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Il 6,6% del budget (10 miliardi) è “blindato”. Ecco in che capitoli di spesa sono finiti

Normalmente la gran parte del gettito dell’Unione Europea è destinato a un gran calderone senza alcuna pre-destinazione a una linea specifica di budget. Questo garantisce certamente flessibilità e libertà di fare scelte politiche, di spostare da questa a quell’altra voce del bilancio dei fondi comunitari in base al mutamento delle esigenze dei Paesi o al cambiamento della direzione politica dell’Unione.

Il 6,6% del bilancio europeo

Vi è però un 6,6% del bilancio europeo che ha già una propria assegnazione precisa. Nel 2016 questa somma è stata pari a 10 miliardi 270 milioni e 600 mila euro, che è il totale delle voci elencate nel grafico sopra. La pratica di destinare una parte, seppur piccola, del bilancio europeo a capitoli di spesa decisi in precedenza serve per fornire una certa trasparenza almeno a quella parte del bilancio e garantire ad alcune spese un finanziamento certo e relativamente al sicuro da eventuali spoliazioni a favore di altre spese.

Da dove viene il bilancio europeo

Questa parte del bilancio europeo pre-destinato è alimentato da:
– Recuperi dalle spese già sostenute, in particolare per la politica agricola comune (3 miliardi 423 milioni 500 mila su 5 miliardi 417 milioni 600 mila), sotto forma per esempio di multe, come molti agricoltori italiani sanno bene, restituzioni di fondi per irregolarità, ecc
– Rimborsi eventuali di anticipi pagati nell’ambito di alcuni fondi, come quello sociale, di coesione, di sviluppo regionale. Sono 420,1 milioni
– I contributi provenienti dai Paesi Efta (European Free Trade Association), ovvero Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Norvegia) o quelli candidati a entrare nell’Unione in alcune attività della Ue. Sono 386 e 24 milioni rispettivamente
– I redditi del Joint Research Center (tra cui quello molto noto di Ispra) quando fornisce servizi a terze parti come aziende private, verso cui la Ue fattura. Si tratta di ben 471,5 milioni.
– 1 miliardo 532 milioni e 800 mila euro giungono dai contributi dalla partecipazione di terzi Paesi (es Ciina o Usa) ai progetti Ue.
– I finanziamenti per le ricerche riguardanti carbone e acciaio. 47 milioni
– Una delle voci più importanti. 1 miliardo e 971 milioni proviene dai Paesi con lo scopo specifico dell’assistenza ai rifugiati in Turchia, sulla base degli accordi stretti con il Paese di Erdogan con il quale la Ue si è impegnata fino al 2020.

Budget blindato

Questo gettito del bilancio europeo è, come facile immaginare, destinato in gran parte alle stesse voci da cui proviene. E’ chiaro l’esempio della politica agricola comune, e ancora di più quello della politica riguardante i profughi in Turchia, per cui si è voluto blindare le entrate (quasi due miliardi) destinandole specificamente per finanziare il nuovo impegno di budget.
Come detto, questo gettito già assegnato costituisce il 6,6% del bilancio europeo, ma è distribuito in modo piuttosto diseguale. La maggioranza, 4 miliardi e 72 milioni, è destinato alla voce “Crescita sostenibile, risorse naturali”, quella che include la Pac (politica agricola comune), per intenderci, una delle più grandi. In percentuale il 6,5% di questa linea di bilancio è finanziata proprio con gettito assegnato, quello che abbiamo visto provenire da multe e rimborsi verso la Ue relativamente alle politiche agricole o relative alla pesca.

Quanti soldi per l’occupazione

Altri 2 miliardi e 558 milioni e 500 mila vanno al capitolo relativo alla “Competitività per crescita e occupazione”. E’ quello che si occupa di educazione, formazione, integrazione, politica sociale. Qui probabilmente vengono inseriti, tra le altre cose, i gettiti delle attività di ricerca a beneficio di terzi. In questo caso la proporzione di spesa proveniente da gettito assegnato, quindi in un certo senso bloccato in questa voce, è del 13,5%.
“Europa Globale” è una voce di bilancio piccola, ma importante, perché riguarda tutta la politica estera della Ue, e ben il 28,6% del suo bilancio è in un certo senso “riservato” in quanto proviene da gettito già assegnato. In questo caso si tratta del finanziamento dell’assistenza ai profughi in Turchia. Meno di un miliardo, quindi le briciole, vanno ad altri capitoli di spesa come la sicurezza, l’amministrazione, ecc. come mostra il grafico sotto.

Anche altre istituzioni usano lo stesso metodo, ovvero riservano una parte del gettito proveniente da servizi forniti. Per esempio il Parlamento Europeo, che lo riserva per se stesso, evitando che rientri nel calderone del bilancio europeo come le sue altre entrate.

Quanto costa il Parlamento

Si tratta di cifre molto più piccole. Il bilancio totale del Parlamento è di 1.838.613.983 euro, le entrate sono solo 183.381.513 euro, e di queste solo 30.589.787 euro sono gettito assegnato, l’1,7% del bilancio totale.
Si tratta di entrate per esempio per i servizi dell’asilo per i figli dei lavoratori, in parte pagato dai genitori dipendenti, oppure per le traduzioni effettuate dai traduttori assunti dal Parlamento per altre istituzioni, come la Commissione Europea, o per il “prestito” del proprio staff ai gruppi politici, che naturalmente pagano per questo servizio.


Per quanto riguarda l’Italia, è stato calcolato dalla Corte dei Conti che la differenza tra quanto versiamo e quello che incassiamo è di 4 miliardi l’anno, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Parlamento europeo

Leggi anche: Bilancio Ue, tasse su, meno spesa

Bilancio Ue: dimezzati i fondi per la sicurezza

 

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