Il mercato delle connessioni dati mobile è cresciuto sempre più negli ultimi dieci anni. Le connessioni dati, di pari passo con gli smartphone, sono diventate letteralmente indispensabili. I gestori telefonici hanno potuto creare pacchetti ad hoc da vendere con le classiche SIM, investendo notevolmente nel settore. Ciò ha portato però anche a un’accelerazione tecnologica che ha visto nuovi e rivoluzionari approcci.
In questo contesto spiccano le eSIM, acronimo che indica le “embedded SIM”. Si tratta di schede digitali che eliminano la necessità di inserire una SIM rimovibile nel proprio dispositivo. Queste possono essere gestite da smartphone compatibili tramite apposita applicazione, semplificando le operazioni e consentendo l’uso di piani specifici e adatti alle proprie esigenze.
Da tecnologia emergente a vero e proprio standard
Le eSIM sono nate inizialmente per accomodare le esigenze del segmento IoT (Internet of Things), ovvero per la gestione remota di dispositivi elettronici. Questa tecnologia è stata però rapidamente introdotta anche nel mercato degli smartphone. Il primo a essere stato reso compatibile con questa tecnologia è stato il Google Pixel 2 nel 2017. Da quel momento in poi, il mercato delle eSIM si è espanso di anno in anno, con una crescita di oltre il 24% tra il 2020 e il 2025. Le proiezioni stimano che i collegamenti dati tramite eSIM supereranno i 4 miliardi entro il 2030, rappresentando circa il 40% delle connessioni mobile mondiali.
Se nel 2022 il mercato globale delle eSIM valeva 1,2 miliardi di dollari, si stima che questo possa raggiungere i 6 miliardi entro il 2030. Ma cosa ha spinto questa applicazione su larga scala e perché, oggi, le eSIM sono considerate il futuro delle connessioni dati mobile? I motivi sono molteplici e tutti egualmente interessanti.
eSIM contro i costi del roaming
Uno dei principali motivi che ha spinto un ampio numero di utenti ad adottarla riguarda i costi del roaming. I viaggiatori, recandosi in un altro Paese e desiderando rimanere connessi a Internet, si trovavano spesso a dover affrontare bollette molto elevate. I gestori applicavano infatti tariffe draconiane a fronte di una quantità di dati giornaliera decisamente esigua.
L’alternativa era acquistare una SIM in loco e sostituire quella nel proprio smartphone, destreggiandosi tra compatibilità, perdita di numeri in rubrica e molti altri svantaggi. L’Unione Europea si è mossa in tal senso, con leggi volte a migliorare l’esperienza dei viaggiatori europei che si muovono entro i confini dell’UE. Basti pensare che, prima delle regolamentazioni sul roaming, il costo poteva arrivare fino a 0,45€ per MB. Tuttavia, sebbene le cose siano migliorate, non si può dire lo stesso quando si affrontano viaggi internazionali. In quel caso, i costi continuano a essere elevati e si arriva anche a 15€ per 1 GB.
Le eSIM si introducono quindi in questo segmento, cercando di mitigare le spese dei viaggiatori. I piani offerti dagli operatori di eSIM sono generalmente validi per il consumo dati (senza voce) ma, proprio per questo, offrono un rapporto dati/spesa molto più vantaggioso. In media si parla di un risparmio fino al 60% su un piano roaming classico. A giovarne non sono solo coloro che si spostano per svago, ma anche chi lo fa per lavoro. Dotando i propri dipendenti di eSIM, le aziende hanno riportato riduzioni delle spese fino al 30%.
Flessibilità e competitività sul mercato domestico
Sostenere che le eSIM siano utili solo per chi viaggia sarebbe un errore. Sebbene sia l’uso principale, c’è anche chi decide di utilizzarle in ambito domestico. Paesi con elevata competitività nel settore telefonico, come gli Stati Uniti, la Germania e il Giappone, hanno visto una crescita di adozione delle eSIM. Circa il 20% degli utenti ha dichiarato di usare due piani tariffari simultaneamente: uno per i servizi voce, l’altro per la connessione dati mobile. I consumatori possono così cambiare operatore al volo in base alle necessità e, al tempo stesso, gestire al meglio i costi associati.
Un trend destinato a crescere anche in Italia se consideriamo che i nuovi iPhone e molti smartphone popolari stanno abbandonando del tutto l’uso di SIM fisiche.
Impatto ambientale
Non bisogna sottovalutare l’impatto ambientale delle classiche SIM. Queste pesano circa 5 grammi, includendo l’involucro e la documentazione che le accompagna. Ogni anno sono prodotte circa 4,5 miliardi di SIM, per un totale di oltre 20.000 tonnellate di plastica. Le eSIM, essendo prodotti digitali, eliminano gran parte di questa produzione inquinante. Gli analisti hanno stimato che con un’adozione su scala globale delle eSIM, entro il 2030 si potrebbero ridurre i consumi di plastica nel settore del 46%.
Bisogna anche ricordare che la produzione, stoccaggio e spedizione delle SIM comporta emissione di CO2. Si parla di più di 200.000 tonnellate all’anno, che potrebbero diminuire sensibilmente con uno spostamento verso l’uso di eSIM. Secondo i calcoli, le emissioni per realizzare queste ultime è di solo il 2% rispetto al 59% delle SIM fisiche.
Una rivoluzione a tutto tondo
Nei prossimi cinque anni, le SIM fisiche potrebbero sparire dal 60% degli smartphone di tutto il mondo. L’ascesa delle eSIM non rappresenta solo un’evoluzione tecnologica ma è più affine a una rivoluzione strutturale. Grazie a questi prodotti digitali si riducono i costi per l’utente finale, si semplificano l’uso e il passaggio da un operatore all’altro e si ha anche un minor impatto ambientale. Passare oggi a questa tecnologia presenta quindi vantaggi difficili da ignorare.