Uso di droga, la classifica del consumo dei giovani

Aumenta il numero di studenti che “si fanno” di stimolanti (+0,8%) e cocaina (+0,4%)

I dati sull’uso di droga tra i giovani italiani riservano sempre pessime notizie. Nel 2023, circa 960mila studenti tra i 15 e i 19 anni, pari al 39% della popolazione scolastica di questa fascia di età, hanno dichiarato di aver consumato almeno una sostanza stupefacente almeno una volta nella vita. Oltre 680mila ragazzi, ovvero il 28% degli studenti, hanno fatto uso di droga nell’ultimo anno. Il consumo è stato più diffuso tra gli studenti maschi, con il 30% che ha consumato sostanze psicoattive, rispetto al 25% delle studentesse.

La cannabis è stata la droga più utilizzata: circa 700.000 studenti (28%) hanno dichiarato di averne fatto uso almeno una volta nella vita, e 550.000 (22%) l’hanno consumata nell’ultimo anno. Un numero più ridotto, circa 70.000 studenti (2,8%), hanno dichiarato di usarla frequentemente, cioè 20 o più volte al mese.

Uso di droga tra i giovani, sale la cocaina

Nonostante la cannabis sia la droga più utilizzata tra gli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni, il suo consumo ha visto una lieve diminuzione rispetto al 2022. Tuttavia, questo calo non sembra essere un motivo di sollievo, poiché sono aumentati i consumi di altre droghe. La cocaina è passata dall’1,8% al 2,2%, gli stimolanti dal 2,1% al 2,9%, gli allucinogeni dall’1,6% al 2% e le Nuove Sostanze Psicoattive dal 5,8% al 6,4%. I dati del 2022 mostrano anche un ritorno ai livelli pre-pandemia per la spesa in sostanze stupefacenti, che ha raggiunto i 16,4 miliardi di euro, con il 40% di questa cifra attribuibile alla cannabis e il 32% alla cocaina.

A rendere possibile il primato di utilizzo della cannabis è il fattore “accessibilità”: questo tipo di sostanza stupefacente, la più utilizzata dagli studenti italiani, risulta anche essere quella che più facilmente può essere recuperata. Oltre un terzo degli studenti (35%) afferma di poterne entrare in possesso senza particolari difficoltà. L’accessibilità delle altre sostanze, invece, è decisamente inferiore: la cocaina è considerata facilmente reperibile dal 10% degli studenti, gli allucinogeni dal 7,4%, gli stimolanti dal 6,8% e gli oppiacei dal 4,3%.

I giovani segnalati per uso di droga tocca il record

Nel corso dell’ultimo anno, quasi 360mila studenti minorenni, pari al 23% degli studenti minorenni scolarizzati, hanno consumato almeno una sostanza illegale. Questo dato conferma il trend in crescita già osservato nel periodo post-pandemia.

Un altro dato che conferma questa tendenza è la percentuale di minorenni segnalati per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale (Art. 75 DPR n.309/1990), che nel 2023 è arrivata al 12% del totale delle persone segnalate, tornando ai livelli pre-pandemia e raggiungendo il valore più alto mai registrato. La maggior parte delle segnalazioni riguarda la cannabis e i suoi derivati (97%), a conferma della diffusione dei cannabinoidi tra i giovani.

uso di droga

Droga tra i giovani: la classifica delle più utilizzate?

Ma quali sono le sostanze stupefacenti più utilizzate dopo la cannabis? Nel 2023, le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) si confermano il secondo tipo di droga più utilizzato tra gli studenti italiani. Oltre 260.000 ragazzi (11%) hanno avuto a che fare almeno una volta con queste sostanze, e di questi, quasi 160.000 (6,4%) le hanno consumate nell’ultimo anno. Tra le NPS, i cannabinoidi sintetici sono i più diffusi, con il 6,9% degli studenti che li hanno utilizzati. Esempi di questi sono il K2 e lo Spice, sostanze chimiche create in laboratorio che cercano di imitare gli effetti psicoattivi del THC, il principale componente della cannabis. Seguono la ketamina, con un 2%, e gli oppioidi sintetici, che riguardano l’1,7% dei giovani.

Circa 150mila ragazzi, pari al 6% degli studenti, hanno sperimentato invece gli stimolanti almeno una volta, mentre 72mila (2,9%) ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Gli stimolanti sono quindi la terza droga più utilizzata tra i giovani. Di questi, più di 23.000 (0,9%) li hanno consumati frequentemente, ossia almeno 10 volte negli ultimi 30 giorni. Per quanto riguarda gli allucinogeni, circa 100.000 giovani (4,1%) li hanno provati almeno una volta, con 49.000 (2%) che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Tra questi, 13.000 (0,5%) li hanno utilizzati con regolarità, almeno 10 volte nell’ultimo mese.

Cocaina e oppiacei: i numeri tra gli studenti

Dopo un periodo di flessione, il consumo di cocaina ha registrato un’impennata dal 2021, raggiungendo nel 2023 numeri superiori a quelli pre-pandemia con circa 4.000 studenti (3,8%) hanno provato la cocaina almeno una volta nella vita. Sono invece quasi 54.000 (2,2%) gli studenti italiani che l’hanno consumata nell’ultimo anno, e 18.000 (0,7%) l’hanno usata almeno 10 volte nei 30 giorni precedenti. A farla da padrone sono i 17enni, con un consumo che rimane più diffuso tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Tra chi ha usato cocaina, circa la metà l’ha fatto per la prima volta tra i 15 e i 17 anni, mentre il 39% ha iniziato prima dei 15 anni.

Dopo un lungo calo, negli ultimi due anni si registra un aumento nei consumi di oppiacei (tra questi l’eroina): circa 62.000 ragazzi (2,5%) li hanno consumati almeno una volta nella vita, 30.000 (1,2%) nell’ultimo anno, e quasi 10.000 (0,4%) li hanno usati frequentemente, almeno 10 volte negli ultimi 30 giorni. Circa metà degli studenti che consumano oppiacei ha iniziato tra i 15 e i 17 anni, mentre il 38% ha provato per la prima volta a 14 anni o meno, un dato che cresce rispetto al 2022.

I poliutlizzatori: chi non si accontenta dell’uso di una droga

Nel 2023, oltre 180mila studenti (7,4%) hanno dichiarato di aver consumato più di una sostanza psicoattiva. Tra questi, 110.000 (4,5%) hanno specificato di averne utilizzate due. Le sostanze più comunemente utilizzate dai giovani che fanno uso di più droghe sono la cannabis (90%), le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) (75%), gli stimolanti (35%), gli inalanti e solventi (33%) e la cocaina (27%).

Tra questi “poliutilizzatori” di sostanze, si osservano comportamenti più rischiosi rispetto a chi consuma solo una sostanza. Ad esempio, i poliutilizzatori hanno probabilità doppie di avere problemi con le Forze dell’Ordine, come essere arrestati per furti, lesioni o danni a beni pubblici e privati. Inoltre, le percentuali di consumo eccessivo di alcol, come il binge drinking (bere grandi quantità di alcol in breve tempo), sono più alte tra loro rispetto a chi usa una sola sostanza.

 

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I dati si riferiscono al: 2023
Fonti: Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga
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