Gli aiuti umanitari del Brasile contro alla fame nel mondo

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Il budget per gli aiuti umanitari si è ridotto di molto dopo la crisi del 2012

Il grafico mostra gli aiuti umanitari versati dal governo del Brasile. Tutte le cifre sono in milioni di dollari

Un Paese emergente che dona quando può

Come si vede, il Brasile versa aiuti umanitari in modo molto discontinuo. Nel primo decennio del 2000 il Paese sudamericano ha vissuto un vero e proprio boom economico. Nel 2010 è diventato uno dei 10 sostenitori più forti del World Foood Programme, il programma dell’Onu contro la fame nel mondo. Inoltre si è piazzato al sesto posto nelle donazioni a favore dell’International Strategy for Disaster Reduction (ISDR).

Ha aiutato anche che  il CERF (Central Emergency Response Fund), cioè il fondo dell’Onu per le emergenze, la piattaforma globale della Banca Mondiale per la riduzione dei rischi di disastro, l’UNHCR e la FAO. Tra il 2003 e il 2016, il governo brasiliano ha sostenuto interventi umanitari in oltre 95 Paesi.

Ha fatto molto contro la fame nel mondo, ma non aiuta la Siria

Il budget per gli aiuti umanitari nel mondo è aumentato in questi anni, ma in Brasile è stato nettamente tagliato a partire dal 2013. La causa è stata la crisi economica. Quando, nel 2014, è scoppiata l’emergenza profughi, in conseguenza della guerra in Siria, il budget complessivo del Brasile per gli aiuti umanitari era stato ridotto a solo 14.9 milioni di dollari, il 75% dei quali dedicati a combattere la fame nei Paesi poveri del Sud America e dell’Africa e dell’Asia.

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Avendo sconfitto la fame in casa propria solo di recente, i brasiliani sono diventati solidali verso i popoli colpiti da carestie. L’obiettivo è insegnare loro come eliminarle.

C’è il sospetto che gli aiuti siano anche uno strumento di potere

In Africa, gli aiuti brasiliani si concentrano soprattutto sui Paesi poveri del CPLC (Commmunitiy of Portuguese Language Countries), cioè la comunità dei Paesi dove si parla portoghese, come l’Angola, il Mozambico e la Guinea-Bissau. Il Brasile, naturalmente ne fa parte, come il Portogallo. Un’altra fetta consistente di aiuti va in Sud America. Da qui l’accusa di servirsi degli aiuti per estendere la propria influenza geopolitica. Tuttavia, il Brasile manda aiuti e instaura rapporti di cooperazione allo sviluppo solo con i Paesi che lo richiedono espressamente.

I dati si riferiscono al periodo 2010-2015
Fonte: GHA

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