In un anno Palazzo Chigi aumenta le spese dell’84,8%

Più 343 milioni nel 2017. Il Quirinale spende 224 milioni ma il costo del Parlamento è stabile

Quello che vediamo qui sopra è il prospetto delle spese dello Stato (a pagare è il ministero dell’Economia) per gli organi costituzionali nel 2016 e nel 2017. 

Ecco il costo del Parlamento

Tra le 4mila voci nelle quali è suddiviso il bilancio dello Stato così come redatto dalla Ragioneria dello Stato, queste sono probabilmente tra i più interessanti. Guardandole con attenzione si scopre che tra il 2016 e il 2017 l’esborso per gli organi costituzionali è calato del 7,54% ed è passato da da 2.771.013.558 a 2.562.189.546 euro.

Chiaramente non si tratta di un calo lineare. Innanzitutto occorre precisare che la Ragioneria dello Stato, nel dividere i pagamenti per missioni, categorie, spese correnti e in conto capitale, da un anno all’altro cambia anche le voci e questo rende difficile capire con esattezza quelle che sono calate e quelle che sono salite. Ma analizzando quelle presenti in entrambi gli anni una cosa salta subito all’occhi: il costo del Parlamento è stabile così come quello della presidenza della RepubblicaNel primo caso c’è un aumento di solo 200mila euro, lo 0,02% rispetto al 2016, e le uscite restano a quota 1 miliardo e 456 milioni. Nel secondo c’è stabilità assoluta, con un esborso di 224 milioni.

In questo caso si tratta di una precisa intenzione del Quirinale che, come affermato sul proprio sito, ha deciso nel 2015 di diminuire di 4 milioni di euro i costi e di non aumentarli più. Tra il 2009 e il 2010 vi era stato già un più sostanziale taglio oltre 13 milioni mentre ora si è ritornati a quanto si era speso nel 2007. Sostanziale stabilità anche della spesa per il Cnel che ammontava, a fine 2017, a 7.074.610, in calo del 0,69% sull’anno precedente.

C’è invece un aumento del 4,74% dei pagamenti a favore della Corte Costituzionale, che crescono di 2,5 milioni e arrivano a 55 milioni e 200mila euroLe voci più interessanti sono però quelle riguardanti la Presidenza del Consiglio: rivelano che c’è stato un balzo impressionante e apparentemente inspiegabile di ben l’84,84%: si è passati da 404.609.016 a 747.878.684.

Non si tratta di uno spostamento di voci da una missione ad un’altra del ministero dell’Economia, come in altri casi, perché se considerassimo le spese sostenute per Palazzo Chigi anche sotto la voce politiche sociali o giovani e sport (alla presidenza del Consiglio fanno capo anche alcune competenze non incluse in altri ministeri) ci sarebbe un aumento anche maggiore, di 634 milioni. Invece la crescita di 343 milioni qui illustrati sono proprio un aumento delle spese per il funzionamento di Palazzo Chigi.

Palazzo Chigi spendaccione

A produrre un calo complessivo dei pagamenti per gli organi costituzionali invece concorre la scomparsa di alcune voci: quelle relative agli esborsi per il Csm, per la Corte dei Conti, per Tar e Consiglio di Stato, per gli enti di previdenza e assistenza. Qui vi è stato però uno spostamento delle voci, quella relativa a Tar e Consiglio di Stato ora risulta sotto la missione giustizia, sempre a carico del ministero dell’economia, e appare in calo di 82 milioni, ovvero del 28,13% Alla missione giustizia anche l’esborso, minore, per il Csm, che cresce solo di 18mila euro, lo 0,05%.

Per la Corte dei Conti invece lo spostamento è stato alla missione politiche economico-finanziarie, e qui c’è invece una crescita di 57 milioni, +28%.

La spesa sale del 10,78%

Insomma, alla fine, se vogliamo considerare in modo omogeneo i vari capitoli e quindi aggiungere questi pagamenti spostati ma non eliminati, la spesa complessiva è cresciuta del 10,78%, superando i 3 miliardi: 3.069.859.504 per la precisione nonostante che il costo del Parlamento, una delle voci più importanti, sia rimasto stabile. Lo vediamo qui sotto, in una versione del prospetto precedente arricchita con le spese che erano state spostate.

Cosa succede nel 2018

Per quanto riguarda quest’anno, sono disponibili solo i dati dei pagamenti effettuati tra gennaio ed aprile, i primi 4 mesi quindi.

Pur riferendosi a un terzo dell’anno, le spese non sono un terzo del totale (non si può moltiplicare per 3 questi dati per avere la previsione di spesa per l’interno 2018) perché non vi sono esborsi regolari mensili, molti sono fatti in modo biannuale (come nel caso del Quirinale), o in gran parte a inizio anno. Non si può capire da questi dati quale sarà l’esborso a fine anno ma possiamo fare un confronto tra le spese dei primi 4 mesi del 2018 con quelle dei primi 4 mesi del 2017. Eccolo nel grafico qui sotto.

Vi è un calo effettivo delle spese. Le voci tra 2017 e 2018 non sono cambiate, è possibile un confronto più omogeneo, che dà luogo a un calo del 8,73%. Si passa da 1.130.435.790 a 1.031.708.969. La principale responsabilità è della diminuzione proprio dei trasferimenti alla Presidenza del Consiglio, che calano del 33,26%, scendendo di quasi 87 milioni.

Se il costo del Parlamento è rimasto stabile, si è invece dimezzato l’appannaggio per la Corte Costituzionale, ma non sappiamo se si tratta di un timing diverso nei pagamenti tra i due anni e i finanziamenti saranno recuperati entro dicembre. In grande crescita invece le spese per il Cnel: +98,19%, ma si tratta di cifre relativamente, piccole, circa 3,5 milioni, e poco incidono sul calo complessivo di quasi 100 milioni tra i primi 4 mesi di quest’anno e lo stesso periodo dell’anno scorso.

I dati si riferiscono al: 2016-2018

Fonte: Ragioneria Generale dello Stato

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