I “bersagli” controllati sono stati 83.433. Aumenta l’uso dei trojan: 4.321
Dopo quattro anni di calo, in Italia l’uso delle intercettazioni torna a salire mentre calano leggermente le intercettazioni telefoniche. Nel 2023, sono stati 83.433 i bersagli intercettati, rispetto agli 82.206 del 2022. Le intercettazioni sono disposizioni autorizzate dall’autorità giudiziaria e si riferiscono non alle persone fisiche intercettate, ma alle diverse utenze telefoniche o digitali messe sotto controllo, dato che una persona può avere più di un dispositivo in uso.
Nel diritto processuale penale italiano, l’intercettazione è uno strumento fondamentale per raccogliere prove, regolato dall’art. 266 e seguenti del codice di procedura penale. Sono uno strumento fondamentale per risolvere molti casi, poiché giocano un ruolo cruciale e spesso insostituibile nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione.
Intercettazioni telefoniche, quante ne sono state fatte nel 2023
Analizzando le 83.433 intercettazioni disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario si scopre che quelle più comuni sono le intercettazioni telefoniche, con ben 59.361 bersagli intercettati. Le intercettazioni ambientali, che catturano conversazioni in luoghi fisici come stanze o ambienti pubblici, seguono con 14.294 bersagli. A differenza delle intercettazioni telefoniche, queste non riguardano dispositivi, ma l’ascolto diretto dell’ambiente circostante.
Quelle informatiche sono state 5.392, concentrate su comunicazioni via internet, email e chat. L’ascolto tramite trojan, un particolare “software spia” che infetta i dispositivi per raccogliere dati senza il consenso della persona, è stato invece realizzato 4.321 volte. Poi ci sono 65 intercettazioni di “altro tipo” che includono tecniche meno comuni come il monitoraggio di veicoli tramite Gps o l’ascolto di dispositivi elettronici non telefonici, come ad esempio microfoni nascosti o sistemi di registrazione attivati da remoto.
Intercettazioni telefoniche con trojan verso quota 5.000
Come si può vedere anche dal grafico, cresce di anno in anno il numero delle intercettazioni telefoniche con l’uso di trojan. Questo è un tipo di software che viene installato di nascosto su un dispositivo, come un telefono ma possono essere usati anche su un computer, per monitorare le comunicazioni e raccogliere informazioni senza che la persona lo sappia.
Nel 2021, sono state effettuate 2.894 intercettazioni con il trojan, un numero che è aumentato a 3.584 nel 2022 e nel 2023, l’uso di questa tecnologia è salito a 4.321 intercettazioni. Nel primo semestre del 2024, i dati dicono di 2.527 intercettazioni con la forte possibilità quindi che si possa superare il muro delle 5mila al termine del secondo semestre.
Guardando meglio il dato delle intercettazioni con trojan si scopre poi che questo strumento investigativo viene utilizzato con maggiore soddisfazione dalle Direzioni Distrettuali Antimafia. Sono infatti 2515 conto le 1.745 “ordinarie” e questo perché risultano determinanti nelle inchieste contro la criminalità organizzata. E non è certo un caso che il distretto che utilizza più questa tecnica è quello di Palermo (867), seguita a grande distanza dal distretto giudiziario di Roma (404) e da quello di Napoli (372).
Ecco dove si usano di più le intercettazioni
Rimanendo sempre sul confronto tra distretti emerge chiaramente che Napoli è la città con il maggior numero di intercettazioni, con ben 12.052 bersagli intercettati, di cui 9.409 sono intercettazioni telefoniche. A seguire, troviamo Roma, con 9.085 bersagli, e Palermo, che si ferma a 8.086 bersagli. Poi ci sono delle altre curiosità che meritano di essere messe in evidenza. Il distretto con maggiori intercettazioni informatiche risulta essere quello di Firenze (661), seguito da Palermo (619) e poi Roma. Detto invece del solito terzetto di testa Palermo (1836), Napoli (1827) e Roma (1779), nelle intercettazioni ambientali si segnalano come molto attivi anche quelli di Bari (920) e Milano (900).

I numeri di Corte di Appello e Tribunale per i minorenni
L’uso delle intercettazioni è anche una prerogativa della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello, sebbene venga impiegato in misura minore rispetto alla Procura Ordinaria, dato il suo ambito di competenza più ristretto. Le intercettazioni telefoniche e ambientali, infatti, vengono solitamente autorizzate durante le indagini su reati specifici e sono strettamente legate a situazioni di indagine penale in corso.
Nel 2023, si è registrato un forte aumento nelle intercettazioni telefoniche, che sono salite a 285, un’impennata notevole rispetto alle 116 dell’anno precedente. Al contrario, quelle ambientali sono rimaste quasi invariate, con 12 nel 2023 rispetto alle 11 del 2022. Un cambiamento riguarda anche le intercettazioni informatiche, che sono passate da appena 2 nel 2022 a 11 nel 2023.
I dati della Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa permettono di fare una fotografia anche delle intercettazioni disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. I numeri, anche qui, non sono minimamente paragonabili a quelli fatti registrare dai Tribunali ordinari, ma è comunque interessante notare che nel 2023 le intercettazioni siano state 143 (nel 2022 erano 156) e che queste sono state 108 telefoniche, 12 ambientali, 20 informatiche e appena 3 con il trojan.
Intercettazioni, se ne realizzano sempre meno
Osservando l’evoluzione dei dati della Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa, emerge chiaramente una tendenza ad adoperare sempre meno intercettazioni. Nel 2013, si registravano ben 141.169 intercettazioni, ma da allora il numero è progressivamente diminuito. L’unico picco si è verificato nel 2019, quando sono salite a 120.666, con un incremento di 861 rispetto al 2018. Nonostante l’introduzione delle intercettazioni informatiche e tramite trojan nel 2021, questo calo è proseguito senza grandi fluttuazioni, segno di una tendenza costante verso una gestione più contenuta e mirata delle risorse investigative.
A questa graduale diminuzione dell’utilizzo di intercettazioni possono contribuire diverse spiegazioni. Innanzitutto, l’efficienza nelle tecniche più sofisticate. Con l’introduzione delle intercettazioni informatiche e l’uso di trojan, le forze dell’ordine possono raccogliere informazioni in modo più diretto e mirato, senza dover spiare migliaia di telefonate. Questi strumenti permettono di monitorare le comunicazioni digitali in modo molto più preciso, riducendo così la necessità di intercettazioni telefoniche di massa. Inoltre, le risorse limitate delle forze dell’ordine e delle procure impongono una ottimizzazione degli interventi.
I dati si riferiscono al: 2023
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa