Apertura delle frontiere universitarie? Solo la Gran Bretagna attrae laureati dall’estero
Circa 1,45 milioni di studenti europei hanno studiato in un Paese europeo che non è il loro paese di origine. Ovvero: nel 2013 1,45 milioni di studenti hanno terminato un ciclo di studi terziario in un Paese diverso da quello nel quale hanno terminato il ciclo di studi secondario, cioè il liceo. E dove vanno? Per la maggior parte l’obiettivo è andare a studiare a Londra.
I ragazzi europei vogliono andare a studiare a Londra
In realtà nel dato di 1,45 milioni sono compresi anche gli studenti che provengono fuori dai 28 Paesi dell’Europa, e considerando che in tutti i 28 gli studenti terziari sono 16 milioni, significa che la mobilità studentesca è praticamente inesistente.

Potrebbe anche essere dovuto al fatto che le migliori università non sono gratis e che, quindi, invece di andare a cercare una Università mediocre all’estero conviene accontentarsi di una mediocre nel proprio Paese, che costa meno.
In pochi vengono in Italia a terminare gli studi
Il Paese che attrae più studenti dall’estero è la Gran Bretagna dove nel 2013 hanno studiato 417mila studenti stranieri e dove il 17,5% degli studenti “terziari” sono stranieri. Vuol dire che la maggioranza relativa dei ragazzi ha come obiettivo quello di studiare a Londra, probabilmente per il metodo di studio, molto diverso e più internazionale rispetto a quello che seguono in patria.
Al secondo posto c’è la Francia con 229mila e la Germania con 197mila. Come mostra il grafico, che indica la quota di studenti stranieri in ogni Paese in rapporto al numero di laureati, gli studenti che decidono di venire in Italia sono appena il 10% del totale degli studenti terziari ed appena il 5% rispetto al totale dei laureati (rombo rosa). I ragazzi stranieri che vengono da noi sono meno di quelli che decidono di andare in Francia o in Germania e sono poco di più di quelli che decidono di andare in Ungheria. Andiamo meglio con i dottorati: nel 2013 ne abbiamo attirati di più rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei comparabili, come Francia e Germania, ma ci supera ancora la Finlandia e Svezia oltre al Portogallo.
I ragazzi e gli spostamenti “orizzontali”
Complessivamente la maggior parte degli studenti “fuori sede” si trasferisce per laurearsi (45%) o per studiare all’estero per conseguire un master (41%), il 10% per un dottorato e il 5% per una laurea triennale. Ma se i numeri assoluti della mobilità studentesca sono preoccupanti, non lo sono altrettanto quelli sull’attrattività del nostro sistema universitario, perché gli studenti che decidono di studiare all’estero vanno soprattutto in Paese culturalmente assimilabile a quello di provenienza. Così in Portogallo vanno soprattutto spagnoli e in Germania soprattutto austriaci mentre i ragazzi che vivono nelle sue ex colonie vanno soprattutto in Francia, mentre la Gran Bretagna arruola soprattutto ragazzi provenienti dal mondo anglosassone.
Ed è vero anche il contrario: nel senso che gli italiani scelgono come meta dei propri studi in particolare la Spagna (8,4% del totale degli studenti terziari che studiano in Spagna sono italiani seguiti dai francesi 5%, e dai messicani 4,4%). L’11,4% degli studenti austriaci vengono dall’Italia e anche il 9,2% che studiano in Slovenia. In Gran Bretagna, invece, vanno soprattutto cinesi (Hong Kong inclusa) indiani e americani. L’Italia purtroppo non ha comunicato all’Eurostat i Paesi di provenienza degli studenti che si trasferiscono qui per studiare.
I dati si riferiscono al: 2013
Fonte: Eurostat
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