In arrivo 15 miliardi di multe a chi non ha l’Obamacare

La polizza sanitaria è obbligatoria ma costosa. E chi non ce l’ha viene multato. Ecco di quanto

Donald Trump ha deciso, alla fine, di ritirare la sua proposta di abolizione dell’Obamacare. Colpa del suo stesso partito, che gli ha fatto mancare i voti necessari per varare la sua prima grande riforma, peraltro promessa in campagna elettorale.

Non hai la polizza? Ti multo

Ma perché a 7 anni dall’approvazione un sistema sanitario, comunque molto più timido di quelli europei quanto a interventismo statale, genera ancora tanto dibattito? Il problema, come spesso succede, sono i costi. Non solo per lo Stato, ma soprattutto per le famiglie. Prima dell’Obamacare circa 30 milioni di americani compravano di tasca propria un’assicurazione privata, al di là di quella offerta dall’azienda, o comunque quando questa non ne offriva una.
Ebbene, a circa 2 milioni di queste persone si sono viste cancellare la polizza perché non rispettava i requisiti dell’Obamacare, ovvero per esempio la copertura dei 10 benefit essenziali, tra cui vi è la cura delle malattie mentali, o l’assistenza alla maternità, o le cure dentistiche e oculistiche per i minori, tutte opzioni che magari l’assicurato aveva scelto di non coprire, anche per risparmiare sul premio.
Questi malcapitati hanno dovuto acquistare le nuove assicurazioni con costi aumentati. Per noi europei può sembrare strano, ma in un sistema basato sulla scelta personale e non su un fondo solidaristico a molti uomini americani era apparso ovvio non includere l’assistenza della gravidanza nel proprio piano sanitario, ma il punto è che chi decide di non comprare una nuova polizza, viene multato anche se lo fa per mancanza di liquidità.
Non solo: circa 3-5 milioni di dipendenti di aziende, soprattutto piccole, che offrivano l’assicurazione sanitaria, ne sono rimasti sprovvisti, perché il datore di lavoro, potendo, ha spesso preferito pagare una multa che acquistare una copertura sanitaria più cara di quella di prima dell’Obamacare. E naturalmente questi lavoratori sono stati costretti ad acquistarla di tasca propria pagando quello che prima era garantito dall’azienda.

Nel grafico sopra è indicato il valore delle multe che lo stato prevede di incassare dai singoli cittadini (istogrammi blu) e dalle imprese (istogrammi rossi) che, piuttosto che pagare un premio esorbitante per ottenere una polizza che rispetti i dettami dell’Obamacare, decidono di non comprare nessuna polizza. Come si vede nel solo 2017 gli americani, cittadini e imprese, pagheranno 15 miliardi di dollari di multe, che saliranno a 17 nel 2018. Nel 2025 si prevede che le multe arrivino a toccare addirittura i 29 miliardi di dollari e queste previsioni sono tanto più preoccupanti per il fatto che a formularle non è stato Donald Trump, ma lo stesso Congresso americano. Nel 2016 queste multe venivano calcolate sul 2,5% del reddito lordo della persona, corretto con le deduzioni che molto spesso il sistema fiscale Usa permette. Di fatto per l’ufficio fiscale del Congresso le multe peseranno in media 4.500 dollari per individuo e 12mila dollari per famiglia ogni anno. In ogni caso la multa non può mai, per legge, scendere al di sotto di 695 dollari per persona e 2.085 per nucleo familiare. In pratica la multa per i non assicurati è abbastanza alta da incidere sui portafogli, ma non da convincere all’acquisto dell’assicurazione.

Un freno alle assunzioni

Tra l’altro sono stati promossi degli incentivi per convincere i piccoli businessmen (quelli che hanno meno di 25 dipendenti) ad acquistare un piano sanitario per i propri collaboratori, ma questa soglia, assieme a quella dei 50 lavoratori al di sopra della quale scatta l’obbligo di assicurazione, ha cominciato a costituire un freno alle assunzioni. Almeno questo è quello che nel 2013 affermava il 71% dei piccoli imprenditori in un sondaggio della Camera di Commercia Americana. Le piccole aziende non assumono per non dover sottostare all’obbligo della fornitura della polizza ai dipendenti.

Obamacare fa aumentare le tasse

Gli aumenti dei costi per le famiglie sono anche dal lato fiscale. Per esempio sono diminuite le deduzioni per le spese mediche al di fuori dell’assicurazione. Inoltre vi sono imposte aggiuntive per i redditi alti, lo 0,9% di “Medicare hospital tax”, una sorta di tassa di solidarietà, per chi supera i 200 mila dollari di reddito individualmente o 250 mila a livello familiare. Si paga una tassa di finanziamento del sistema sanitario anche quando si vende una casa, e si supera i 250 mila dollari (a livello personale) o 500 mila (come famiglia) in capital gain, ovvero la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo originario di acquisto. Si tratta di un’aliquota in questo caso del 3,8%, pagabile anche su dividendi e capital gain che superino le stesse soglie.

Per chi non è incluso nei piani di assistenza forniti gratuitamente dallo Stato (per esempio Medicaid per chi è al di sotto del 133% della soglia di povertà) vige, insomma, con l’Obamacare, l’obbligo di assicurazione.
Oltre ai risvolti morali (per molti americani è violata la libertà di decisione personale) il problema è che l’Obamacare è spesso una nuova tassa la quale, nonostante le intenzioni, non incentiva all’acquisto di una assicurazione e quindi alla cura della propria salute. Infatti, a oggi, sono state 4 milioni le persone che hanno scelto di non coprirsi e di pagare la multa.

L’Obamacare? E’ una nuova tassa

Il problema di un sistema che vuole allo stesso tempo rispettare le regole del mercato ed esercitare una sorta di solidarietà pubblica sono evidenti: i prezzi dei premi decollano a causa della grande domande di malati e di persone che hanno diritto agli sconti (quelli fino al 400% della soglia di povertà), domanda che pesa sulle spalle della minoranza ricca e sana. Se il sistema deve reggere, questi ultimi devono pagare di più.
Soprattutto perché visti i nuovi benefit la gente ha cominciato a usarli, ovvero: ora che la medicina preventiva è obbligatoriamente inclusa nelle polizze, le persone corrono a fare check-up in misura maggiore di prima. Questo, nelle intenzioni degli estensori della legge, diminuirà i costi in un domani ma nel frattempo li fa decollare. Inoltre essendo illegale rifiutare la copertura per malattie pre-esistenti, molte persone, opportunisticamente, aspettano di ammalarsi e solo dopo si assicurano.

I dati si riferiscono al: 2015-2025

Fonte: US Congressional Budget Office; Joint Committee on Taxation

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