In Crisi&Ripresa

E’ cresciuta dell’1,1% nel 2017 ma il fatturato delle imprese cresce meno della media

Il grafico sopra mostra alcuni indici economici riferiti allo stato di salute delle imprese nelle varie aree italiane; sono spesso indicativi più del Pil per capire a che punto è l’economia del Sud. Considerando per esempio che per il 2017 il Pil del Sud è stato visto in crescita allo stesso ritmo di quello nazionale, +1,1%, è utile approfondire per verificare se effettivamente il Mezzogiorno sta progredendo come il resto del Paese o meno. E le notizie non paiono buone.

L’economia del Sud

Il primo dato da prendere in considerazione riguarda il fatturato delle imprese: in tutta Italia è cresciuto, nel 2017, del 2,3%, mettendo a segno un risultato migliore dello 0,3% rispetto al 2016. La statistica è il risultato di un +2,6% nei servizi e un +2,1% nell’industria in senso stretto (ovvero senza l’edilizia). E tuttavia al Sud questi aumenti sono stati decisamente inferiori, un +0,5% nell’industria (era un -0,4% nel 2016) e un + 2,2% nei servizi (+1,9% l’anno precedente). Nel complesso, è vero, il miglioramento è stato dell’1,5%, migliore rispetto al +0,9% del 2016, ma allora il Mezzogiorno aveva fatto meglio della media nazionale, mentre nel 2017 ha fatto peggio. E’ invece al NordEst che il fatturato delle imprese cresce di più, +3,2%, alla pari nell’industria e nei servizi. Segue il Nordovest, +2,3%.

Le imprese in utile

Non solo, al Sud rimane minore la quota di imprese in utile, sono il 68,7% nel 2017, erano il 66,4% nel 2016, ma a livello nazionale sono il 74,9%. Come consolazione vi è che l’incremento nel Mezzogiorno è maggioreTuttavia anche qui “vince” il NordEst, con il 78,5% delle imprese in utile, leggermente meno però che nel 2016. In generale va meglio nell’industria, ma anche qui il gap tra Sud e il resto d’Italia si nota: 70,6% di aziende in utile contro il 77,1% nazionale.

I riflessi sull’occupazione al Sud

Tutto ciò non può non avere un impatto a livello occupazionale, e lo vediamo nelle tabelle qui sotto, che indicano il tasso di occupazione e quello di disoccupazione (quanti cercano lavoro sul numero di popolazione attiva).

Le differenze tra Nord e Sud sono ovvie, e sono più evidenti in particolare nel tasso di disoccupazione, con il 21,6% calabrese, il 21,5% siciliano e il 20,9% campano che contrastano con il 4,4% trentino o il 6,3% veneto.

Tuttavia sono le variazioni tra 2016 e 2017 a essere significative. Ci si aspetta in questi casi, quando c’è una ripresa, un miglioramento maggiore proprio dove i dati sono peggiori. In fondo è quello che è accaduto in Europa, per esempio in Spagna o Grecia per molte statistiche. Invece nel caso dell’economia del Sud tra 2016 e 2017 il tasso di disoccupazione è calato meno che nel resto del Paese, -0,2% (dal 19,6% al 19,4%), contro un -0,5% generale (dal’11,7% all’11,2%).

La responsabilità principale è della Campania e del Molise. Qui addirittura la disoccupazione è aumentata rispettivamente dello 0,5% e dello 0,8%. Isola felice la Calabria dove è invece diminuita dell’1,6% pur rimanendo il tasso globale il maggiore d’Italia. Tra le altre regioni disoccupazione in crescita solo in Umbria, mentre spicca l’ottimo -1% della Lombardia, dove si passa dal 7,4% al 6,4%.Naturalmente questi dati non tengono conto del fenomeno del lavoro nero, particolarmente presente nel Mezzogiorno, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

Il tasso di occupazione al Sud

Anche per il tasso d’occupazione al Sud va un po’ peggio con un progresso del 0,6% contro uno italiano dello 0,8%. Qui è in Sardegna (+0,2%), Basilicata (-0,8%) e Molise (-0,2%) che è andata peggio. Bene anche qui in Calabria con un progresso dell’1,2%, quasi come quello del Veneto, +1,3%, e maggiore di quello abruzzese e lombardo, +1,1%. C’è però un campo in cui l’economia del Sud si sta riscattando e potremmo quasi dire gode di un boom: il turismo.

Lo vediamo nella tabella di seguito. Il numero di viaggiatori è cresciuto nel 2017 del 7,5%, più del +6% nazionaleE’ un risultato trascinato dalla crescita dei visitatori per motivi di lavoro (dati non inseriti nella tabella per motivi di leggibilità), +11,2% contro un +0,2% nazionale e addirittura un -6,6% del Nordovest e per motivi di vacanza, +6,5% contro un+3,4% medio italiano e addirittura un -9,3% del Nordovest.


Il successo del Mezzogiorno è più evidente nella crescita del numero di pernottamenti e della spesa. Di fatto i turisti in più stanno anche più tempo di quelli che già venivano negli anni precedenti e spendono di più. 

Il turismo salva l’economia del Sud

Infatti il numero di pernottamenti al Sud nel 2017 è cresciuto del 11,3%, (+6,1% in Italia), con un risultato in particolare positivo per i motivi personali, la maggior parte dei quali riguarda le vacanze, che vedono una crescita del 17,6% delle notti trascorse al Mezzogiorno, molto più del doppio di quella riscontrabile in tutta Italia, del +6,6%. Anche qui si nota un calo nei pernottamenti per vacanza al Nordovest, -1,2%. Ecco tutti i dati.

Se si prende in considerazione il dato della spesa, spicca il +18,7% del Sud, contro un +7,7% nazionale. Ed è tutto merito di quanto i turisti hanno speso in vacanza, considerando che la spesa per motivi di lavoro invece nel Mezzogiorno è calata. Quella per la villeggiatura invece è aumentata addirittura del 20,7%, molto più del pur buono +8% nazionale, certamente trascinato dai numeri del Mezzogiorno.

Era una speranza di lungo periodo quella riguardante il decollo del turismo al Sud. Forse ci siamo, ma per colmare il gap economico e occupazionale con il Nord certamente non basta.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Banca d’Italia

Leggi anche: Quasi la metà delle case nel Mezzogiorno sono abusive

Residuo fiscale, la Sicilia “guadagna” 10 miliardi

Share with your friends










Inviare

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca