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Terre

Le imprese britanniche e francesi hanno già più di 2,5 milioni di ettari di territorio. Noi 615mila

Parlare di neocolonialismo è, probabilmente, eccessivo, anche perché nel XXI secolo le terre straniere non vengono conquistate con le armi, ma comprate. Ma il fenomeno è davvero pervasivo.

Neocolonialismo in Africa?

Nel grafico sono indicate quante società di quali Paesi hanno acquistato terre appartenenti a Paesi stranieri e in che quantità. Il risultato è che la maggior parte delle terre che sono state comprate dalle imprese europee si trovano in Africa e proprio in Africa ha investito il Paese più attivo tra tutti quelli europei in questo particolare business. Si tratta della Gran Bretagna, che peraltro ha una lunghissima storia coloniale.

Sono infatti ben 60 le imprese di Sua Maestà che hanno comprato terre all’estero. E lo hanno fatto per ben 1,9 milioni di ettari, che è più o meno l’estensione del più grande parco naturale del Sud Africa, il parco Kruger. Il secondo Paese possiede poco più della metà delle terra di proprietà di aziende britanniche: si tratta della Francia che con le sue 17 imprese ha comprato 629mila ettari. Al terzo posto c’è proprio l’Italia che, con lo stesso numero di aziende, è presente in 615mila ettari di terreno nel mondo.

A cosa serve la terra africana

I motivi per i quali un’impresa compra un appezzamento di terreno all’estero, facendo pensare ad una sorta di riedizione del colonialismo europeo, sono i più vari: sfruttamento delle risorse naturali, coltivazione di prodotti agricoli, ma anche per costruire villaggi turistici o intere città.

Quelle italiane, tuttavia, lo fanno soprattutto per il primo motivo e lo fanno, anche loro, soprattutto in Africa. Nell’elenco delle aziende che possiedono terreni all’estero ci sono, ad esempio, Agrioils, Arkadia, Avia che hanno comprato terreni in Ghana, Tanzania e Mozambico per produrre biocarburanti. Ma c’è, soprattutto, l’Eni che, per lo stesso scopo, ha comprato terreni in Mozambico, Angola e Congo. Tra le 17 aziende tricolori che hanno comprato terre nell’Africa orientale e occidentale ci sono anche imprese di cui si sente poco parlare come la Tozzi (Madagascar), la Tampieri (Senegal), la Sogein (Mozambico) e la Maccaferri (Mozambico).

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Land Matrix Data

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