In Crisi&Ripresa
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Il Pil aumenterà del 12,3%, in Etiopia del 7,5%. Italia sestultima. Come lo Zimbabwe

Come andrà l’anno prossimo? Cioè, quale sarà l’andamento del Pil 2019? Il grafico qui sopra mostra i Paesi e le aree del mondo e la loro crescita economica prevista per il 2019 secondo le previsioni delle Nazioni Unite. Passando con il cursore sopra le palline, si visualizza la crescita prevista.

Sarà l’anno dell’Oceano Indiano

Come si vede in testa c’è la Libia, sarà il Paese che nel 2019 aumenterà di più il Pil rispetto a tutto il resto del mondo. L’andamento del Pil 2019 sarà addirittura del più 12,3%. Si tratta della prosecuzione del rimbalzo cominciato nel 2017 con uno spettacolare +45,9%, dopo anni di guerra civile.

Se però lasciamo da parte casi particolari come questi e guardiamo ai Paesi che una guerra non l’hanno vissuta, è l’Etiopia che vivrà la maggiore crescita l’anno prossimo, del  7,5%, seguita dal Myanmar (Birmania), con il 7,4%, a pari merito con l’India. Seguono poi con un +7,3% il Bhutan, con un +7,2% il Laos e il Bangladesh e con un  progresso del 7% Ruanda e Cambogia. Insomma, è il momento dell’Asia meridionale e dell’Africa orientale. Il baricentro dello sviluppo sembra essersi spostato intorno all’Oceano Indiano.

L’andamento del Pil 2019

Come mai sarà l’anno dell’Oceano Indiano? Da un lato vi sono Paesi ad alta crescita demografica e con redditi ancora così bassi da permettere una crescita favolosa, dato che possono offrire prezzi ancora molto bassi, e costo del lavoro ridottissimo. Dall’altro sono stati fatti negli anni recenti investimenti importanti, sia da parte di multinazionali mondiali, che per esempio hanno spostato produzioni dalla Cina in questi Paesi, sia da parte della Cina stessa, attivissima in Etiopia e in tutta l’Africa Orientale. Non a caso vediamo anche il +6,9% della Tanzania e delle Filippine, il +6,7% di Gibuti, il +6,4% del Vietnam.

La Cina rallenta (si fa per dire)

La Cina viene solo dopo con un +6,3%. Sono lontani i tempi del +10,6% del 2010, ma la crescita rimane sostenuta. Al di fuori dell’area intorno all’Oceano Indiano è da registrare per il 2019 il +6,8% previsto per la Costa d’Avorio, dove le recenti scoperte di giacimenti petroliferi hanno comunque un ruolo, il +6,4% del Senegal e della Sierra Leone, il +6,3% del Burkina Faso. Insomma, anche alcuni Paesi del resto dell’Africa, finalmente liberi da epidemie o guerre civili, stanno dicendo la loro. E questo anche grazie a una crescita del tasso di democrazia nel continente: in questo articolo Truenumbers ha elencato i Paesi africani proprio in base a “quanta” democrazia c’è in ognuno di essi. In generale con crescite al di sopra del 5% troveremo nel 2019 Paesi africani o Sud asiatici, come l’Indonesia, quarto Paese al mondo per popolazione, il Ghana, L’Uganda, il Kenya, il Pakistan, la Malesia.

In Europa “the winner is…”

Il primo Paese europeo con il miglior andamento del Pil 2019 è la Romania che crescerà di un ragguardevole +4,5%. Un dato ancora più importante perché la popolazione è data in calo e quindi il Pil procapite (ovvero, in un certo senso, la ricchezza individuale) aumenterà in modo maggiore. Al contrario, in molti Paesi afro-asiatici le bocche da sfamare spesso aumentano in misura uguale al Pil, generando una crescita pro-capite di fatto nulla. Se le fette aumentano del 5%, insomma, ma anche i commensali sono il 5% in più, ognuno ne ha come prima, non di più. Dopo la Romania, nella Ue, l’andamento del Pil 2019 migliore è quello della Bulgaria e poi della Slovacchia, con +3,8% e 3,9%.

Mentre, tornando negli altri Continenti, troviamo, con crescite tra il 4% e il 5%, Paesi come l’Egitto, con un +4,2%, e il Marocco, +4%. Al di sotto del 4% di crescita compaiono i Paesi della parte più sviluppata del mondo, se così vogliamo considerare anche l’Est Europa, visto che vi sono Ucraina, Polonia, Albania, con un +3,6% e +3,7%.

A che punto è l’Italia

E l’Italia? E’ in fondo. Considerando la previsione di crescita “ufficiale” dell’1% (che secondo Banca d’Italia e Fni è esagerata: al massimo si crescerà dello 0,6% nel 2019) l’Italia non è ultima solo perché vi saranno 5 Paesi che, per varie ragioni, faranno peggio di noi. A parimerito con l’Italia sono Giappone (sempre +1%) e Zimbabwe, che è appena uscito da turbolenze politiche importanti. Gli unici Paesi al mondo che faranno peggio dell’Italia sono: Siria e Yemen, Paesi in perenne conflitto armato che dovrebbero tornare a crescere di uno zero virgola dopo anni di crolli; il Congo; il Venezuela con la sua crisi infinita e, infine, la Guinea Equatoriale, che soffre le oscillazioni del prezzo del petrolio.

La crescita delle aree del mondo

E’ forse anche utile osservare la crescita per le principali aree del mondo. In questo caso le Aree sono poste in base all’andamento del Pil 2019, pallino blu. Il pallino rosso indica la crescita del Pil nel 2018.

Davanti a tutti c’è l’Asia del Sud, che metterà a segno un importante +7%, in accelerazione rispetto agli anni precedenti, a traino ovviamente dell’India. Viene superata l’altra area emergente, l’Est Africa. In media Etiopia, Kenya, Tanzania, ecc, cresceranno del 6,2%, anche in questo caso faranno meglio dei 3 anni precedenti, ma in passato nella stessa area si erano visti tassi di crescita anche superiori al 7%. C’è poi, con un +5,6%, l’Est Asia, al seguito del gigante cinese, ma si tratta del dato peggiore degli ultimi 10 anni, segno del rallentamento di molti Paesi dell’area come la Cina, ma non solo, che stanno diventando economie mature da ogni punto di vista.

Nel complesso i due Paesi più popolosi del mondo assieme all’Africa e al Sudamerica trascineranno i Paesi in via di sviluppo a crescere del 4,7%, meglio di quanto sia mai accaduto dal 2013 e notevolmente di più di quanto faranno le economie sviluppate, che metteranno a segno solo un +1,9%, esattamente come alcune delle sue componenti più importanti, i Paesi europei, che sia che siano parte della Ue o meno. Il Nordamerica, con una crescita leggermente superiore, +2,1%, non sposta la media di Paesi più ricchi.

Al di sotto della media della parte più povera del mondo invece vi è la crescita di alcuni Paesi che pure ne fanno parte. Bene il Nordafrica con un +4,1%, in rallentamento sul 2018, ma in accelerazione su gran parte degli anni precedenti, quando le crisi libica ed egiziana avevano bloccato la crescita.

Il problema dell’Africa

Per quanto riguarda l’andamento Pil 2019 nell’Africa dell’Ovest, questa metterà a segno un +3,4%, deludente considerando che l’aumento della popolazione sarà all’incirca allo stesso livello. A causare questa performance il +2,4% del gigante nigeriano. Ma è dal 2014 che i tassi di crescita dell’area sono calati.  Peggio ancora l’Africa Centrale e quella Meridionale, con un +2,5% che tuttavia rappresenterebbero i dati migliori dal 2014.

I Paesi arabi cresceranno del 3%, tasso migliore dal 2012 e a metà strada tra le zone  che contengono molti dei Paesi di questa area culturale, più che geografica, il Nordafrica, appunto, e l’Asia Occidentale, con un +2,7%.

Stabile rispetto agli anni scorsi l’America Centrale e il Messico, che crescerà del 2,6%, mentre è previsto in ripresa con un +2,4% il Sudamerica, che ha vissuto due anni di recessione, il 2015 e 2016, principalmente a causa del Brasile. Più 2,4% anche per la Confederazione degli Stati Indipendenti, ovvero la Russia e buona parte delle repubblica ex sovietiche intorno a essa.

Aggiornamento: il 7 febbraio 2019 la Commissione ha abbassato le stime di crescita del Pil italiano al 0,2%

I dati si riferiscono al: 2019

Fonte: Onu

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