
Ecco quanti titoli di Stato hanno in pancia le nostre banche. Per Dijsselbloem sono troppi
Uno dei fronti di battaglia di Matteo Renzi con l’Europa riguarda l’eccessiva presenza di titoli del debito pubblico nazionale nei conti delle banche italiane. E’ vero: il grafico dimostra che i nostri istituti di credito hanno una quantità enorme di titoli del debito pubblico, in una percentuale (sul totale degli asset bancari) molto superiore a quella dei sistemi bancari degli altri Paesi europei più importanti.
I Btp sicuri?
Il sostenitore, in Europa, dell’idea di un tetto al possesso dei titoli del debito pubblico da parte delle banche è il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che la inserisce all’interno del più complessivo progetto di garanzia unica europea dei depositi. E’ chiaro che se mutualmente le banche europee devono garantire i depositi di tutti i cittadini europei (ad esempio da un fallimento bancario), tutte le banche devono avere bilanci simili, cioè, più sicuri.
Introdurre l’idea, quindi, che i titoli di Stato italiani non sono sicuri, o sono meno sicuri di quelli di altri Paesi, e quindi che è meglio non comprarne in quantità eccessiva, rappresenta un pericolo esiziale per la fiducia che i cittadini e i mercati ripongono nei nostri Bot o Btp.
Perché Renzi dice no
Ecco perché Renzi è contrario all’imposizione di un tetto al possesso: ne rischierebbe l’affidabilità oltre che dell’Italia anche delle banche nazionali con danni per l’economia reale. Perché, visto che i Btp sicuri non sono, o non lo sono completamente, sarebbero costrette a comprare titoli del debito pubblico di altri Stati. Oppure sarebbero costrette ad aumentare il proprio capitale attraverso operazioni finanziarie straordinarie, in modo da compensare la presenza di così tanti Btp nei loro bilanci. Questo causerebbe un aumento del rendimento dei titoli italiani rispetto a quelli tedeschi, che verrebbero privilegiati dagli istituti italiani al momento dell’acquisto. Truenumbers ha spiegato in questo articolo la storia dello spread tra Btp e Bund dal 2006.
I dati si riferiscono al: giugno 2015
Fonte: Bce
Leggi anche: Chi compra il debito pubblico di chi
Ecco perché le banche falliscono