
L’Arabia Saudita è (addirittura) al 17% Nel 2016 solo 2 hanno chiuso in positivo
La manovra economica italiana comincia ad entrare nel vivo. Si vede dal fatto che cominciano a filtrare le indiscrezioni sui contenuti soprattutto riguardo al deficit (differenza tra entrate e uscite in un anno). Vediamo allora quanti e quali sono i Paesi in deficit nel mondo.
Che cosa c’entra il Fiscal compact
L’obiettivo del governo nei sui rapporti con l’Europa, però, non sono ancora chiarissimi: pare che lo scopo delle negoziazioni sia quello di mantenere un livello di deficit di bilancio più alto rispetto a quello che consentirebbe il Fiscal compact.
Che questo sia un bene o un male per l’economia italiana è oggetto di dibattito, ma quello che si può dire fin d’ora è il fatto che se si considerano i Paesi che fanno parte del G20, che rappresentano l’80% del volume del commercio mondiale, il 90% di loro presentano un deficit di bilancio, alcuni anche molto importante. In questi Paesi, in altre parole, la spesa pubblica supera le entrate.
Il grafico sopra mostra il bilancio pubblico in percentuale sul Pil del 2016 (gli asterischi indicato che la cifra è una stima del Fondo Monetario Internazionale).
G20, solo due Paesi non sono in deficit
Solo due paesi fanno eccezione alla regola, cioè non hanno deficit di bilancio: la Germania di Angela Merkel (0,8% del prodotto interno lordo) e la Corea del Sud (0,3%). I risultati peggiori sono quelli dell’Arabia Saudita: qui il deficit di bilancio è quasi il 17% del Pil.
Ciò è dovuto principalmente ai prezzi relativamente bassi del petrolio e alla mancanza di altre entrate. Se l’Europa fosse uno Stato, anche lei non rientrerebbe nell’elenco dei Paesi “virtuosi”.
Pesi in deficit e Italia in rosso
Anche il bilancio dell’Italia è in rosso: da noi le uscite superano le entrate e il risultato finale è negativo (-2,4% nel 2016). Va meglio di noi la Turchia (-2,3) mentre se vogliamo prestar fede alla media, quella europea è comunque sotto lo zero (-1,8%).
In rosso però ci sono anche il Brasile (-9%) e gli Stati Uniti di Trump (-4,4%), la Francia (-3,3) e il Regno Unito (-3,1).
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Fmi
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