
Sono 7 su 100. E grazie all’analisi dei numeri fatturano il 5% in più
Sapete già qual è il bello dei numeri, altrimenti non sareste qui. Ma cosa sono i Big Data? In tre righe suona così: sono quell’enorme quantità di dati generata dalle persone e dalle aziende quando utilizzano un dispositivo digitale. Può essere il nostro bancomat o il robot che costruisce una Fiat. Tutto genera “numeri” che possono essere letti, interpretati e usati. Nel nostro piccolo, produciamo Big Data anche quando postiamo su Facebook o facciamo la spesa su Amazon.
Sulla terra siamo 7 miliardi, la metà di noi possiede almeno un cellulare: si stima in un anno di utilizzo di tablet e smartphone arriviamo a produrre un numero di byte pari a un miliardo di volte quelli contenuti nella Libreria del Congresso di Washington, la più grande al mondo.
A cosa serve questa montagna di numeri? Per esempio possiamo analizzarli e trovare il modo di lavorare e produrre in maniera più efficiente, creare nuovi prodotti e servizi innovativi e diventare così più competitivi.
I numeri che fanno bene al Pil
Le aziende che usano i Big Data possono aumentare la produttività del 5% – 10% rispetto alle imprese che non lo fanno, producendo così un aumento del Pil europeo che l’Eprs (European Parliamentary Research Service) stima possa arrivare a + 1,9% tra il 2014 e il 2020.

Secondo altre stime (MGI, McKinsey), se sapremo gestire l’immenso valore racchiuso in questi “dati” estraendone informazione e conoscenza, da trasformare poi in decisioni, le attività commerciali potrebbero aumentare il loro margine del 60%, i governi e le amministrazioni di tutto il mondo risparmiare 150 miliardi ogni anno e la sanità mondiale creare un valore aggiunto di 300 miliardi di dollari l’anno. Però bisogna incominciare a farlo.
L’Italia usa i big data più degli altri
Lo stiamo facendo? In Italia si, e piuttosto bene. Leggiamo il grafico: già oggi il 7% delle imprese (grafico a barre) usa i Big Data e genera così (pallino arancione) il 3,3% del fatturato. Siamo sopra la media europea ma non solo: nel giro di pochi anni (linea blu) il numero nelle aziende che faranno business usando i dati potrebbe raddoppiare e arrivare al 15% del totale delle imprese italiane, allo stesso livello di Francia e Germania, molte di più della media europea: significa che nell’Europa a 28 siamo tra le nazioni più competitive. E tutto grazie ai numeri.
I dati si riferiscono al: 2015 – 2020 (previsione)
Fonte: Parlamento Europeo – IDC
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