Le pensioni anticipate sono il 18% del totale

In 718.607 sono andati in pensione prima negli ultimi 9 anni

Nel 2020 sono state liquidate dall’Inps 1.182.971 nuove pensioni. La maggioranza relativa, 432.096, sono state di vecchiaia. Poco meno, 447.245, quelle di invalidità civile. Le rimanenti si sono divise tra assegni sociali,  ai superstiti ( le pensioni di reversibilità) e altre prestazioni.

Buona parte sono pensioni anticipate. Che solo l’anno scorso sono state circa 234 mila, un numero piuttosto elevato se confrontato con quello degli anni precedenti, e che ha portato il totale di tutto il periodo successivo alla legge Fornero a 718.607.

Il pagamento delle pensioni anticipate in Italia

Ad avere fatto lievitare il numero è stata Quota 100 che, anche se è stata in vigore solo a partire dal 2019, costituisce la modalità più usata per ottenere la pensione anticipata. Sono state 315.977 le persone che ne hanno usufruito, il 44% di quanti si sono ritirati prima dell’età stabilita dalla riforma del 2011. Un altro strumento utilizzato è stato quello delle salvaguardie, che hanno interessato a più riprese gli esodati che erano rimasti senza reddito dopo l’entrata in vigore della riforma Fornero e per cui i vari governi avevano consentito un’erogazione anticipata della pensione. In questo caso si tratta di 130.185 ex lavoratori. E poi vi è Opzione Donna, che ha permesso alle donne con 58 anni e almeno 35 anni di contributi di lasciare prima il lavoro. Ne hanno approfittato 124.563.

L’Ape sociale e l’Ape volontario sono poco usati

Meno usati l’Ape sociale, l’Ape volontario, e inferiori le fuoriuscite per mansioni usuranti o di lavoratori precoci che avevano iniziato in giovane età a svolgere un’attività. Le pensioni anticipate di questo tipo sono state nel complesso meno di 130mila.

pensioni anticipate

Pensioni anticipate, chi ha usato Quota 100

Lo strumento maggiormente scelto, quello di Quota 100, è stato in particolare usato dai dipendenti pubblici, che ne hanno usufruito quasi quanto i dipendenti privati nonostante siano quattro volte in meno. Sono stati 84.112 gli statali che sono andati in pensione anticipatamente, contro i 99.028 lavoratori dipendenti.

Chi va in pensione prima è perché guadagna di più

Si tratta tra l’altro di soggetti con redditi mediamente superiori alla media, cosa che li ha incentivati a usufruire di Quota 100 nonostante le decurtazioni che apporta agli assegni pensionistici. E nonostante questi tagli infatti gli ex dipendenti pubblici che ora sono in pensione grazie a questa agevolazione prendono mediamente 2.166 euro al mese. Ma non se la cavano male neanche gli ex dipendenti privati, con 2.124. Molto più poveri gli autonomi. Quelli tra questi che hanno aderito a Quota 100 percepiscono 1.388 al mese.

Chi ha usufruito di Quota 100

Questa modalità di pensione anticipata ha attirato molti più uomini che donne. Queste ultime sono solo il 28,8% di quelle che hanno fatto domanda per Quota 100, e risultano la maggioranza solo fra i dipendenti pubblici, tra cui le lavoratrici hanno negli ultimi anni superato i lavoratori, specie nell’ambito della scuola. Al contrario le donne sono solo il 17,3% dei dipendenti privati che sono andati in pensione prima con questo strumento. Tra i motivi la presenza di carriere frammentate che caratterizzano l’occupazione femminile più di quella maschile. È molto più difficile che una donna arrivi ad avere 38-40 anni di contributi intorno ai 60 anni.

Le pensioni anticipate e opzione donna

Conta poi il fatto che moltissime donne avevano già usato la modalità dedicata specificatamente a loro, Opzione Donna, appunto, che ha attirato però soprattutto lavoratrici del settore privato. Queste ultime costituiscono secondo la Corte dei Conti la grande maggioranza delle 50.233 domande accolte tra il 1 gennaio 2019 e il 31 gennaio 2021. Solo 8.303 provengono dal pubblico.

E si tratta in particolare di donne che hanno approfittato dell’agevolazione appena dopo avere raggiunto i requisiti minimi per accedervi. Il 34,1% a 59 anni e il 25,9% a 60. Solo una minoranza ha aspettato di avere 61 anni o più.

Le pensioni anticipate sono state il 18,7% del totale

Nel complesso i pensionamenti anticipati tra il 2012 e il 2020 sono stati il 18,7% del totale, ma sarebbero stati solo il 12% contando solo il periodo tra il 2012 e il 2018. Ad avere fatto aumentare la percentuale complessiva è stata Quota 100, che nei due anni in cui è stata finora in vigore, il 2019 e il 2020, ha rappresentato da sola ben il 30,3% di tutti i pensionamenti avvenuti. La mancata conferma dello strumento e la sostituzione con un altro ancora da definire nascono anche da questi numeri.

I dati si riferiscono al: 2012-2020

Fonte: Corte dei Conti

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