Hong Kong: 420 arresti per proteste, ma crimini in calo

Nell’ultimo weekend la Polizia ha bloccato 85 persone. Dal 2009 al 2018, 23.465 reati in meno

A Honk Kong continuano le manifestazioni anti-governative. Sono ormai nove i weekend in cui il popolo dell’ex colonia britannica protesta contro l’ingerenza cinese sulla regione. Dal 9 giugno (inizio dei moti) al 5 agosto sono state arrestate 420 persone per le proteste che hanno coinvolto milioni di persone e hanno come bersaglio principale la leader Carrie Lam e l’esecutivo, ritenuti troppo filo-cinesi. I dimostranti chiedono maggior autonomia per Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina e tra i centri finanziari più ricchi e importanti al mondo.

Arresti e crimini a Hong Kong

Le manifestazioni sono diventate famose nel mondo per il gran numero di persone coinvolte, per il messaggio politico che mandano alla Cina ma anche per la loro durissima repressione (lo scorso fine settimana sono arrivati 85 nuovi arresti). In generale, però, gli arresti a Hong Kong sono in calo (almeno fino allo scorso anno). Se nel 2013 erano stati 36.609 (tra cui 2.083 ai danni di minori di 16 anni), nel 2018 ci sono stati 28.966 arresti in tutto (con 928 under 16).

Un dato che si spiega anche con un generale calo dei crimini. Nel 2009 erano 77.630, nel 2013 sono passati a 72.911, nel 2018 ce ne sono stati 54.225. I crimini continuano a diminuire nel primo semestre 2019: 25.295 contro i 26.550 dei primi sei mesi del 2018. Più instabile l’andamento degli omicidi, che restano comunque pochi a livello generale. Come si vede dal grafico qui sopra, il 2011 è stato l’anno migliore, con 17 assassinii, molti meno rispetto ai 62 del 2013 (record nell’ultimo decennio). Quest’anno, nei primi sei mesi ce ne sono stati 11.

I dati sono aggiornati al 2019

Fonte: Polizia di Hong Kong

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