Game of Thrones: 3.523 uccisi nell’ottava stagione

Più di quelli di tutte le 7 serie precedenti. Nella prima furono appena 59

Regola aurea di Game of Thrones: non affezionarsi a un personaggio, nemmeno se è un possente drago. La produzione lo aveva messo in chiaro fin dalla prima puntata della prima stagione: quando Bill, il ranger dei Guardiani della Notte, viene decapitato da Ned Stark. Anche per lui, qualche episodio più tardi, la stessa sorte: la morte.

Un’escalation di morti. 3.522 nelle ultime puntate

Sono stati 59 i morti della prima stagione, ma l’ottava, e ultima, è stata senza dubbio la più mortale di tutta la saga: 3.523 i morti, molti di più rispetto alle prime sette stagioni messe insieme, come si può vedere dal grafico sopra.

Il Re della Notte viene pugnalato da Arya. Jaime muore sotto le macerie del castello con lui Cersei: un destino meritato per quest’ultima che milioni di fan aspettavano. La furia di Daenerys Targaryen, colpevole di fatto di un genocidio, viene smorzata per sempre da Jon Snow. Ed è Drogon, il drago nero, nell’ultima puntata a vendicarsi, distruggendo nelle fiamme il Trono di Spade. Misteri, intrighi, vendette, ma anche moltissime morti cruente: questi gli ingredienti di Game of Thrones.

Nessuno nel telefilm viene risparmiato. Ve lo ricordate il bambino appena nato di Roose e Walda Bolton nella sesta stagione? Muore con la madre pochi istanti dopo i primi respiri, sbranato dai cani di Ramsay, colpevole di un’eredità troppo importante: il comando della Casa Bolton.

La battaglia di Winterfell

Tornando all’ottava stagione è tutta una battaglia fra gli esseri umani e i cosiddetti “estranei”, i non morti; ma il campo che ha visto più sangue versato è quello di Winterfell, dove si sono svolti gli ultimi combattimenti.  Anche i draghi, creature tanto possenti, non sono immortali: Viserion, è contato fra le vittime della settima serie, gli Estranei lo aggiungeranno alle fila del proprio esercito.

La saga di Game of Thrones dai libri di RR Martin 

La serie TV è basata sulla serie di libri: “A song of ice and fire” dalla penna di George RR Martin, che di fatto ne ha sancito il successo. L’8% degli adulti negli Stati Uniti ha letto i libri della saga. E’ stato annunciato un prequel, un balzo indietro di 300 anni per raccontare le gesta degli antenati, ma i fan sperano anche in un sequel.

I dati si riferiscono a: maggio 2019 

Fonte: Washington Post

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