Sorpresa: l’oro non è più un investimento sicuro

Nel 2007 rendeva fino al 31%, ma poi le cose sono peggiorate. Nel 2013 un vero crollo: -27%

È l’oro il bene rifugio verso il quale gli italiani indirizzeranno i propri risparmi per difendersi da un mercato che dà segni di nervosismo? In effetti investire in oro può essere una buona idea, ma occhio: non è detto che le cose vadano sempre bene. Le quotazioni sono variate tantissimo nel tempo.

Investire in oro conviene o no?

Il grafico sopra mostra l’andamento del prezzo dell’oro tra il 2002 e il 2017. La linea indica il rendimento di un lingotto acquistato il primo gennaio e venduto il 31 dicembre dello stesso anno. La timeline fotografa di fatto tutto il Ventunesimo secolo e comprende gli anni feroci della crisi economica che ha rosicchiato ricchezza un po’ ovunque.

Come funziona l’oro da investimento

Guardiamo i numeri. Nel 2002 investire in oro poteva garantire un rendimento del 23,96%, quasi come l’anno successivo: 21% circa. Se nel 2004 il ritorno dell’investimento è sceso di poco sotto il 5%, da lì è partita la scalata che ha portato il rendimento dell’investimento in oro ad oltre il 31%. Proprio nel 2007, l’ultimo anno di vacche grasse in Occidente prima della crisi bancaria e finanziaria.

investire in oro

Con il fallimento di Lehman Brothers tutto è cambiato e anche le quotazioni del metallo giallo hanno incominciato a ballare. Investire in oro non è stata più quella certezza alla quale si era abituati: il rendimento è sceso al 3,41% e i rialzi del 2009-2010 sono stati poco più che illusori. Nel 2013 investire in oro significava rischiare grosso: il rendimento era sceso al -27%.

Come si fa a investire in oro

Tassi negativi anche nel 2014 (-0,19%) e nel 2015 (-10%). Una parziale inversione di tendenza si è avuta nel 2016 e sulla buona strada si è proseguito anche nel 2017:, investire in oro in questi anni ha permesso di guadagnare del +9,12% nel 2016 e +7,21% nel 2017.

Le aziende che lavorano nelle miniere d’oro

Ma chi permette di investire in oro? Il grafico qui in basso mostra un dato interessante: le dieci società più attive nell’estrazione d’oro dalle miniere, tra quelle che non rientrano nella sfera pubblica.

Al vertice della classifica c’è la società canadese Barrik Gold che nel 2017 ha estratto dalle sue miniere 5,32 milioni di once di oro (un’oncia equivale a 28,35 grammi). Al secondo posto la Newmont Mining con 5,27 milioni di once, poi la sudafricana AngloGold Ashanti con 3,76 milioni di once. Tra le più attive società dominano le compagnie canadesi, ce ne sono quattro in top ten. A seguire americane (3) e Sudafricane (2). La società che più si avvicina all’Europa è la russa Polyus, al settimo posto con 2,16 milioni di once estratte.

I dati si riferiscono al 2002-2017

Fonte: BullionVault

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