Elezioni suppletive 2021, a Siena ci prova Enrico Letta

Dopo le dimissioni di Padoan il segretario Pd si candida per un seggio alla Camera

Inizia il conto alla rovescia per le elezioni suppletive 2021, che andranno a riassegnare i seggi di Camera e Senato rimasti vacanti. Le date delle elezioni a Siena e a Roma sono domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021. Nelle stesse giornate avranno luogo anche le elezioni amministrative a Milano, Roma e altre importanti città.

E saranno appunto due i collegi uninominali in cui si voterà. Più precisamente  quello denominato Toscana – 12, relativo a Siena e provincia e una porzione dell’aretino, e Lazio 1 – 11 che comprende una parte del territorio del comune di Roma.

Dove si vota alle amministrative 2021

Nella Capitale si andrà alle urne per sostituire alla Camera dei Deputati Emanuela Del Re (M5S), dopo le dimissioni del 4 giugno 2021 quando è stata nominata a rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel (una fascia di territorio dell’Africa subsahariana). Ma è la sfida toscana quella che attira la maggiore attenzione del mondo politico e mediatico. Si tratta di assegnare il seggio lasciato vacante alla Camera dei Deputati da Pier Carlo Padoan (Pd), in seguito alle dimissioni del 4 novembre 2020 a causa della sua entrata nel consiglio di amministrazione di UniCredit e successiva nomina a presidente della banca.

Enrico Letta candidato alle elezioni supplettive di Siena

Il candidato forte è Enrico Letta, ex presidente del Consiglio tra 2013 e 2014 e attuale segretario del Pd, che, in caso di vittoria, farebbe il suo rientro in Parlamento dal quale è uscito nel 2015 quando, ormai non più premier, si dimise lasciando libero il proprio scranno alla Camera.

elezioni suppletive 2021

Elezioni suppletive 2021, chi sono i candidati per le elezioni a Siena

Sulla carta l’elezione non dovrebbe essere un grande problema per Letta, principalmente perché oltre il sostegno del Pd e di altri partiti di centrosinistra inclusa Italia Viva di Matteo Renzi, dovrebbe incassare, esplicitamente o meno, anche l’appoggio del Movimento 5 Stelle.

Come si vede dalla nostra infografica nel 2018 infatti Pier Carlo Padoan, candidato di Pd, +Europa, Insieme e Civica Popolare ebbe il 36,18% (pari alla somma dei voti dei singoli partiti), una percentuale piuttosto piccola vista la storia politica del territorio toscano, da sempre fortemente di sinistra, ma sufficiente per guadagnare il primo posto. E se a questa si sommasse il 22,4% allora guadagnato dal M5S nonché il 3,76% di Liberi e Uguali Enrico Letta dovrebbe veleggiare oltre il 60%. A oggi l’unico sfidante è infatti Tommaso Marrocchesi Marzi, imprenditore del vino che correrà per il centrodestra, coalizione che tre anni e mezzo fa ottenne, con il leghista Claudio Borghi, il 32,28%.

In politica però 2+2 come si sa non fa quasi mai 4 ma più spesso 2 o 3. Una parte considerevole degli elettori pentastellati, per esempio, da tempo sono passati a Lega e Fratelli d’Italia, e non è un caso che alle europee 2019 i partiti di centrodestra ebbero il 10% in più dell’anno prima. Letta, poi, è una figura abbastanza lontana dal sentiment dell’elettore medio del M5S, perlomeno di quello della prima ora.

E poi in elezioni come queste, suppletive, un ruolo importante lo ricopre l’astensione, solitamente molto alta. Basilare sarà la capacità di portare gli elettori al voto.

La polemica sul simbolo del Pd a Siena

Lo sfidante, Marrocchesi, punterà sul territorio. Nato e vissuto nel senese, dove è radicato con la propria attività imprenditoriale in un ambito molto significativo nella regione, la viticoltura, ha già attaccato il segretario del Pd per la sua mancata conoscenza dell’area in cui si candida, essendo pisano. E in Toscana il campanilismo, si sa, è ancora importante.

Letta invece cercherà di trasformare queste elezioni suppletive del 2021 in un voto sulla persona. Non a caso il simbolo scelto non è quello del Pd, ma una scritta, “Con Enrico Letta”, bianca in campo rosso. A suo dire si tratta di un modo per raccogliere un consenso largo, che non si limiti solo al suo partito, ma coinvolga anche altre forze, come per esempio il Movimento 5 Stelle, appunto.

È probabile che punti al fatto che la sua figura appare più popolare e soprattutto è vista come più rassicurante del Pd stesso presso gli elettori, e per questo si proponga come un bravo amministratore, come farebbe un candidato sindaco di una lista civica slegata dalla politica. Anche se in questo caso si tratta del segretario del partito forse più tradizionale per la sua struttura e la sua storia.

I dati sono del 2018

Fonte: Ministero dell’Interno

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