Fondi libici bloccati all’estero: ecco quanti sono

Gli Stati Uniti tengono congelati 23,8 miliardi di dollari, l’Italia 5,7. Ecco la classifica

La situazione in Libia rischia di assumere i profili di una vera emergenza umanitaria. Mentre il generale Haftar, comandante della Cirenaica (la parte est del Paese) stringe d’assedio Tripoli, governata da al-Sarraj, il mondo si sta mobilitando per cercare di evitare l’irreparabile: una guerra civile come quella che la Libia ha già visto e della quale porta ancora i segni.

Ecco chi comanda in Libia

Ma in questo stato di totale caos, nessuno si ricorda di un fatto straordinariamente importante e, cioè, che la Libia deve fare a meno di una quantità enorme di liquidità, quella che della Libia con Gheddafi aveva trasferito all’estero durante la sua dittatura, ma anche gli asset che i fondi sovrani libici avevano acquistato, in modo del tutto legittimo, utilizzando i fondi provenienti dal commercio del petrolio del Paese. Dopo le sanzioni delle Nazioni Unite, nel 2011, tutti questi asset sono stati bloccati. E lo sono ancora.

A quanto ammontano questi fondi? La risposta è nel grafico sopra. Il Paese che ne ha congelati di più sono gli Stati Uniti che hanno bloccato qualcosa come 23,8 miliardi di dollari. Al secondo posto c’è la Gran Bretagna, uno degli snodi finanziari più importanti del mondo, evidentemente sede di beni e liquidità appartenenti ufficialmente allo Stato libico ma di fatto inutilizzabili: 13,6 miliardi di dollari. Dopo la Gran Bretagna c’è la Francia con 7,7 miliardi di euro. Poi la Germania con 7 miliardi e, in quinta posizione, l’Italia con 5,7 miliardi di asset congelati.

Cosa succede in Libia

Il punto è che liquidità e asset sono stati congelati dai vari Paesi in seguito alle sanzioni decise nel 2011 dall’Onu e, visto quello che succede in Libia, sarà molto difficile che vengano revocate. Forse non lo saranno mai. Anche perché a oggi non si capisce chi comanda in Libia né se si riuscirà ad ottenere una vera pace nel Paese. Senza questa pacificazione la Libia dovrà continuare a fare a meno di ciò che è suo, legittimamente, ma che non può toccare. E dire che, prima dello scoppio del conflitto, la Libia era considerato il Paese con le maggiori prospettive di sviluppo del mondo.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Stern

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