Il doppio della media di 43,6. Al Sud il 22,7% delle società sono rimaste senza luce
Al Sud rimanere al buio, senza elettricità, è molto più probabile che al Centro-Nord. Lo conferma un recente report di Banca d’Italia che utilizza dati di Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, da cui emerge come già prima della pandemia, quando ancora non si parlava di emergenza energetica in Sicilia vi fossero, per usare un eufemismo, delle criticità. Ecco quanti sono e quanto durano i black out in Italia.
Quanti black out in Italia
A essere stato rilevato è il numero di episodi e di minuti di interruzione della fornitura elettrica in un anno in ogni regione italiana tra il 2007 e il 2019, prendendo in considerazione quella a bassa tensione, che di solito serve a dare energia a case private, piccole aziende e attività del commercio e dell’artigianato. Come sottolinea Banca d’Italia, non si tratta solo di un indicatore della capacità e dell’efficienza del sistema elettrico nazionale e dei concessionari esclusivi di zona, ma anche, inevitabilmente, di quanto un’area riesca a essere attrattiva economicamente. Infatti la presenza di infrastrutture, siano esse energetiche, stradali, ferroviarie, è, infatti, una delle componenti della competitività di un comune o di una regione. Basti pensare al turismo, oltre che alla manifattura. A determinare una parte del ritardo del Mezzogiorno, dunque, vi è anche la maggiore frequenza dei disservizi elettrici.
I black out in Italia regione per regione
Secondo Bankitalia mediamente nel periodo considerato nelle regioni meridionali ogni utente ha subìto 2,6 black out all’anno, contro una media nazionale di 1,6, mentre al Centro si scende a 1,4 e al Nord a 1. Il record dei black out in Italia appartiene, come detto, alla regione Sicilia, dove si raggiungono i 3,4 episodi. Dopo la Sicilia tocca alla Calabria con 3 seguita dalla Campania, 2,6, e dalla Puglia, 2,3. All’opposto in Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia è molto più raro rimanere al buio: tra 2007 e 2019 è accaduto solo 0,7 volte all’anno per famiglia o piccola attività.
Vi è da sottolineare, però, che proprio l’anno più recente esaminato, il 2019, ha visto un picco dei black out in Italia: 1,8 a testa a livello nazionale, ben 3,9 in Sicilia, 3 in Calabria e 2,9 in Campania. Nel corso del tempo, insomma, la situazione non è migliorata, anzi: dopo aver visto una riduzione degli episodi fino al 2013 e 2014 si è assistito a una recrudescenza dei fenomeni.

Quante ore e minuti si trascorrono senza elettricità
Che lunghezza hanno, però, questi black out in Italia? Mediamente ogni utente domestico è rimasto senza luce per 43,6 minuti, con picchi nel 2008 e 2019, rispettivamente di 49,8 e 49 minuti.
Vuol dire che ogni episodio è durato all’incirca più di 27 minuti . Un po’ di più al Nord Est, 31,1, e meno nel Mezzogiorno, 24,7. Tuttavia, come abbiamo visto, nel Sud e nelle Isole il numero di distacchi della corrente è notevolmente superiore a quello delle altre regioni e quindi complessivamente i suoi abitanti sono costretti a trascorrere più tempo al buio.
Mediamente più di un’ora, ovvero 64,2 minuti tra 2007 e 2019, e 73 minuti nell’anno precedente alla pandemia, quando, come si vede nella nostra infografica, in Sicilia si sono toccati i 92 minuti, più di un’ora e mezzo, di black out. Male, nel 2019, anche Sardegna e Campania, dove ogni famiglia e piccola attività ha dovuto rinunciare alla corrente per 75,4 e 72,2 minuti. In particolare per i sardi si è trattato di gran lunga dell’anno peggiore, con 17,9 minuti di interruzione dell’elettricità più della media.
Come già sottolineato, le cose cambiano al Nord. I friulani hanno sub’to solo 23 minuti di black out in media, e 25,5 nel 2019, bene anche gli emiliani, con 25,9 minuti medi tra 2007 e 2019.
Quasi due per famiglia i black out di meno di 3 minuti
Tutti questi dati, però, si riferiscono a quelli che sono definiti come black out lunghi, quelli che durano più di 3 minuti. Se contassimo pure quelli più brevi, anche di pochi secondi, ne avremmo 1,9 in più per ogni famiglia, con una distribuzione geografica analoga alle altre. In Sicilia infatti sono state 4,1 all’anno nel periodo considerato, mentre in Lombardia 0,9. Perlomeno in questo caso, però, le cose nell’ultimo decennio sono andate un po’ meglio che alla fine degli anni 2000.
Ha subìto un black out il 22,7% delle aziende del Mezzogiorno
Se famiglie e piccole attività usano la bassa tensione, gran parte delle altre aziende sono alimentate dalle linee a media tensione (tra 10 e 24kV). Solo 400 imprese di ampie dimensioni e particolarmente energivore si allacciano agli impianti ad alta tensione. Ebbene, è proprio nel caso della distribuzione a media tensione che secondo i dati di Banca d’Italia si verificano i maggiori divari territoriali. Nel Mezzogiorno, infatti, tra il 2012 e il 2019 ben il 22,7% delle attività industriali e dei servizi ha subìto un black out, sia maggiore che inferiore ai 3 minuti, mentre nel Nord Ovest tale percentuale crolla all’1,8%. A livello regionale naturalmente la distanza è ancora più ampia: in Sicilia e Puglia sono state coinvolte rispettivamente il 36,6% e il 34% delle imprese, in Valle d’Aosta e in Lombardia lo 0,4% e lo 0,7%.
Il 38,5% degli impianti meridionali non è adeguato
Nel Sud e nelle Isole, inoltre, la situazione è peggiorata nel corso del tempo, considerando che tra 2017 e 2019 la porzione di aziende con almeno un black out all’anno è salita dal 20,2% al 27,2%. Si tratta di 24.564 clienti, il 24,9% di quelli che in Italia ricevono elettricità a media tensione, 98.535 in tutto.
Secondo l’Arera, però, il 38,5% delle imprese di quest’area è allacciata a impianti non adeguati, contro il 27,7% di quelle del Nord Ovest e il 26,8% di quelle del Nord Est, e certamente anche questo che contribuisce ai black out che colpiscono le regioni meridionali.
I dati si riferiscono al: 2007-2019
Fonte: Banca d’Italia, Arera
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