Via le accise, la benzina costerà 25 centesimi in meno

Il taglio del prezzo dei carburanti durerà solo fino ad aprile e poi…

Lo sconto sulla benzina, operativo dal 22 marzo 2022, porterà il carburante a costare 25 centesimi in meno al litro. Questo vuol dire che il prezzo medio del “servito” della benzina sarà di 2 euro, mentre il prezzo medio del diesel scenderà a 1,90 euro. La misura, introdotta con il dl Energia, però è solo un palliativo: questo vuol dire che servirà solo a spostare più avanti le conseguenze dei rincari di diesel e benzina. Lo sconto sul prezzo dei carburanti infatti durerà solo fino al 30 aprile. E dopo? Le accise torneranno alla “normalità”. Questo sistema si chiama accisa mobile, qui sotto spieghiamo come funziona. Nel grafico sopra invece l’andamento storico del prezzo dei carburanti (benzina, gpl e diesel) dal 2005 al 2022.

Che cos’è l’accisa mobile e perché è collegata all’Iva

Cosa sono le accise mobili sui carburanti? Prima di tutto bisogna dire che l’accisa sui carburanti dal 1995 è un’imposta fissa e strutturale che garantisce allo Stato un’entrata fissa. Non è quindi legata a eventi o circostanze e non può essere soggetta a balzelli. Questo fino a ieri, ora il ministro Cingolani ha proposto l’introduzione di un’accisa mobile: semplicemente il valore dell’accisa sarà adeguato al ribasso per compensare il rialzo del costo di un barile di benzina. E lo Stato ci perde? No, lo Stato non rinuncerà a incassare tutte le tasse sulla benzina e quindi può permettersi di abbassare le accise, questo “grazie” all’aumento dei prezzi al consumo che hanno fatto aumentare la base imponibile dell’Iva. Quindi lo Stato incassa di più grazie all’Iva e può permettersi di abbassare il prelievo fiscale dell’accisa sul carburante senza un calo annuale delle entrate.

Caro benzina, per l’autotrasporto il rincaro è stimato in 21 miliardi

Nonostante il taglio dei prezzi sul carburante il malumore non è cessato e le critiche arrivano da tutte le parti sociali coinvolte. I consumatori criticano “le braccine corte” del Governo il quale, con il taglio provvisorio del costo della benzina, non colma il divario con gli aumenti già subiti e pagati di tasca propria dagli automobilisti che a maggio 2022 vedranno di nuovo salire i prezzi di benzina e diesel.

Benzina taglio del prezzo, tutte le critiche al dl Energia

Mentre Assopetroli e Assoenergia spiegano che con il taglio delle accise sulla benzina subiranno un danno enorme, perché? Perché dovranno vendere la benzina a un prezzo più basso di quello a cui l’hanno comprata. Le critiche al taglio provvisorio dei carburanti arrivano anche da Fai-Conftrasporto che avvertono come la misura sia solo un cerotto su una ferita da 21 miliardi di euro. Secondo le stime di Confcommercio infatti il caro carburanti determinerà 21 miliardi di extra costi per il solo autotrasporto con un rischio di rincari per il terziario di oltre il 160% a fronte di un intervento del Governo che vale nel complesso 4,4 miliardi.

Perché la guerra in Ucraina fa aumentare il costo della benzina

Il costo della benzina sta salendo così tanto sull’onda della crescente percezione che il petrolio russo non possa essere più comprato. Sebbene il petrolio non sia tecnicamente sanzionato dall’Occidente, i commercianti sono comprensibilmente nervosi all’idea di prendere in consegna il greggio russo. Le forniture di greggio e prodotti raffinati dalla Russia sono quindi praticamente bloccate. Attualmente infatti è quasi impossibile ottenere un’assicurazione per i barili di greggio in partenza dalla Russia o trovare banche disposte a finanziare queste operazioni. E, dato che i volumi della fornitura di petrolio russo sono molto difficili da sostituire, la domanda sta facendo salire i prezzi.

prezzo benzina

Crisi dei carburanti, l’Italia fornirà all’Ucraina il suo gasolio

L’Italia intanto non sta a guardare e aderisce all’intervento promosso dall’Agenzia internazionale dell’Energia (Iea) per coordinare il primo rilascio delle scorte di petrolio dei Paesi dell’Unione: al momento l‘unico modo per ridurre i prezzi della benzina e cercare di fermare il panico del mercato e quello degli automobilisti. Anche in Italia infatti, come nel resto d’Europa, gli automobilisti nei giorni scorsi hanno assaltato i distributori di benzina.

Scorte di benzina, cosa prevede il piano d’emergenza gasolio

L’intervento prevede di sdoganare una parte delle scorte di greggio europee: la prima tranche è stata stabilita in 60 milioni di barili pari al 4% delle riserve totali detenute.Una parte di queste riserve sarà messa a disposizione dell’Ucraina per aiutarla a limitare i danni della pesante crisi energetica che il Paese invaso sta iniziando ad affrontare. L’apporto volontario dell’Italia a questo intervento sarà di 277mila tonnellate di greggio che comprendono anche un 25% in più di fornitura in più che serve a coprire la quota dei paesi che non hanno aderito. Dai nostri depositi partiranno 2,04 milioni di barili: 68,7 barili al giorno per 30 giorni.

L’andamento del costo della benzina nel tempo

Nessuno pensava di poter rimpiangere la crisi pandemica. Una crisi che, se non altro, aveva almeno la caratteristica di unire i Paesi. Pensate che verso la fine del primo lockdown, quello più duro, ovvero nel maggio del 2020, il costo della benzina era sceso addirittura a 1,36 euro al litro.

I dati si riferiscono al: marzo 2022

Fonte: Mise 

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