Nel bilancio Ue ci sono 7,1 miliardi di “errori”

La denuncia della Corte dei Conti europea: a Bruxelles interessa spendere, non i risultati

Il bilancio europeo è pieno di errori. Ovvero di pagamenti non dovuti, irregolarità amministrative o contabili, illeciti di ogni tipo.

Le irregolarità nel bilancio europeo

A dirlo è la Corte dei Conti della Ue che ha appena presentato il bilancio dell’attività per l’anno 2013. Complessivamente il bilancio Ue del 2013 è ammontato a 150,9 miliardi (poi cresciuto enormemente come Truenumbers ha spiegato in questo articolo) e secondo la Corte dei Conti gli “errori” sono stati pari al 6,3%, pari, quindi, a 9,5 miliardi di euro. In seguito alla scoperta di questi illeciti, e alla successiva opera di recupero, la percentuale di errori sul totale dei pagamenti si è ridotta al 4,7% cioè 7,1 miliardi, in leggero miglioramento dal 4,8% del 2012 mentre l’obiettivo sarebbe quello di abbassare questa percentuale fino al 2%.

Nessuna analisi dei benefici

Il motivo di una quantità così alta di illeciti è spiegata dalla stessa Corte che, nella sua relazione, scrive che: “L’utilizzo delle risorse dell’Ue (…) era incentrato sull’assorbimento dei fondi (pena la perdita degli stessi) e sulla conformità, anziché sul buon rapporto costi–benefici (performance). Questa focalizzazione insufficiente sulla performance è un difetto fondamentale del modo in cui gran parte del bilancio dell’Ue è concepito”. In altre parole alla Ue interessa soprattutto che gli Stati spendano le risorse che sono loro assegnate, e sorvola sul fatto che queste risorse producano o meno dei risultati. E da qui nascono le irregolarità nel bilancio europeo.

Dove si sbaglia di più

Nella tabella sono indicati i comparti di spesa dove si sono registrati il maggior numero di illeciti. Al primo posto ci sono i fondi che vengono spesi per le politiche regionali e per il trasporto, con una percentuale di errore del 6,9%, seguito dall’agricoltura con il 3,6%. La linea gialla indica il budget di quel dato comparto e la parte in blu la percentuale di errore.

I dati si riferiscono al: 2013

Fonte: European court of auditors

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