
Delaware e Minnesota versano molte più tasse di quanto ricevono. Il New Mexico il contrario
Il problema del “residuo fiscale” esiste in tutto il mondo. Ci sono Regioni (o Stati, nel caso degli Usa) che versano al bilancio pubblico più di quanto incassano dall’amministrazione centrale e altre che incassano più (a volte, molto di più) di quanto versano in termini di tasse.
La “redistribuzione” americana
Vale anche per gli Stati Uniti. Nel grafico sopra sono indicati tutti gli Stati americani con indicata la loro condizione di contributori netti o meno al bilancio pubblico. Quelli che versano al bilancio federale più di quanto incassano sono indicati con le colonne rosa a sinistra, quelli che versano meno di quanto incassano sono indicati con le colonne verdi a destra.
I dati sono rapportati al Pil di ogni Stato. Quelli relativamente benestanti come il Minnesota, il New Jersey, l’Illinois e New York versano allo Stato centrale più di quanto ricevono mentre gli Stati più poveri come Alabama, Mississippi e West Virginia, incassano di più di quanto versano.
Residuo fiscale, Washington è una città “mantenuta”
Questi sono, in altre parole, i dati del “residuo fiscale” in America, ma c’è un particolare che rende tutto molto interessante e, cioè, il fatto che il distretto di Columbia, che territorialmente corrisponde alla capitale federale, Washington, è quello dove la differenza tra quello che si incassa e quello che si versa è maggiore. Nel senso che il distretto di Columbia incassa molto di più. Il 35% del Pil della sede del governo centrale americano è costituito dai contributi degli altri Stati. Al secondo posto c’è il New Mexico, a causa soprattutto delle basi militari che ospita mentre il Delaware è il maggior contributore netto al budget federale per la storica presenza di grandi corporations sul suo territorio.
I dati del residuo fiscale tra gli Stati americani
Il progetto fiscale del presidente Donald Trump prende di mira anche questo tipo di tasse, quelle federali, grazie alle quali Washington vive sulle spalle del resto del Paese. Complessivamente la Casa Bianca intende abbassare la tassazione sulle imprese da un 35% medio al 15%. Questo farebbe perdere, secondo esperti fiscali americani, trilioni di dollari alle casse soprattutto federali.
La differenza tra tasse federali americane e quelle locali
Le coperture sarebbero garantite dal taglio di alcune agevolazioni fiscali molto popolari in America tra le quali quella che permette ai cittadini di pagare separatamente le tasse locali (imposte da alcuni comuni come quello di New York), e quelle federali. L’abolizione di questa agevolazione, secondo Trump, da sola sarebbe in grado di far recuperare l’intero mancato incasso derivante dalla riduzione delle tasse sulle imprese. In questo modo i cittadini andrebbero a pagare di più? Sì, certo, anche se all’interno del progetto di Trump c’è qualcosa anche per loro: è prevista la riduzione degli scaglioni fiscali dagli attuali 7 a 3 con l’aliquota massima fissata al 35%.
La riforma fiscale americana e il residuo fiscale
La riforma avrà una vita difficilissima quando sarà portata all’esame del Congresso. Non solo la maggioranza dei democratici è contraria, ma lo sono anche una fetta di Repubblicani, terrorizzati che il meccanismo non funzioni e che il deficit di bilancio possa esplodere più di quanto non sia esploso con Barack Obama presidente.
I dati si riferiscono al: 2010
Fonte: Census.org
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