Il colosso dell’e-commerce al 19,6%, Gruppo Poste Italiane 16,7% e BRT 16,2%
Il Black Friday è appena finito e i corrieri non hanno nemmeno avuto il tempo di spegnere i motori: la corsa verso il Natale è già partita e l’e-commerce continua a spingere il mercato italiano dei pacchi verso nuovi volumi. Nel 2024 il settore postale ha registrato 8,61 miliardi di euro di ricavi, con i pacchi che da soli valgono 6,85 miliardi, pari al 79,5% del totale.
Secondo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nel report Osservatorio sulle Comunicazioni 2/2025, il servizio di consegna dei pacchi registra una crescita marcata: tra il 2020/2021 e il 2024/2025 l’incremento è del 24,6%, mentre il confronto tra il 2023/2024 e il 2024/2025 mostra una variazione del 3,8%. Nel primo trimestre del 2025 il settore ha già raggiunto i 2,1 miliardi di euro di ricavi complessivi, con i pacchi che contribuiscono per 1,726 miliardi di euro. Il segmento pacchi cresce del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2024 e del 19,1% rispetto al 2021, confermando la sua centralità nella trasformazione del mercato postale italiano
Chi domina oggi il mercato dei pacchi
Il settore corre e i numeri lo confermano: i pacchi aumentano, gli operatori si riposizionano e la concorrenza si gioca ormai su margini sempre più stretti: nella somma tra spedizioni nazionali e internazionali, Amazon Italia Transport guida con una quota del 19,6%, seguita dal Gruppo Poste Italiane al 16,7% e da BRT al 16,2%. Subito dopo – come si vede dal grafico – arrivano DHL con il 12,8%, General Logistics Systems con l’11,6%, United Parcel Service con l’11,4% e FedEx‑TNT con il 10,3%. Una distribuzione che racconta un mercato aperto, dominato da modelli diversi: operatori nativi dell’e-commerce, servizi nazionali storici e colossi globali del trasporto integrato.
Ma le quote stanno cambiando: chi sta guadagnando terreno e chi lo sta perdendo? Nel confronto su base annua, Amazon cresce di 1,8 punti percentuali, FedEx-TNT sale di 1,1, mentre BRT arretra di 1,6 e GLS di 1,4. Variazioni che mostrano una concorrenza sempre più diretta e un mercato in cui la capacità di gestire le consegne finali al cliente e le reti internazionali finisce per dettare il ritmo delle operazioni.
Chi comanda nelle consegne nazionali
La competizione nel settore dei pacchi si gioca ormai su due fattori decisivi: la capacità di consegnare rapidamente al cliente e la forza delle reti internazionali. Ed è su questo terreno che si stanno ridisegnando le gerarchie. Nelle spedizioni solo nazionali, il leader è Amazon Italia Transport che controlla il 28,9% del mercato, seguito dal Gruppo Poste Italiane con il 23,1% e da BRT con il 19,6%. Subito dietro c’è General Logistics Systems con il 14,9%, mentre Amazon è anche l’operatore che cresce di più: nel confronto tra il primo trimestre 2025 e lo stesso periodo del 2024 guadagna 3 punti percentuali. Il mercato è vivo e in fermento come dimostra il dato dei volumi interni: tra gennaio e marzo 2025 sono state movimentate 244 milioni di spedizioni, con un incremento del 4,5% se si prendono in esame proprio i primi tre mesi dell’anno.
Le spedizioni internazionali dei pacchi
Chi controlla davvero il traffico dei pacchi che entrano ed escono dal Paese? Chi decide i tempi, le rotte e la capacità di far viaggiare milioni di spedizioni oltre i confini? Nel segmento internazionale la mappa del potere è chiarissima: United Parcel Service è al comando con una quota del 30,4%, seguita da DHL al 29,5% e da FedEx-TNT al 20,7%. Sono operatori che si muovono su reti globali, basate su hub aerei, processi automatizzati e capacità di gestire flussi continui senza rallentamenti.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: quanto cresce questo mercato? Anche in questo caso i dati mostrano un’accelerazione evidente. Nel primo trimestre del 2025 le spedizioni internazionali hanno raggiunto 41 milioni di invii, con un incremento del 14% rispetto ai primi tre mesi del 2024. Un balzo che conferma come la parte transfrontaliera del settore non sia più un segmento marginale, ma una delle leve principali che ridisegnano gli equilibri della logistica italiana.
Quanto cresce davvero il mercato dei pacchi
Nel mondo dei pacchi non esiste stagione morta: ogni mese sembra battere il precedente e il flusso di consegne cresce senza tregua. È qui che si gioca la vera partita del settore postale. Negli ultimi anni gli invii totali sono saliti da 902 milioni nel 2020/2021 a 1,144 miliardi nel 2024/2025, un incremento del 26,7% che racconta un mercato in piena espansione. Dentro questo totale, i pacchi nazionali raggiungono 987 milioni di spedizioni, mentre quelli internazionali arrivano a 157 milioni, segnalando un contributo sempre più rilevante del traffico oltreconfine. Ed è proprio la componente internazionale a spingere più delle altre: cresce del 44,6% dal 2021 al 2025, contro il 24,3% dei volumi interni.
Anche il primo trimestre del 2025 conferma la stessa direzione. I pacchi toccano 286 milioni di invii, in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. I flussi nazionali aumentano del 4,5%, quelli internazionali del 14,0%, un ritmo che mostra chiaramente dove si sta spostando il baricentro della logistica italiana: sempre più verso l’e-commerce e verso reti globali capaci di sostenere volumi in accelerazione continua.
Quanto rende oggi una singola spedizione
Il settore vola perché i volumi esplodono: è questa la vera forza che sta ridisegnando il mercato dei pacchi. Più spedizioni circolano, più il totale incassato cresce, anche quando ogni singolo invio rende meno. Ed è proprio ciò che sta accadendo: mentre i numeri complessivi continuano a salire, il ricavo medio dei pacchi internazionali scende a 13,68 euro, quello dei pacchi nazionali si ferma a 6,00 euro e le consegne interne non universali calano a 4,78 euro.
La pressione competitiva si vede tutta: tra il 2020/2021 e il 2024/2025 il ricavo medio complessivo si riduce dell’1,7%, mentre nell’ultimo anno la variazione è del –2,1%. Eppure i ricavi totali continuano a crescere perché il mercato non vive più sui margini, ma sulla quantità: milioni di spedizioni in più compensano il calo del prezzo medio. È la logica della logistica moderna, dove la vera leva non è quanto si guadagna a pacco, ma quanti pacchi si riescono a muovere.
E quanto conta oggi la posta tradizionale?
Nel mondo della posta la curva è tutt’altra storia: mentre i pacchi continuano a correre, la corrispondenza vive una fase di contrazione strutturale che non accenna a invertirsi. In cinque anni gli invii totali scendono da 2,279 miliardi nel 2020/2021 a 1,831 miliardi nel 2024/2025, una riduzione del 19,6% che racconta abitudini ormai cambiate. Il dettaglio spiega molto: il Servizio Universale, cioè l’insieme delle spedizioni che lo Stato garantisce a tutti i cittadini (lettere ordinarie, raccomandate, notifiche e recapiti di base), perde il 30,2% dei volumi. I servizi non universali — tutto ciò che è fuori dagli obblighi pubblici, come prodotti premium, recapiti commerciali e soluzioni business — scendono del 15,4%. A crescere sono soltanto le notifiche a mezzo posta, in aumento del 37,9%, spinte dagli adempimenti amministrativi e dalle comunicazioni ufficiali.
La fotografia più recente conferma il trend: tra il 2024 e il 2025 la corrispondenza cala di un altro 5,4%, con il Servizio Universale a –5,2% e i servizi non universali a –5,6%. Intanto, i pacchi continuano ad aumentare. Il risultato è un settore in cui la posta tradizionale si ritira e la logistica dell’e-commerce occupa sempre più spazio: non è più un passaggio momentaneo, ma la nuova architettura del mercato postale italiano.
Fonte: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
I dati sono aggiornati al primo trimestre 2025
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