Quanto costa un caffè? Non dipende dal… caffè

Grafico-prezzi-bevande

Il costo di tè, caffè e cacao grezzi lo decide la finanza. Ma per il consumatore non conta

Il grafico consente di osservare l’andamento storico dei prezzi delle materie prime delle bevande da bar (in nero, verde e marrone) a confronto con la moderata ma costante crescita dell’indice Istat dei prezzi al consumo in Italia. Da qui si può scoprire quanto costa un caffè? Non proprio…

Quanto costa un caffè

L’indice è sceso solo una volta, e di meno di un punto percentuale, nel 2014, proprio dopo un’impennata dei prezzi delle materie prime della caffetteria, cioè dei prodotti finiti più consumati nei bar italiani (30% del fatturato complessivo nel 2015).

quanto costa un caffè

In un anno, si servono in Italia 6 miliardi di espressi e cappuccini, per un volume d’affari di 6,6 miliardi di euro, e si consumano 47 milioni di chilogrammi di miscela. Alla fine, quanto costa un caffè? Ebbene, dal 2008 al 2015 si è verificato un moderato aumento del prezzo medio di una tazzina che è cresciuto di soli 12 centesimi e che oggi è inferiore a 1 euro. Numeri che si traducono in 175 caffè e cappuccini serviti al giorno in media da un bar italiano per un incasso giornaliero di 184 euro.

Ecco quanto costa un caffè

I prezzi delle materie prime con le quali si preparano caffè, tè e cioccolata, invece, cambiano in continuazione e in modo non facilmente prevedibile, non solo perché i raccolti possono essere più o meno abbondanti e di qualità e la domanda può variare, ma soprattutto perché le commodities (cioè i prodotti agricoli da esportazione) sono oggetto di investimenti e speculazioni che ne fanno oscillare il prezzo di minuto in minuto, esattamente come per le azioni in borsa.

Se a fare il prezzo del caffè, come materia prima, fosse la domanda, il prezzo delle due varietà più utilizzate, (delicata, più pregiata, e robusta, meno pregiata) avrebbe un andamento simile, mentre le oscillazioni sono indipendenti, al punto che nel 2010 la robusta è arrivata a costare più della delicata mentre dovrebbe essere il contrario.

Questo è un problema per i produttori e per chi acquista le materie prime (cioè le industrie che si occupano della trasformazione dei chicchi in miscela o delle fave in cacao in polvere, ma non per il consumatore finale:, il prezzo finito di una tazzina al bar è frutto di una lunghissima catena di ricarichi: trasporto, dazi doganali, trasformazione, prezzo della miscela all’ingrosso, tasse e costi di gestione del locale, che riduce al minimo l’importanza del prezzo della materia prima

I dati si riferiscono al periodo 2009-2016
Fonti: prezzi materie prime IMF, indice prezzi bevande ISTAT

Leggi anche: Aprire un negozio? Meglio in Germania

Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.