Sono 40,7 milioni gli europei che lavorano part time

Sono il 19,7% e per il 26% è “involontario”. In Italia sono il 18,3%, in Olanda il 46,8%

Nel 2018, sono stati ben 40,7 milioni gli occupati europei di età compresa tra i 20 e i 64 anni che hanno un contratto di lavoro part-time. La cifra, pari al 19% del totale dei lavoratori, è composta da 31,2 milioni di donne e 9,5 milioni di uomini.

Mezza Olanda lavora a tempo ridotto

Il grafico in alto, riguardante la percentuale di lavoratori con un contratto part-time dei paesi Ue nel 2018, mette in evidenza che quasi metà degli occupati olandesi lavora a tempo parziale (46,8%). Seguono la Svizzera (con una percentuale del 38,5%), l’Austria (27,6%)  e la Germania (26,8%). In questa graduatoria, l’Italia figura al decimo posto con il 18,3% di lavoratori part-time sul totale degli occupati.

Una situazione che, come si legge nella tabella in basso, è cresciuta a piccoli passi: la percentuale della forza lavoro europea con contratto part-time è aumentata tra il 2002 e il 2015 passando dal 14,9% al 19%, per poi scendere marginalmente al 18,5% nel 2018.

Il part-time è rosa

I dati mettono in mostra anche la marcata differenza nella prevalenza del lavoro part-time tra uomini e donne: poco meno di un terzo (30,8%) delle donne europee di età compresa tra 20 e 64 anni impiegate ha lavorato part-time nel 2018, una percentuale molto più elevata rispetto agli uomini (8,0%).

Il maggior aumento di punti percentuali di lavoro a tempo parziale tra il 2002 e il 2018 ha riguardato proprio le donne italiane (dal 16,8% al 32,4%), mentre il calo maggiore per le donne si è verificato in Islanda (dal 42,3% al 30,5%). 

Il lavoro part-time involontario

Secondo un sondaggio effettuato da Eurostat, il lavoro part-time rappresenta più un obbligo che un’opportunità per i dipendenti: nel 26% dei casi, infatti, quel tipo di contratto è motivato dalla “impossibilità di trovare un lavoro a tempo pieno”, seguito dalla necessità di “prendersi cura di bambini o adulti incapaci” (24%).

Gli uomini (36%) hanno riferito di aver lavorato a tempo parziale perché non trovavano un lavoro a tempo pieno più frequentemente delle donne (23%). D’altra parte, il lavoro part-time per la cura dei bambini o degli adulti non autosufficienti è stato segnalato più spesso dalle donne (29%) rispetto agli uomini (6%).

 

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Eurostat

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