In un anno 12.302 manifestazioni, 273 i poliziotti feriti

Nel 2024 gli eventi di piazza sono aumentati del 9,7%: 2.069 denunce e 6 arresti

Gli scontri di Torino e Milano riassumono bene la dinamica emersa dai dati. A Torino, il 31 gennaio 2026, durante la protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, un agente è stato colpito con un martello, riportando 20 giorni di prognosi, mentre un collega intervenuto ha avuto 30 giorni; l’aggressione ha portato all’arresto di un 22enne di Grosseto. A Milano, il 9 febbraio, il corteo anti Olimpiadi Milano-Cortina a piazzale Corvetto si è chiuso con una ventina di minuti di scontri, due agenti feriti e quattro fermati.

Nel 2024 in Italia si è scesi in piazza di più, con 12.302 eventi e un aumento del 9,7% rispetto all’anno precedente: segno che la libertà di manifestare il proprio pensiero continua a trovare nelle strade un canale più diretto di molti altri. Nello stesso periodo, però, sono aumentati anche i feriti tra le forze dell’ordine, che sono stati 273, più del doppio rispetto al 2023 (+127,5%). Eppure le manifestazioni classificate dal Viminale “con criticità” sempre nel 2024 sono state 322, a ben guardare in calo del 18,9%. Questo dato è da prendere con cautela, perché misura in maniera quantitativa la presenza di problemi di ordine pubblico durante una manifestazione o un corteo, ma non riesce ovviamente a dare conto dell’intensità dell’eventuale scontro. In altre parole, con criticità si indica quante volte si verificano situazioni problematiche, non quanto siano violente.

Manifestazioni e arresti: i dati

A completare il quadro ci sono anche i numeri forniti direttamente dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che non compaiono nei report statistici periodici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ma sono stati diffusi in sede istituzionale. Secondo quanto ricordato dal ministro, nel 2024 le persone denunciate nell’immediatezza delle manifestazioni sono state 2.069, mentre gli arresti eseguiti sul posto sono stati 16.

Nel 2025, pur trattandosi ancora di dati parziali, le persone denunciate nell’immediatezza degli eventi scendono a 1.460, rispetto alle 2.069 del 2024. In controtendenza, però, gli arresti aumentano, passando da 16 a 20: un incremento significativo se rapportato a un anno non ancora concluso, che segnala un ricorso più frequente alla misura più severa durante gli interventi di ordine pubblico.

manifestazioni feriti

Aumentano i feriti tra le forze dell’ordine

È nel 2025 che il divario tra andamento delle piazze e impatto sull’ordine pubblico diventa in qualche modo politicamente rilevante. Secondo le rilevazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, dal 1° gennaio al 5 ottobre in Italia si sono svolte 8.635 manifestazioni, il 10,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Nello stesso arco temporale, le manifestazioni in cui sono state rilevate criticità sono state 240, in calo del 16%. Nonostante questo, il numero dei feriti tra le forze dell’ordine è cresciuto in modo significativo, arrivando a 325 agenti, con un aumento del 52,6%. È su questo aumento percentuale che si è innestato gran parte del dibattito politico dell’ultimo periodo con la proposta da parte el governo di un provvedimento che prevede l’introduzione di garanzie legali per gli agenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni, estese anche ai cittadini come ampliamento della legittima difesa.

È bene rimarcare anche che questo aumento dei feriti tra le forze dell’ordine non è il risultato di una crescita generalizzata della conflittualità nelle piazze. I dati suggeriscono piuttosto il peso di singoli episodi ad alta intensità, concentrati in momenti e contesti specifici. Si pensi ad esempio a quanto successo il 22 settembre 2025, ad esempio, durante una manifestazione a Milano legata al conflitto in Medio Oriente, quando si sono verificati violenti scontri nei pressi della stazione Centrale, con lanci di oggetti, danneggiamenti e un intervento prolungato delle forze dell’ordine. Episodi circoscritti come quello sono sufficienti a incidere in modo rilevante sul numero dei feriti, anche in un quadro complessivo segnato dal calo delle manifestazioni e delle criticità ufficialmente registrate.

Manifestazioni, un 2025 diviso in due

Una lettura aggregata dei dati rischia però di nascondere dinamiche molto diverse all’interno dell’anno. Almeno è quello che emerge dalle rilevazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, che fotografano l’andamento tra 1° gennaio e 31 luglio 2025. In questo periodo le manifestazioni in Italia sono state 7.294, in calo dell’11,1% rispetto allo stesso intervallo del 2024.

Fino a quel periodo sono diminuite soprattutto i cortei più tradizionali: le iniziative di carattere sindacale o occupazionale sono scesi del 28%, mentre quelli a sostegno della pace hanno fatto registrare un calo del 4%. Nello stesso arco temporale si sono ridotte anche le manifestazioni con criticità (-19,5%) e sono stati nettamente meno anche i feriti tra le forze dell’ordine, che sono passati da 147 a 95 (-35,4%). È dopo l’estate che c’è stata una recrudescenza.

Ottobre caldo e proteste pro Palestina

Come si può ben vedere anche dal grafico poco sopra, è nelle prime settimane di ottobre che i dati segnano una discontinuità, configurando quello che può essere definito un “ottobre caldo”. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 2025, in appena sette giorni, si registrano 330 eventi di piazza, 38 episodi di criticità e soprattutto 141 feriti tra le forze dell’ordine. Per avere un ordine di grandezza: in una sola settimana si concentra oltre il 43% dei feriti rilevati nell’intero periodo 1° gennaio–5 ottobre 2025 (141 su 325), che copre più di nove mesi.

Anche sul fronte delle criticità il peso è rilevante: quei 38 episodi rappresentano circa il 16% del totale registrato nello stesso arco temporale. Numeri che rendono evidente come pochi giorni ad alta tensione possano incidere in modo sproporzionato sui bilanci annuali. In questa fase pesano soprattutto alcune mobilitazioni legate alla guerra in Medio Oriente: secondo i dati del Ministero dell’Interno e la cronaca di quei giorni, diverse manifestazioni pro Palestina svolte in grandi città hanno registrato scontri e interventi di ordine pubblico.

Domande e risposte, clicca per aprire
Nel 2024 ci sono state più manifestazioni in Italia?
Sì. Nel 2024 in Italia si sono svolti 12.302 eventi di piazza, con un aumento del 9,7% rispetto al 2023.
Sono aumentati anche gli scontri?
No. Le manifestazioni classificate “con criticità” nel 2024 sono state 322, in calo del 18,9% rispetto all’anno precedente.
Perché allora sono aumentati i feriti tra le forze dell’ordine?
Nel 2024 i feriti tra le forze dell’ordine sono stati 273, più del doppio rispetto al 2023 (+127,5%). L’aumento non è legato a una crescita diffusa degli scontri, ma a pochi episodi ad alta intensità.
Quante persone sono state denunciate o arrestate nel 2024?
Secondo i dati diffusi dal ministro dell’Interno, nel 2024 le persone denunciate nell’immediatezza delle manifestazioni sono state 2.069, mentre gli arresti effettuati sul posto sono stati 16.
Cosa mostrano i dati del 2025?
Nel 2025, fino al 5 ottobre, le manifestazioni sono diminuite del 10,3%, ma i feriti tra le forze dell’ordine sono saliti a 325, con un aumento del 52,6%.
C’è stato un periodo particolarmente critico nel 2025?
Sì. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 2025 si sono concentrati 141 feriti tra le forze dell’ordine, oltre il 43% del totale registrato nei primi nove mesi dell’anno.

 

Fonte: Dossier Viminale, Dipartimento della Pubblica Sicurezza
I dati sono aggiornati al 2024
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