La situazione del Bitcoin nel 2025: solo il 4% della popolazione ce l’ha

Il Bitcoin è riconosciuto ormai universalmente come una riserva di valore e un asset finanziario innovativo per cui puntare anche per gli investimenti: avere nel portafoglio Bitcoin è una scelta di differenziazione e un puntare a investimenti che possono avere delle rendite elevate.

Nonostante i numerosi vantaggi che i BTC hanno, tra cui il fatto che non hanno intermediazioni bancarie e non hanno vincoli geografici, come possono avere le altre valute, la loro adozione anche a livello globale è ancora limitata. Limitata, ma in espansione. Questo vuol dire che, nonostante a oggi secondo il Report di River, società specializzata in Bitcoin, solo il 4% della popolazione mondiale abbia BTC, questo dato è provvisorio. Infatti, si prospetta un’evoluzione ed espansione, perché il Bitcoin ha oggi un enorme potenziale di crescita. Inoltre è appoggiato anche da nuovi politicanti,: questo lo spingerà a crescere ancora di più.

La situazione economico politica nella distribuzione mondiale

Rifacendoci sempre al report stipulato dalla società River, che ricordiamo essere specializzata in ambito Bitcoin, la situazione attuale economico-politica è la seguente:

  • Gli Stati Uniti sono la guida promotrice sull’adozione del Bitcoin. Infatti, circa il 14% della popolazione americana li possiede. Con la recente elezione di Trump si avrà un ulteriore sviluppo vista la posizione positiva e propositiva verso le criptovalute del nuovo Presidente degli Stati Uniti.
  • Il continente che ha minore diffusione della criptovaluta Bitcoin è l’Africa: solo l’1% della popolazione possiede questa criptovaluta.
  • In generale le economie e i paesi più sviluppati hanno dei tassi di adozione più elevati rispetto ai paesi che sono invece in via di sviluppo.

In questo quadro geopolitico un fattore interessante è la sotto allocazione istituzionale: infatti nonostante ci sia sempre una maggiore interesse da parte anche di grandi aziende e fondi di investimento verso il Bitcoin, il mercato è ancora solo al 1% del suo potenziale. Si sta però prospettando in maniera sempre più solida l’ingresso delle Big Tech (quindi ci riferiamo a Meta, Google e Amazon) che inseriranno sempre di più l’adozione delle criptovalute nei loro scambi, interazioni e compravendita. Nel momento in cui interverranno le Big Tech aprendosi a questo asset finanziario, la percentuale di adozione del BTC si alzerà esponenzialmente.

Queste realtà infatti arriveranno a massificare l’utilizzo delle criptovalute stesse, rendendole, all’occhio della popolazione, più abbordabili e utilizzabili proprio perché assunte da queste stesse grandi aziende, che sono dei punti di riferimento per la popolazione. Questo scenario non è così lontano, per cui si presume che le percentuali dichiarate a oggi sulla diffusione del BTC, in breve tempo avranno uno sviluppo esperienziale.

Le cause di una percentuale ancora bassa

Da qualche anno i progressi tecnologici sono all’ordine del giorno e la diffusione delle criptovalute è sempre più capillare anche in vari settori del mercato. Nonostante tutto questo e, nonostante evidenti vantaggi che il BTC porta a livello di velocità, di costi operazionali e di transazioni internazionali, non si ha ancora  una diffusione massiva. Le cause che determinano questa percentuale così bassa del BTC, che abbiamo detto essere il 4% di diffusione nella popolazione mondiale, sono relative a vari aspetti. Bisogna partire dal fatto che non c’è stata una educazione finanziaria e tecnologica approfondita, per cui molte persone, soprattutto nelle generazioni meno giovani, vedono il Bitcoin ancora come qualcosa di sospetto e  fraudolento.

Lo identificano come uno strumento speculativo invece che un’alternativa al sistema monetario tradizionale, non tenendo in conto del funzionamento della blockchain che elimina la possibilità di intromissione di terze parti  e truffe. Un altro aspetto che spaventa ancora molto è la volatilità elevata: bisogna però tenere il conto che il Bitcoin è considerato oro digitale. Quindi, benché ci siano delle fluttuazioni di prezzo è un investimento interessante a lungo termine.

Quello che crea ancora confusione è anche il fatto che le normative non sono ancora uniformi:  alcuni governi lo vietano il BTC, altri lo accettano, altri lo promuovono. Lo stesso Trump sta organizzando una riserva di stato di BTC. L’Italia, insieme all’Unione Europea, stanno creando una normativa atta a stabilire un substrato sicuro per chiunque volesse avvicinarsi sia alla adozione a livello di utilizzo di questa criptovaluta, sia all’investimento. Il quadro normativo e regolamentare si sta definendo sempre di più in maniera stabile così da poter dare un ambito di sicurezza a chi voglia avere BTC.