Sorpresa: più alta è l’età del minore più vengono identificati come “propri” genitori
Vivono con i figli della moglie, ma non sempre sono considerati da loro alla stregua di un genitore. Secondo il Census Bureau degli Stati Uniti, l’ufficio statistico nazionale, sono 4 milioni gli uomini che dividono la casa con “figliastri” minorenni (che ammontano a 5,6 milioni). Il rapporto che si instaura tra le due parti, com’è comprensibile, cambia con l’età del minore. Ma, a sorpresa, migliora con la crescita. Ecco chi sono i patrigni negli Stati Uniti.
Quanti patrigni negli Stati Uniti
Secondo i dati del Census Bureau sono 36 milioni gli uomini che negli Stati Uniti abitano in casa con minorenni (su una popolazione maschile complessiva di poco meno di 160 milioni di persone). Come mostra il grafico sopra, nella maggior parte dei casi (50,8 milioni) si tratta di adulti che vivono con i rispettivi figli biologici o adottati. Altri 13 milioni, invece, vivono con minorenni con cui intrattengono un rapporto di parentela diverso da quello della paternità: si tratta di nipoti, fratelli minori o bambini in affido. Quattro milioni sono infine quelli catalogati come stepdad: si tratta dei “patrigni” (anche se la traduzione italiana del termine porta con sé un’accezione negativa), cioè gli uomini che abitano insieme ai figli biologici della moglie o del partner che hanno sposato e ai propri. Di questi quasi la metà (1,8 milioni) vive unicamente con figli non suoi.
Uno su 6 è considerato alla pari di un papà
L’ultimo rapporto del Census Bureau su fertilità e paternità maschile in Usa fotografa la relazione che si crea tra questi 4 milioni di “patrigni” e i minori con cui condividono la quotidianità. Diversamente da quanto si potrebbe pensare il legame migliora con l’avanzare del bambino verso la maggiore età. In media, infatti, come si vede nel grafico sopra, un minorenne su 10 (0-17 anni) tende a considerare il marito della mamma alla pari di un genitore. Per 4 su 10, invece, quell’uomo resterà solo il partner della mamma. Ma la sorpresa arriva nel momento in cui si spacchetta il dato.

È lì che emerge come questo atteggiamento di rifiuto sia più frequente nei bambini fino a 5 anni: in questa fascia d’età solo il 43,8% considera il marito della propria madre come un genitore, mentre il 56,2% no. Nel cluster successivo, 6-11 anni, la quota di chi accetta il “patrigno” come un papà sale al 54,7% (contro il 45,3% che non lo fa) per toccare il picco massimo tra i 12-17enni: il 64,9% di loro identifica il marito della mamma come un genitore.
I dati si riferiscono al: 2014
Fonte: Census Bureau
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