Cannabis legale, la Consulta boccia il referendum

Ma l’Italia è tra i Paesi che ne consuma di più, ci supera solo la Francia

La Corte Costituzionale ha bocciato la proposta di referendum sulla cannabis legale, ma quanta se ne consuma in Italia? Il nostro Paese è secondo solo alla Francia in Europa nelle stime sul consumo di marijuana nella fascia di età 15-34 anni.

Cosa prevedeva la proposta sulla cannabis legale

Se la Corte Costituzionale avesse fatto passare il referendum e se questo fosse stato votato dalla maggioranza degli italiani, la depenalizzazione della cannabis sarebbe stata comunque parziale perché a essere consentita sarebbe stata solo la detenzione di 4 piante femmine in casa. E di conseguenza il consumo della loro produzione. Sarebbe rimasta illegale naturalmente la vendita, su cui vi è un giro di vite molto legato ad attività criminali italiane e straniere. In vista di una probabile circolazione sul mercato di maggiori quantità di cannabis legale, si cerca quindi di disincentivare il commercio elevando da 6 a 10 anni le pene per i reati di spaccio, traffico e detenzione (eccezion fatta per l’uso personale). C’è anche una riduzione delle fattispecie in cui si può parlare di lieve entità, che per esempio non potrà, per questo Ddl, essere invocata in caso di vendita ai minori o vicino alle scuole.

La marijuana è già (parzialmente) legale in Italia

Nelle intenzioni dei promotori del referendum bocciato, una ulteriore legalizzazione delle droghe leggere avrebbe allontanato i consumatori dalle piazze dello spaccio, consentendo loro di assumere marijuana legale più controllata evitando di alimentare l’illegalità. Del resto secondo i numeri del Ministero della Giustizia i reati legati agli stupefacenti sono tra quelli che portano in carcere più detenuti, come mostra il grafico sopra.

Quante persone sono in carcere per droga

Nel 2020 il 35,1% di essi, 18.757 persone in tutto, era in prigione per questo motivo. E’ una percentuale che non è cambiata molto negli ultimi 7 anni, mentre nel 2010 e 2011 come si vede nella nostra infografica superava il 40%. Naturalmente solo una parte di questi detenuti ha subìto (o come spesso accade: attende) condanne per fatti legati alla marijuana, ma quello che è certo è che il suo consumo in Italia non è marginale.

Quanta cannabis consumano gli italiani

Ma quanta cannabis consumano gli italiani? Il nostro è uno dei Paesi in cui si assume più cannabis in Europa secondo le stime della Relazione europea sulla droga. Un italiano tra i 15 e i 34 anni su cinque (il 20,9%) ha consumato cannabis nei 12 mesi precedenti l’intervista. Solo la Francia in Europa ha una percentuale più alta con il 21,9%. Per fare un paragone, i Paesi Bassi (realtà in cui la cannabis è legalizzata) il consumo non va oltre il 17%. Se, invece, allarghiamo la forbice dell’età ai 15-64 anni l’Italia (32,7%) viene superata dalla Spagna (32,5%) e dalla Francia (44,8%), che anche in questo caso è prima in classifica.

Coltivare marijuana in casa è legale in Italia

Queste statistiche che riguardano la cannabis in generale, ma la novità maggiore negli ultimi anni è l’emergere della coltivazione e della commercializzazione della cannabis legale. Con la legge 242 del 2016, entrata in vigore del 2017, è stata consentita la coltivazione di Cannabis Sativa L, con Thc inferiore allo 0,2% anche per usi diversi da quelli farmaceutici. Quindi per alimenti e cosmetici, semilavorati dedicati alle industrie e alle attività artigianali di numerosi settori, per attività didattiche, dimostrative e di ricerca, per la realizzazione di materiale dedicato ai lavori di bioingegneria e bioedilizia o destinato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati e al florovivaismo.

cannabis legale

Dove la marijuana è legale in Europa

La possibilità di poter coltivare cannabis di questo tipo non è una vera e propria depenalizzazione della cannabis, anche perché le piante devono provenire da semenze certificate, ma ha dato comunque vita a un piccolo boom del settore. Si sono moltiplicati oltre ai produttori anche i siti, i blog e le pubblicazioni che aiutano imprenditori improvvisati a capire come coltivare cannabis in casa, dove comprare i semi di cannabis, come crescere una pianta.

Il boom del mercato della cannabis legale

Complessivamente è stato calcolato che tutto il mercato valga, nel 2020, 200 milioni di euro, in netta crescita rispetto al 2018, quando il fatturato complessivo era arrivato a 150 milioni, in enorme aumento rispetto ai 40 milioni di euro del 2017. Dal lato degli ettari coltivati già nel 2018 si parlava di una superficie 10 volte più ampia di quella del 2013, quando sostanzialmente era consentita solo la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico per alcune patologie.

La cannabis legale per uso terapeutico

Si tratta anche in questo caso di un mercato in veloce crescita. Secondo il Ministero della Salute sono stati 29mila i pazienti trattati in questo modo, e le vendite di cannabis terapeutica erano arrivate a 861 kg l’anno precedente, il 2019. In netto aumento rispetto ai 578 del 2018 e ai 381 del 2017. Se consideriamo che nel 2014 i kilogrammi acquistati erano stati meno di 59, parliamo di una decuplicazione in pochi anni.

Che cosa cura la cannabis terapeutica?

L’utilizzo delle droghe leggere in ambito medico è consentito entro confini ben delimitati. Ovvero per curare i sintomi e a volte anche il decorso di alcune malattie, come Sla, sindrome di Tourette, il glaucoma, Hiv. Serve anche a combattere il vomito o l’inappetenza da chemioterapia e il dolore oncologico e quello cronico in generale.

Del resto gli effetti della cannabis, o meglio del suo principio attivo, il Thc, sono noti da tempo. Stimola la produzione di dopamina e altera, seppur temporaneamente, la sensibilità al dolore, le capacità motorie e cognitive, la frequenza cardiaca, l’appetito, la risposta sensoriale, e persino la percezione del tempo e dello spazio o la capacità decisionale di alto livello. Anche per questo la cannabis terapeutica può essere prescritta dal medico per molti altri scopi oltre a quelli elencati sopra, come la cura o l’attenuazione dei sintomi dell’Alzheimer, dell’epilessia, della fibromialgia, o banalmente per curare la cefalea, la depressione, l’insonnia notturna.

E’ possibile coltivare cannabis legale in casa?

L’obiettivo finale dell’attività di chi si batte da decenni per la legalizzazione delle droghe leggere è però la depenalizzazione completa della cannabis in Italia. Come avvenuto in alcuni Stati Usa, dal Colorado alla California, in cui in questi anni si è arrivati a tale risultato tramite referendum. In questo senso una tappa fondamentale è stato il pronunciamento della Cassazione del 16 aprile 2020, in cui si è stabilito che non è punibile chi coltiva in casa per uso personale, ovvero quando il numero di piantine sia esiguo (ma non vi è una specificazione precisa) e i mezzi usati siano “rudimentali”, tanto da far ritenere molto improbabile la coltivazione a fini di spaccio.

Questa sentenza naturalmente si è prestata a molte interpretazioni, non essendoci limiti precisi al numero di piante o una definizione di cosa si intende per metodi rudimentali. È anche per questo che vi è stata la presentazione di questo Ddl il cui testo base è stato approvato solo in Commissione Giustizia.

Che cosa succede dopo la bocciatura del referendum

La legislatura è entrata nella sua parte finale, e rimane solo un anno e mezzo per arrivare in entrambe le camere all’approvazione di un testo completo. Che come sempre accade potrà essere modificato dagli emendamenti delle forze politiche, sia quelle favorevoli che quelle contrarie alla proposta. L’esperienza di altre riforme e in particolare di quei progetti di legge ad alto impatto mediatico ed ideologico dice che appare improbabile una sua approvazione in tempi brevi. Ma staremo a vedere se si riuscirà ad arrivarne a uno prima della fine della legislatura.

 

I dati si riferiscono al 2010-2021

Fonte: Istat e Ministero della Giustizia

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