Serviranno a formare un governo? Il Psoe potrebbe essere ancora primo
Le quarte elezioni in quattro anni e le possibilità che da questo esca un governo sono bassissime. Domenica 10 novembre si vota in Spagna. E ancora una volta è un voto anticipato: il Partito Socialista (Psoe) e Unidas Podemos, le due forze di sinistra uscite vincenti dalle precedenti elezioni in Spagna di aprile, non sono state in grado di trovare un accordo per la nascita di un nuovo governo. I candidati principali saranno quindi gli stessi del voto di aprile, con la grande novità che è rappresentata dal nuovo partito Màs Madrid, nato da una costola di Podemos.
Le elezioni di aprile
Guardando nel grafico qui sopra i risultati delle ultime elezioni in Spagna, quelle di aprile 2019, vediamo che il Partito socialista di Sanchez si è imposto nettamente come primo partito con 123 seggi, quasi doppiando il conservatore Partito popolare che crolla rispetto al voto precedente e prende solo 66 seggi, quasi raggiunto da Ciudadanos (C’s) con 57 seggi. Quarta forza del parlamento è Podemos (Up) con 42 seggi, ma nettamente ridimensionato. Infine l’estrema destra di Vox è entrata per la prima volta nel Parlamento nazionale con 24 seggi.
Elezioni in Spagna e l’ascesa di Vox
Intanto, ci si aspetta l’ascesa del partito di estrema destra Vox, in netta crescita nei sondaggi. Sulle prossime elezioni politiche peseranno i dati sulla disoccupazione e l’irrisolta crisi politica e civile in Catalogna. Vox aveva ottenuto per la prima volta seggi nel parlamento nazionale spagnolo alle elezioni di aprile, con il 10 per cento dei voti. Poi però il partito di Abascal aveva subito una frenata alle elezioni europee, alle autonomiche (per rinnovare i parlamenti delle comunità autonome spagnole) e locali.
Legge elettorale
Il territorio nazionale è diviso in 52 circoscrizioni, una per ognuna delle 50 province più le 2 exclavi in Marocco (ossia Ceuta e Melilla), e i 350 deputati vengono eletti con un sistema elettorale proporzionale con metodo D’Hondt e liste bloccate. Ogni circoscrizione, salvo Ceuta e Melilla che eleggono un deputato ciascuno, ha diritto ad un minimo iniziale di due seggi, mentre i restanti 248 sono assegnati in proporzione alla popolazione di ciascuna provincia. La soglia di sbarramento, applicata ovunque, è del 3% del totale di voti. Il mix tra metodo D’Hondt e i pochi seggi in palio per ogni circoscrizione fanno sì che la soglia effettiva sia superiore al 3%.
I dati si riferiscono al: 2019
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