La maggior parte viene dalla Spagna, 1,4 miliardi. Dalla Tunisia solo 135 milioni grazie ai “dazi zero”
Solo gli esperti se ne occupano, tranne quando l’argomento viene usato per dimostrare la bontà della teoria dell'”aiutiamoli a casa loro”, ma quella che si combatte intorno alla produzione di olio è una vera e propria guerra che vede l’Italia in posizione difensiva.
La produzione di olio e le importazioni
Il motivo è che l’olio importato da altri Paesi fa concorrenza a quello nostrano e, per di più raramente è possibile per un consumatore distinguere quello di provenienza estera da quello che viene prodotto in Italia. Dall’altra parte l’import di prodotti realizzati in altri Paesi è un pezzo della strategia che porterebbe ad una minore immigrazione, visto che l’Italia compra beni prodotto in Paesi spesso in via di sviluppo che aiutiamo anche con sostanziosi aiuti internazionali.

Beh, questo non è del tutto vero, stando ai numeri. Il grafico, infatti, mostra, in miliardi di dollari, il valore dell’olio importato dall’Italia nel 2017. Al primo posto non c’è un Paese in via di sviluppo ma la Spagna. La produzione di olio spagnolo è enorme e quello importato vale più di 1,4 miliardi di dollari, quasi 5 volte di più, dell’olio importato dalla Grecia. Dalla Tunisia, il Paese che spesso finisce nel mirino proprio per quello che è ritenuta un’importazione eccessiva, esporta in Italia olio per un controvalore di soli 135,16 milioni di dollari rispetto ad un totale (almeno per i 5 importatori più importanti) pari a 1 miliardo 947 milioni e 820mila dollari.
L’import di olio a dazio zero
La Tunisia finisce nel mirino perché è titolare del permesso di esportare una notevole quantità di prodotti verso la Ue a dazio zero, proprio per aiutare l’economia nazionale. Un evidente favore al Paese africano dato che i dazi imposti dalla Ue ad altri prodotti sono centinaia. Questo olio importato a dazio zero finisce spesso sulle tavole di inconsapevoli consumatori ma, soprattutto, gli accordi per l’export nella Ue a dazio zero devono essere rinnovati periodicamente. Ebbene: nei primi 3 mesi del 2018 l’olio importato dalla Tunisia è stato pari a 20mila tonnellate (stando ai produttori italiani della Coldiretti) rispetto alle 429mila tonnellate della produzione nazionale (seconda solo a quella della Spagna). Il problema non è solo, però, la quantità, ma il prezzo: per un litro di olio italiano i costi si aggirano intorno ai 7 euro, per un litro di olio tunisino si scende fino ai 2 euro.
I dati si riferiscono al: 2017
Fonte: Nazioni Unite
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