A Nuoro il record di società: 152,71 ogni mille abitanti

Milano patria di quelle di capitali: 58 ogni mille, a Oristano, solo 12,8

L’Italia è il Paese europeo con più imprenditori. Considerando ogni tipo di società esistenti, le imprese del nostro Paese sono ben 6.067.466 secondo i dati di Unioncamere, una ogni 9,8 persone. Questo numero record include ogni tipo di società e ogni forma giuridica: dalla ditta individuale all’impresa agricola a quella familiare alle società di persone e di capitali.

Il tipo di società più diffusa è quella di capitali

Sono queste ultime due, società di persone e di capitali, quelle maggiormente utilizzate dalle realtà strutturate, e solitamente più grandi, soprattutto la seconda. A differenza della società di persone, infatti, in quella di capitali la responsabilità giuridica dei soci e il loro peso nell’azienda sono determinati dalla quota posseduta, dal capitale che hanno investito. Per questo ci occupiamo in modo particolare proprio di questo tipo di società che rappresenta quella scelta da 1.816.221 realtà imprenditoriali, sparse in tutta Italia in modo tutt’altro che omogeneo.

Le province italiane con più imprese

La distinzione tra ogni tipo di società è particolarmente importante proprio se ne osserviamo, appunto, la distribuzione geografica. Se consideriamo tutte le più di 6 milioni di società presenti nel nostro Paese, a ospitarne di più, in proporzione alla popolazione, sono le province di Nuoro, Benevento e Grosseto, con rispettivamente 152,71, 134,05 e 133,79 ogni mille persone. Se, invece, ci riferiamo alle sole società di capitali sono aree del Paese molto diverse quelle in cui se ne trovano in numero maggiore. Parliamo di Milano, Roma, Prato, dove ve ne sono 58,05, 52,41, 40,4, sempre ogni mille abitanti, come vediamo nella nostra infografica. In generale sono solo due le provincie che sono nella top ten in entrambi i casi, ovvero Benevento e Prato.

Perché queste differenze? Il motivo è, appunto, che questi tipi di società sono preferiti da aziende molto diverse tra loro, in termini di dimensioni e di tipologia di bene prodotto e di servizio offerto.

tipo di società

Un tipo di società per ogni area del Paese

Vi sono aree, normalmente quelle più rurali del Centro e del Sud, in cui troviamo moltissime imprese agricole, piccole e piccolissime, artigiani, ditte individuali, a fronte di una popolazione ridotta, e la media e grande azienda è quasi assente. È per questo che province come Nuoro o Grosseto risultano quelle con la maggiore densità di società. Oltre a queste due nelle prime dieci posizioni ci sono anche Macerata, Viterbo e la già citata Benevento.

Le realtà un po’ più grandi, invece, spesso filiali di multinazionali estere attive soprattutto nell’ambito dei servizi, si concentrano nelle grandi città assieme a un numeroso indotto, fatto di imprese di consulenza, comunicazione, servizi finanziari di ogni dimensione. Da qui la presenza di Milano e Roma nei primi due posti della graduatoria delle province con la maggiori densità di società di capitali.

Napoli sesta nella classifica sulla densità delle società di capitali

Anche la Città Metropolitana di Napoli è in questa top ten, assieme a Massa Carrara, Benevento, Pescara, Latina, Frosinone. Si tratta di aree in cui non vi sono metropoli, ma certamente piccole e micro imprese diffuse sul territorio. Agli ultimi posti alcune province tra le più depresse economicamente o in declino e con popolazione mediamente molto anziana, come Oristano, dove vi sono solo 12,8 società di capitali per 1000 abitanti, Enna, con 14,79, e poi Asti, Vercelli, Vibo Valentia.

Il tipo di società preferito nelle aree turistiche

Vi sono anche Belluno e Cuneo, che in crisi non sono, ma in questo caso il motivo di tale posizionamento potrebbe essere la presenza sia di strutture turistiche con un altro ordinamento giuridico sia di grandi imprese. Il numero di aziende, quindi, non risulta essere ampio, anche se ognuna di esse occupa molti lavoratori e genera molto reddito.

Questo è anche il motivo per cui pure altre aree del Nord, con un tessuto economico e imprenditoriale vivace, compaiono circa a metà classifica. Per esempio le province di Bergamo e di Treviso. A differenza che altrove le imprese sono piccole ma non piccolissime e quindi non ne risultano in grande numero. Sono tra l’altro molte quelle industriali, mediamente di dimensioni maggiori di quelle dei servizi.

La differenza tra Spa e Srl

Abbiamo parlato di società di capitali come di uno degli ordinamenti giuridici possibili all’interno del mondo delle imprese, ma non si tratta, in realtà, di un’unica fattispecie, quanto più di una macro categoria. Vi sono a loro volta diversi tipi di società di capitale. Le due principali sono la società per azioni (Spa) e quelle a responsabilità limitata (Srl).

La prima, preferita dalle aziende più grandi, è quella in cui le quote di partecipazioni dei soci sono rappresentate da titoli trasferibili, le azioni, appunto, che possono essere acquistate e vendute, anche sul mercato, in Borsa per esempio. Per fondarle serve un capitale minimo di 50mila euro, il 25% del quale va versato in un conto vincolato.

Anche nella Srl vi sono quote di partecipazione diverse, ma in questo caso ad alcuni soci è possibile attribuire per statuto diritti diversi, più ampi. Per costituirle bastano 10mila euro, ma di recente è stata introdotta la Società a responsabilità limitata semplificata (Srls), in cui il capitale sociale può essere anche solo di un euro.

Ci sono anche le Sapa e le società cooperative

Un altro tipo di società è la società in accomandita per azioni (Sapa) e quella cooperativa. Nel primo caso la particolarità è la presenza di due categorie di soci, gli accomandanti, che rispondono giuridicamente in proporzione alle quote possedute, e gli accomandatari, gli amministratori, che rispondono illimitatamente.

La società cooperativa è molto diversa dalle precedenti, vi è uno scopo mutualistico, perché viene costituita innanzitutto per offrire beni e servizi prodotti ai soci, prima che alla clientela esterna. Anche se, come sappiamo, molte di queste sono diventate di fatto grandi imprese che oggi appaiono lontane dall’obiettivo originario, e con una gestione in realtà più simile a quella tipica di altri tipi di società, come le Spa.

I dati si riferiscono al 2021

Fonte: Unioncamere

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