Potrebbe nascere una cordata di industriali che salvi lo stabilimento? Ecco chi potrebbe farlo
E’ stallo. Sull’Ilva Taranto nessuno ha ancora trovato una soluzione: non il governo giallorosso, non il ministro dello sviluppo e nemmeno, a quanto pare, il mondo dell’imprenditoria italiana. Mentre gli indiani (in realtà franco-indiani con sede legale in Lussemburgo) di Arcelor Mittal intendono riconsegnare le chiavi dello stabilimento pugliese ai commissari straordinari continuando a gestirlo fino a maggio, l’impianto corre davvero il rischio di una chiusura. Magari parziale, con lo spegnimento del forno 2, ma comunque chiusura. Che sarebbe una lenta agonia
Cosa succede all’Ilva di Taranto
Ma chi si può prendere carico di far funzionare, e cercare di riportare alla redditività senza tagliare i 5mila posti di lavoro chiesti da Arcelor Mittal, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa? Si parla insistentemente dell’intervento pubblico, magari attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, che dovrebbe comunque seguire le regole di mercato. Ma alla fine potrebbe spuntare una cordata italiana fatta dai più grandi produttori di acciaio italiani. I quali vedono, tuttavia, l’impresa al limite dell’impossibile. Difficile anche ri-coinvolgere la cordata Jindal che a suo tempo aveva presentato un’offerta per Ilva insieme a Cassa depositi e prestiti, il gruppo Arvedi e alla finanziaria Delfin di Leonardo Del Vecchio.

L’amministrazione straordinaria all’Ilva
Ma chi sono i più grandi produttori di acciaio d’Italia? La risposta è nel grafico sopra. Al primo posto c’è la Tenaris della famiglia Rocca, una delle più stimate famiglie imprenditoriali italiane. Sempre lontano dai riflettori, mai uno scandalo e mai una parola fuori luogo. I rocca possiedono la Tenaris che, nel 2018 ha fatturato 6 miliardi e 688 milioni di euro. Al secondo posto c’è il gruppo Marcegaglia fondato da Steno Marcegaglia (la cui figlia Emma è presidente dell’Eni) che fa parte della cordata Arcelor Mittal con un ruolo marginale. Il gruppo siderurgico fattura 5 miliardi e 263 milioni di euro. Al terzo posto ci sono i Riva con 3,6 miliardi di fatturato l’anno.
I dati si riferiscono al: 2018
Fonte: Federacciai
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