In Crisi&Ripresa

Grande consolidamento del settore, ma il business model è cambiato anche per la tecnologia

Un conto super-salato. Il fallimento di Lehman Brothers del 15 settembre 2008 ha fatto propagare nel mondo il virus della crisi finanziaria statunitense e ha cambiato per sempre il business model delle banche. È successo ovunque. E non è sfuggita l’Italia, presa a schiaffoni dagli speculatori quando sono stati messi nel mirino i titoli sovrani. In dieci anni è stato chiuso il 20% delle filiali nel Paese. Tutta colpa di Lehman? Ovviamente no, c’entra, e moltissimo, anche l’innovazione tecnologica che ha reso praticamente inutili le filiali fisiche degli istituti bancari, ma è innegabile che è a partire dal crack della banca d’affari che il consolidamento del sistema è iniziato. E non è ancora finito.

Post-Lehman, i banker sono stati imbrigliati in regole più severe. Gli istituti di credito hanno dovuto mostrare maggiore solidità patrimoniale, con più capitale e più liquidità, e la riduzione dei tassi di interesse ha comportato la riduzione dei margini. Per mostrare conti adeguati, allora, è stato necessario tagliare, fondersi o chiudere.

Sportelli crollati del 20%

Il grafico in apertura mostra come questi nuovi vincoli patrimoniali fissati dopo il fallimento di Lehman Brothers hanno cambiato il modo di “pensare” delle banche. Più integrazioni tra consorelle e meno filiali. L’effetto diretto del consolidamento bancario è plasticamente mostrato dalla linea viola del grafico (scala di destra).

Il 31 dicembre 2008 gli istituti di credito che potevano contare su una licenza bancaria erano 799, un decennio più tardi – 31 dicembre 2017 – erano molti di meno: 538 vale a dire 261 in meno.

Ma meno banche vuol dire meno sportelli e questo impatta sui clienti che rischiano di trovarsi in alcuni comuni con una sola scelta. Il dato è mostrato dalle linee rosse: a fine 2008, pochissimi mesi dopo il crac di Lehman, gli sportelli attivi in Italia erano 34.139. Il calo è stato inesorabile e oggi se ne contano 27.374 cioè 6.765 in meno, un taglio del 20% dal fallimento di Lehman Brothers in poi.

In un Paese con il costo del lavoro tra i più alti al mondo, i dipendenti non sono sfuggiti alla tagliola. Pensate: il 31 dicembre del 2009 in Italia si contavano 330.512 bancari. Sapete quanti ne erano contrattualizzati a fine 2017? Erano 286.200, oltre 44mila persone in meno.

Solo colpa di Lehman?

Quello che è successo in Italia è accaduto anche altrove, per esempio in Spagna come Truenumbers ha raccontato qui.


In ogni caso, come detto, la nascita delle banche digitali e l’evoluzione dei sistemi di pagamento cashless – sempre più diffusi e convenienti – ha contribuito a cambiare il ruolo degli istituti di credito in questi anni. Basti pensare al numero dei pos in circolazione: sono aumentati di oltre un milione in soli sette anni, come Truenumbers ha raccontato qui.

I dati si riferiscono al periodo 2008-2017

Fonte: Banca d’Italia

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