Poveri dimuiti del 3,3% dal 2010. Durante la crisi finanziaria superato il 15%
Il 46% della popolazione mondiale sopravvive come meno di 5,5 dollari al giorno: i poveri sono passati dai 784 milioni del 2015 agli attuali 826 milioni. Sono i numeri contenuti nel “Global Competitiveness Report 2019”, un’analisi riguardante la competitività di 141 economie, a 10 anni dalla crisi finanziaria, pubblicato dal World Economic Forum. Se il tasso di povertà globale è in aumento, i dati non sembrano corrispondere con l’andamento degli Stati Uniti, dove, secondo dati del Census Bureau, il tasso di povertà ha subìto una diminuzione dal 2010 ad oggi.
Nel 2000 il tasso di povertà più basso
Il grafico in apertura rappresenta l’andamento del tasso di povertà negli Stati Uniti dal 1990 ad oggi.
Tra il 1990 e il 1993 si è assistito ad un aumento dell’indice dal 13,5% al 15,1%. Ma il periodo immediatamente successivo, fino al 2000, è stato caratterizzato da un calo continuo: quel 15,1%, infatti, è diminuito fino ad arrivare all’11,3%, la quota più bassa raggiunta nel periodo considerato.
Sono gli anni immediatamente successivo al crollo dell’Unione Sovietica e al “Washington Consensus”, fatti che hanno portato all’affermazione del sistema globale liberale guidato dagli USA, ad un impulso dell’economia mondiale in senso più ampio e ad un ulteriore rafforzamento del dollaro. A tutto ciò, negli ultimi anni Novanta, si aggiunge l’irruenza della nascente tech economy, un fenomeno dal forte dna statunitense.
L’aumento dei poveri nel nuovo millennio
Come mostra il grafico, il 2000 apre un decennio in cui il tasso di povertà cresce costantemente – a parte una leggera diminuzione tra il 2004 e il 2006 – fino a toccare il 15,1% del 2010.
L’aumento della povertà all’inizio del millennio è probabilmente legato a due fattori: da un lato lo scoppio della bolla speculativa digitale – episodio noto come “dotcom bubble” – che portò al fallimento di numerose aziende del settore: dall’altro, il riorientamento della spesa pubblica verso operazioni militari legate alla guerra in Medio Oriente. L’impennata che portò dal 12,3% del 2006 al 15,1% del 2010, invece, è decisamente ascrivibile alla crisi finanziaria vissuta in quegli anni.
Il calo della povertà dal 2010 ad oggi
Dal picco del 2010, si avvia una graduale discesa del tasso di povertà, che nel 2014 arriva al 14,8%. Da quell’anno in poi, il calo è costante fino all’11,8% del 2018: una diminuzione legata anche alle riforme di Obama, che hanno permesso a 12 milioni di americani ottenere per la prima volta qualche minima copertura sanitaria.
I dati si riferiscono al: 1990-2018
Fonte: Census Bureau
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