aumento addirittura del 576% sul 2013. Basta considerare che nel 2002 gli iscritti furono “solo” 302 mila per comprendere il livello di allarme che i dati dell’ultimo anno disponibile hanno suscitato tra i politici e l’opinione pubblica britannica. Soprattutto perché la maggior parte dei nuovi iscritti sono comunitari, e non vengono, come si poteva immaginare, da Paesi dove infuria la guerra.
Il welfare per gli immigrati in Gran Bretagna
Permettere ad una massa imponente di immigrati di accedere ai benefici del welfare britannico comporta costi che il leader conservatore David Cameron ha deciso di ridurre chiedendo e ottenendo dall’Europa di “tirare il freno a mano”, per usare un’espressione rimbalzata dalle sale della trattativa.
D’ora in poi un immigrato, sia comunitario che extracomunitario, dovrà aspettare almeno 4 anni prima di potersi iscrivere alla National Security i cui benefici saranno concessi solo “gradualmente”. La seconda parte della richiesta di Cameron, quella di poter rimpatriare chi, a 6 mesi dall’arrivo in Gran Bretagna, non ha trovato lavoro, non è stata inclusa nei trattati, e questo significa che la Ue non glielo ha vietato.
Con questo accordo l’inquilino di Downing Street conta di vincere il referendum, indetto per il 23 giugno, nel corso del quale i britannici dovranno esprimersi su una semplice domanda: volete restare in Europa?
I dati si riferiscono al: 2002-2014
Fonte: Department for work and pensions
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