Il 12,5% dei laureati in giurisprudenza sono online

Ogni anno 2.100 i dottori “telematici”. “Pegaso” è quella che ne diploma di più

I laureati in Giurisprudenza sono sempre più “telematici”. Sì, perché il 12,5% dei laureati in Legge tra il 2015 e il 2020 ha studiato in una delle università telematiche italiane riconosciute dal Ministero dell’Istruzione. In questi cinque anni tra i 102.270 laureati complessivi in Giurisprudenza, ben 12.770 hanno conseguito il titolo in un’università online, in media 2.100 ogni anno. Nell’infografica in apertura la classifica delle università che “sfornano” più giuristi, a guidarla è proprio un ateneo virtuale: l’Università telematica “Pegaso” di Napoli.

Napoli prima città per lauree in Giurisprudenza

Nella città partenopea si laureano quasi 3mila studenti di Legge all’anno, in particolare all’Università Federico II (7.130 lauree in sei anni), ma soprattutto all’Università telematica Pegaso, che ha la sua sede centrale a Napoli (quasi 8mila lauree in sei anni). Abbondano le lauree in Giurisprudenza anche a Roma, che solo tra La Sapienza, Luiss e Roma Tre forma in media 1.700 laureati in Legge all’anno. Altra città in cui è possibile avvistare molte corone d’alloro sulle teste dei giuristi è Bologna, dove l’Università forma in media 915 laureati all’anno; più indietro ci sono l’Università degli Studi di Milano (668), l’Università di Bari (640) e l’Università degli Studi di Firenze (357).

laureati in giurisprudenza

Laurea in legge: gli uomini la preferiscono online

Tra i laureati in Giurisprudenza c’è una leggera differenza tra generi. La laurea in Legge è conseguita soprattutto dalle donne. In media è donna il 60% dei laureati in Giurisprudenza, ma in alcuni atenei la percentuale di laureate è particolarmente elevata. Nel 2020 all’Università di Cassino i laureati sono stati per il 24% uomini e per il 76% donne, all’Università della Calabria e all’Università di Palermo, sede di Agrigento, il 25% uomini e il 75% donne, alla Federico II di Napoli il 29% uomini e il 71% donne.

Gli uomini sono il 57% dei laureati telematici in Legge

Mentre nei corsi di laurea in Giurisprudenza degli atenei tradizionali il numero di donne supera quasi sempre quello degli uomini, nelle università telematiche il bilancio di genere si ribalta. Nei principali atenei a distanza abbondano i laureati uomini. In media i laureati nelle università telematiche sono nel 57% dei casi uomini. L’Università telematica Pegaso di Napoli, oltre a essere la prima università italiana per numero di lauree in Giurisprudenza, è anche quella con la più alta percentuale di laureati in Legge uomini: il 61%.

All’Università telematica Pegaso 1.300 lauree l’anno

L’ateneo che guida la classifica delle Università che formano il maggior numero di laureati in Giurisprudenza, l’Università telematica Pegaso di Napoli, vanta circa 1.300 neo laureati all’anno. Fondata nel 2006 con sede a Napoli, ha una rete di oltre 90 sedi sparse sul territorio nazionale e offre due corsi di laurea: Giurisprudenza e Scienze Umanistiche. In seconda posizione l’UniCusano di Roma. Anche quest’università è stata fondata nel 2006 e alterna classiche lezioni frontali a quelle in e-learning. Si articola in 9 dipartimenti, tra cui naturalmente quello di Giurisprudenza, in cui si laureano circa 200 studenti all’anno.

In terza posizione troviamo l’Università degli Studi Giustino Fortunato di Benevento, che propone un’offerta simile di lezioni in presenza e a distanza ai suoi circa 850 iscritti totali, di cui circa 96 che si laureano ogni anno in Giurisprudenza. Al quarto posto, poco fuori dal podio, c’è l’Università telematica e-Campus di Novedrate, anche questa riconosciuta dal Miur dal 2006 e articolata in cinque facoltà: da quella di Giurisprudenza escono in media 90 laureati all’anno. Più indietro, in quinta posizione, c’è l’Università telematica UniMarconi di Roma, dove si laureano in media 60 giuristi all’anno.

Quasi il 9% delle lauree telematiche è in Giurisprudenza

Nel 2020, su circa 344.850 laureati complessivamente in tutte le facoltà, quelli in Giurisprudenza sono stati 14.800: circa il 4,3% del totale. La percentuale è più che doppia se ci riferiamo alle sole università telematiche, indice che l’interesse per le lauree in Giurisprudenza negli atenei “digitali” è globalmente più alto rispetto a quello in quelli tradizionali. Nello stesso anno i laureati complessivi nelle università telematiche, infatti, sono stati circa 21.800, a fronte di oltre 1.900 laureati in Giurisprudenza (quasi il 9%).

In 6 anni i laureati in in Giurisprudenza sono calati del 15,5%

Nel 2015 i laureati in Giurisprudenza sono stati complessivamente 17.500, passati a 18.500 nel 2016, 18.100 nel 2017, 17.400 nel 2018 e 15.830 nel 2019. Nel 2020, complice anche le fisiologiche difficoltà dovute alle restrizioni sanitarie e alla didattica a distanza, il numero di laureati in Legge è crollato a 14.800. Il calo delle lauree complessive in Legge tra il 2015 e il 2020 è stato quindi di circa il 15%; nello stesso periodo, però, il numero di lauree in Giurisprudenza conseguite in università telematiche è rimasto stabile (1.900 lauree sia nel 2015, sia nel 2020).

Che lavoro fanno i laureati in giurisprudenza

I laureati in giurisprudenza hanno molte opportunità di carriera. La laurea in giurisprudenza è considerata una formazione molto completa e versatile, in quanto fornisce competenze di analisi, di interpretazione e di applicazione del diritto, nonché di risoluzione dei conflitti. Una delle opzioni di carriera più comuni per i laureati in giurisprudenza è quella di diventare avvocati ma possono intraprendere la carriera di magistrato e, magari, diventare giudici di tribunale ma possono diventare anche arbitratori, mediatori, notai, funzionari pubblici, consulenti legali per le imprese, analisti di politiche pubbliche o insegnanti.

Inoltre, ci sono molte specializzazioni di diritto che un laureato in giurisprudenza può scegliere di perseguire, come il diritto ambientale, il diritto internazionale, il diritto tributario, il diritto commerciale e il diritto del lavoro. Queste specializzazioni possono portare a una varietà di opportunità di carriera, come consulente ambientale, avvocato tributario, consulente del lavoro, diplomatico o anche consulente di investimento.

Ultimo aggiornamento: giugno 2022

Fonte: Ministero dell’Università e della Ricerca

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