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Gli italiani sono in 19. Il pontefice ha creato ne ha creati 95 nuovi dal 2014

Il concistoro varato da Papa Francesco è il primo parzialmente in remoto: alcuni dei cardinali creati non hanno potuto raggiungere Roma per le restrizioni legate alla pandemia. Sabato 28 novembre Papa Francesco creerà 13 nuovi cardinali, di cui nove elettori. È stata un po’ la cifra di questo pontificato la sempre maggiore diversificazione, in verità aumentata già sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma accelerata con Francesco. Prima della sua elezione più di metà dei cardinali elettori, ovvero quelli con meno di 80 anni che possono votare in Conclave ed essere eletti Papa, erano europei, sette anni dopo sono scesi al 42%.

In compenso è cresciuta la proporzione di cardinali provenienti dall’Asia e dal Pacifico, ora il 15%, dall’Africa Subsahariana, il 13%, e dall’America Latina, il 19%. Questo è avvenuto tramite sette concistori, uno all’anno, in cui Papa Francesco ha creato 95 nuovi cardinali, di cui 73 elettori. Ora tra questi ultimi quelli nominati dall’attuale Papa sono la grande maggioranza, 73, appunto, su 128. Un collegio cardinalizio quindi plasmato dal pontefice argentino che ha voluto accrescere fin da subbito il peso di chi provenisse dai Paesi in via di sviluppo.

Già dal primo concistoro del 2014, quando furono europei e americani solo 6 dei 14 cardinali creati allora che oggi hanno ancora meno di 80 anni. Nel 2015 4 su 12, nel 2013 6 su 13, nel 2017 2 su 5. Nel 2018 per la prima volta i nuovi cardinali europei furono la metà, 5 su 10, esattamente come nel 2019, mentre nell’ultimo per la prima volta sono la maggioranza, 5 su 9, quelli provenienti dal mondo più ricco, come a voler riequilibrare un trend precedente molto deciso.

Diciannove cardinali elettori sono italiani

Nonostante ben 3 nuovi cardinali elettori su 9 siano italiani nell’ultimo concistoro questo non ferma la perdita di peso della Chiesa del nostro Paese in Vaticano. Oggi solo 19 cardinali elettori vengono dall’Italia, e tra essi non vi sono l’arcivescovo di Milano o il Patriarca di Venezia. Un tempo questi erano quasi sempre elevati alla porpora cardinalizia, a testimonianza del ridimensionamento italiano a favore delle comunità cattoliche di altri Paesi anche piccoli di Asia, Africa, Oceania.

Hanno ottenuto infatti un cardinale negli ultimi anni la Repubblica Centrafricana, le Mauritius, il Burkina Faso, il Brunei, il Laos, Tonga.

L’idea è probabilmente quella di rappresentare meglio la cattolicità, sempre più varia, guidata da una Chiesa ormai globalizzata, e che cresce a livello di fedeli e di sacerdoti solo in America Latina, Asia, Africa. Basti pensare che il 39% dei cattolici vive in Centro e Sudamerica, il 12% in Asia e Oceania, il 16% nell’Africa Subsahariana.

Guardando queste cifre emerge come l’Europa e l’Italia risultino ancora sovra-rappresentati in realtà, e Africa e America Latina sotto-rappresentate. Dovremmo aspettarci quindi un’ulteriore aggiustamento delle proporzioni nei prossimi anni, magari promosso da un altro Papa proveniente dal Sud del Mondo.

I dati si riferiscono al 2014-2020

Fonte: Vatican.va

Leggi anche: Udienze papali, un milione e mezzo di pellegrini per Francesco

 

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