Giù anche le entrate dalle accise sulla benzina: -1,1%. Compensano i versamenti Iva: +3%
Se l’anno scorso lo Stato ha potuto incassare più tasse dell’anno precedente deve ringraziare soprattutto le imposte indirette: Iva, imposte di registro, bolli, ricavi del lotto (non il canone Rai nel 2018 e le accise sul carburante, in calo). Un pacchetto di entrate tributarie che nel 2018 è valso alle casse pubbliche italiane 215,7 miliardi di euro: +2,7% rispetto al 2017, quando il gettito si era fermato a 210 miliardi, come mostra il grafico sopra.
I versamenti in tasse sono stati 463,3 miliardi
In totale, secondo quanto comunicato dal ministero delle Finanze, l’anno scorso lo Stato ha registrato entrate da imposte dirette e indirette per un totale di 463,3 miliardi di euro, contro i 455,6 dell’anno prima. L’aumento complessivo degli introiti è stato dell’1,7%, superiore alla crescita del Pil (1% circa).
Scendono gli incassi dal canone Rai nel 2018
La crescita delle entrate tributarie, si è detto, è stata dovuta principalmente a quelle indirette. Come si vede nel grafico sopra, a salire più di tutti è stato il gettito proveniente dall’Iva: +3% nel 2018, grazie soprattutto alle importazioni ma anche agli scambi interni. Un buon segnale, in quanto certifica la ripresa dei consumi registrata l’anno scorso. Positive anche le performance delle imposte di registro (+4,2%), dei bolli (+10,1%), delle assicurazioni (+19,9%) e dei proventi del lotto (+5,8%).
Queste maggiori entrate hanno bilanciato le voci in calo: in primis il canone Rai nel 2018, -2,1% l’anno scorso sul 2017. Giù anche i ricavi dalle accise sulla benzina: -1,1%. E non potrebbe essere altrimenti, dato il calo generale del settore auto e la minore diffusione delle quattro ruote tra gli italiani, che non attendono più con ansia il compimento dei 18 anni per prendere la patente e mettersi alla guida.
Cresce l’occupazione: su le entrate Irpef
Si tratta, comunque, di cifre piccole se confrontate con quelle delle imposte dirette. Nel 2018 le entrate dovute a queste ultime hanno rappresentato, infatti, più del metà del totale: 247,6 miliardi di euro. Anche in questo caso il gettito è cresciuto rispetto all’anno precedente, ma solo dello 0,8%. Una performance piuttosto deludente: come mai? La ragione principale è il -7,2% segnato dal gettito Ires, diminuito di circa 2 miliardi e mezzo soprattutto a causa delle detrazioni legate al piano Industria 4.0 e al superammortamento. Giù anche le imposte sostitutive del reddito e le ritenute su interessi e redditi da capitale: -5%.
Al contrario – ed è un buon segno – sono aumentate di oltre 5 miliardi le entrate legate all’Irpef, arrivate nel 2018 a quota 187,5 miliardi (+2,8%). In particolare sono cresciute le ritenute del settore privato (4,3%), la fetta più consistente del gettito Irpef. È un segno della ripresa occupazionale, che dal 2014 al 2018 è stata abbastanza sostenuta. E che l’anno scorso ha superato anche l’effetto degli aumenti nella Pubblica amministrazione, verosimilmente alla base del +3,2% delle ritenute sui dipendenti della Pa. Salgono, anche se meno, i ricavi dell’Irpef versato dai lavoratori autonomi (+2,3%): del resto da molti anni cala il numero di partite Iva, con una leggerissima ripresa solo recentemente. Non resta che attendere l’anno prossimo per scoprire se il rallentamento dell’economia tricolore avrà inciso anche sulle entrate tributarie del 2019.
I dati si riferiscono al: 2018
Fonte: Ministero delle Finanze
Leggi anche: In Italia si buttano via 238 ore per pagare le tasse
Gli automobilisti italiani pagano 74,4 miliardi l’anno di tasse
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.