Ospedali in Sardegna, solo 147 posti letto per la riabilitazione

Nosocomi male distribuiti e isolati e la sanità privata non copre le lacune

I posti letto negli ospedali in Sardegna non mancano, sono in linea con la media nazionale 3,7 per 1.000 abitanti (la media dell’Italia è 3,14) ma sono male distribuiti. Addirittura su 4.865 posti letto “pubblici” quelli destinati alle cure intermedie e riabilitative ad alta intensità sono solo 147.

Un dato ancora più critico in una Regione con un valore di densità abitativa che la colloca terzultima in Italia prima di Basilicata e Val d’Aosta. Ma a differenza di queste due la Sardegna è molto più grande: si estende infatti per oltre 24mila km2 rispetto ai 10mila della Basilicata e i 3.200 della Valle d’Aosta. Il risultato è il letterale isolamento tra le diverse aree geografiche e i servizi socio-sanitari.

Nell’infografica in apertura la distribuzione dei posti letto negli ospedali in Sardegna per Territorio. In Ogliastra e Medio Campidano la situazione più critica. Qui i posti letti totali per tutte le tipologie di ricovero sono rispettivamente 112 e 212. Tra questi quelli dedicati alla riabilitazione sono appena 15 nella regione sarda dell’Ogliastra, e 26 nel Medio Campidano.

Medio Campidano, non basta l’isolamento sanitario ora chiude anche l’unico punto nascita

Naturalmente a risolvere la situazione potrebbero intervenire le strutture private. Queste offrono molti più posti letto del “pubblico” per la riabilitazione, per la precisione 227. Peccato che delle 10 strutture private sul territorio sardo tre operano rispettivamente a Sassari, Ogliastra e Oristano, mentre le restanti sette sono tutte collocate nel territorio di Cagliari.

Per ovviare alla situazione del secondo territorio sardo più isolato dai presidi socio-sanitari, il Medio Campidano, il 7 agosto 2020 veniva presentato, dopo quasi dieci anni di rinvii, il progetto esecutivo del nuovo Ospedale di San Gavino Monreale. Risultato? I lavori non sono nemmeno ancora iniziati. Oltre al danno i cittadini del Medio Campidano hanno ricevuto a maggio 2022 anche la proverbiale beffa: la chiusura del punto nascita all’ospedale di San Gavino che obbliga le future mamme sangavinesi a recarsi a Oristano (50 km di distanza) o a Cagliari (55 km di distanza).

A rischio chiusura il presidio ospedaliero “San Francesco” di Nuoro

Oltre all’isolamento tra le strutture gli ospedali in Sardegna devono fare anche i conti con il problema della mancanza di personale. Un problema nazionale ma che per l’Isola, oggi, rischia di trasformarsi in emergenza sanitaria. La Regione amministrata da Christian Solinas ha infatti chiesto la decretazione di uno stato di emergenza. Le ragioni della richiesta, avanzata il 25 maggio 2022, dall’assessore regionale della sanità Mario Nieddu e della deputata membro della Commissione affari sociali e sanità della Camera Mara Lapia, arrivano a pochi giorni di distanza dalla scadenza del contratto del personale sanitario assunto durante la pandemia. A partire dal 31 maggio, in concomitanza con l’inizio della stagione estiva, la Sardegna si ritroverà secondo NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, con un vuoto di 4000 infermieri. Senza un intervento immediato potrebbe verificarsi addirittura la definitiva chiusura del presidio ospedaliero “San Francesco” di Nuoro.

ospedali in sardegna

Infermieri in Sardegna, turni di 16 ore e contratti precari

A complicare la situazione l’avvicinarsi della fase centrale del Piano regionale dei servizi sanitari per il triennio 2022-2024. Il nuovo piano prevede la costruzione di 50 case di comunità, 16 ospedali di comunità, e 4 nuovi ospedali, un progetto ambizioso che rischia di trasformasi in un enorme débacle per la giunta Solinas. La richiesta avanzata al Governo è quella di dare poteri straordinari all’assessore della Sanità per indire nuovi e “strategici” concorsi per l’assunzione di nuovi medici e infermieri.

Ma i problemi della sanità sarda non finiscono qui. Nonostante la Regione abbia chiesto alle aziende sanitarie di prorogare i contratti sino a fine anno molti infermieri potrebbero non rinnovare, la ragione? La “fuga” del personale sanitario in altre Regioni o addirittura in altri Paesi a causa del protrarsi di turni fino a 16 ore che, pur con la fine dell’emergenza pandemica, hanno continuato a gravare sulle spalle degli infermieri.

Nuovi ospedali in Sardegna, dal Pnrr 271 milioni di euro

I fondi che riceverà la Sardegna dal Pnrr per la costruzione di nuovi ospedali e l’aggiornamento digitale del sistema sanitario ammontano a 271.239.688 euro. Una quota pari al 1,74% dell’importo totale della Missione 6 del Pnrr, 15,63 miliardi di euro. Molto meno della Sicilia per la quale lo stanziamento per rinnovare la sanità tocca i 796.573.463 di euro, pari al 5,10% delle risorse nazionali. La Sicilia insieme alla Campania è la Regione del Sud a cui spettano più risorse e sono rispettivamente terza e seconda a livello nazionale. Questo perché con il Pnrr il Governo ha deciso di riservare al Sud la maggior parte dei fondi per la sanità, il 41% del totale della Missione 6. Tuttavia la prima Regione italiana per risorse stanziate per la sanità si trova a nord della linea La Spezia-Rimini, ed è la Lombardia. Al Pirellone spetta la fetta più grande della torta, 1.192.762.445 euro, il 7.63% delle risorse.

I dati sono aggiornati al: 2022

Fonte: Regione Sardegna

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